Archivi del mese: ottobre 2007

Si parte…

Dovrebbe essere tutto a posto (anche se devo ancora preparare la valigia), domani mattina si parte per Berlino!!! Spero solo non faccia troppo freddo…Buon viaggio a me A bocca aperta
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Squillo di tromba: Tom is back!!!

Dopo la delusione per l’ascolto di We don’t need to whisper, avevo deciso di mettermi l’animo in pace e di rassegnarmi all’idea che non avrei mai più sentito Tom Delonge, scrivere, comporre e cantare delle canzoni come sapeva fare ai tempi dei Blink 182. Non volevo saperne di sentire il cd nuovo, per me la voce di quell’uomo restava un ricordo legato al passato, il che era abbastanza deprimente. Poi…Il mio “hubby” (fanatico delongiano come e più di me) mi ha detto che, invece, il cd nuovo valeva la pena, così hodeciso di mettere da parte le mie riserve e ho scaricato I-empire e…ooooh! Niente poteva scaldare di più il mio piccolo cuoricino, infreddolito dal clima e dalla vita, che un disco di Mister Delonge degno di questo nome, degno di essere associato ad uno dei personaggi che, in qualche modo, ha cambiato la mia vita (chissà chi sarei oggi se nel lontano 1999 invece che di Enema of the state mi fossi innamorata del cd dei BSB o di Britney!). E’ un cd in cui Tom recupera le sue origini pop-punk senza fare tanto il megalomane ed in questo modo la sua voce, che io adoro come quella di nessun altro, forse per ragioni più affettive che non legate alla musica vera e propria, sembra quella di sempre. Sirens è da togliere il fiato, a partire dall’introduzione affidata al basso, fino all’ultima nota. E’ come se Mr. Delonge si ricordasse all’improvviso chi è, lasciando da parte i proclami megalomani e gli annunci epifanici. Finisco ringraziando ancora una volta il mio “hubby” che mi ha convinto a scaricare il cd e cito un pezzo tratto dalla pagina su Myspace degli Angels&Airwaves…”I think as you get older you shed the burden of who is cooler, and the question is who is honest, because that’s what in the end is truly cool. Angels & Airwaves created “We Don’t Need to Whisper” two years ago, amongst a lot of unanswered questions. To be searching for the new and correct path in life while I personally was losing my mind, well, it was quite a marathon to say the least, and also a drastic understatement”. Tom is back…A bocca aperta, io pure A bocca aperta…santa Rita, questo disco rende ancor più netto “il buio alla fine del tunnel”. Grandioso, mi lascia estaticamente senza parole…quel che “qualcuno” definirebbe “x con zero” A bocca aperta. Evviva!

Il baratro

Prima cosa: qualcuno mi sa dire con certezza se quello nella pubblicità di Roberto Cavalli sulla copertina posteriore di Rolling Stone di questo mese è Mister Pete Doherty?! Io sono quasi convinta di sì, ma truccato in quella maniera fa un po’ strano, più del solito A bocca aperta, quindi, se qualcuno potesse darmi conferma, sarei grata! A prescindere da ciò, quella pagina finirà attaccata in camera mia (dove è ancora un mistero, ma le troverò un posto!).


Seconda cosa: volevo sproloquiare sulla mia lunga strada di discesa in una strana voragine di paranoia mentale, che forse non ha fondo, ma mi sarei lasciata prendere dai dettagi e dall’enfasi,
soprattutto per via delle circostanze in cui è saltato il meccanismo
che riusciva a non far precipitare ogni cosa in quella specie di buco
nero, che da sempre è un evidente errore di progettazione nella mia
indole
. Avevo anche iniziato, ma stava diventando un intervento troppo lungo e forse anche un po’ preoccupante per chi mi conosce. Così, lascio che a dire ciò che mi passa per la testa in questo momento, sia una poesia dell’uomo che io avrei dovuto incontrare, colui che ha messo in versi ciò che penso, 130 anni prima della mia nascita.

IL BARATRO (Charles Baudelaire)

Pascal aveva un baratro che con lui si muoveva.

Tutto è abisso, ahimè, azione, sogno, amore,
parola! E sui capelli che ritti mi si levano,

sento a volte passare il vento del Terrore.

In alto, in basso, ovunque, sponde e vuoto discerno
e il silenzio, lo spazio atroce e seducente…
Sul muro dei miei sogni Dio con dito sapiente
traccia ogni notte un incubo multiforme ed eterno

Il sonno m’impaura come un crepaccio, denso
di confusi spaventi, inespolrato e immenso
da tutte le finestre l’infinito mi appare.

In preda alla vertigine, il mio cuore non sa
che invidiare il Nulla dell’insensibilità.
Ah, fra gli Esseri e i Numeri in eterno restare.

Stuck in this moment

Perché cercare surrogati, perché inseguire fantasmi (nessuno si azzardi a dire nulla!), perché immolare la felicità ad un orizzonte unico, lontano ed irragiungibile?! Al diavolo i miraggi, al diavolo l’idealismo, al diavolo i traguardi che si spostano quando t’avvicini, al diavolo le maschere e al diavolo pure la Verità. Resa, totale, incondizionata. Ed è così che ho finalmente trovato la risposta ai Pixies che cantano Where is my mind?: right now, my mind is nowhere. I’m finally free. Comunque, per confermare la tradizione che mi vuole un essere umano assurdo a livelli patologici (sì, ne sono consapevole), devo dire che ho ritrovato l’equilibrio, nel momento in cui un punto cardine è venuto meno. Paradossale, no?! Non voglio una fissa, di nessun genere, devo imparare ed essere senza un’ossessione, solo…solo io. E finalmente posso capire come convivere con la persona che sono diventata, senza tutto il “contorno”, senza nessun altro coinvolto a parte me, senza preoccupazioni, HAKUNA MATATA, prendendo la vita giorno dopo giorno. Non lo so, come sono arrivata a questo punto, non so cos’è cambiato e non m’importa. Ricerche a lungo termine sospese per mancanza di obiettivi, tregua su tutti i fronti, è ora di prenderla alla leggera. A 20 anni, dopo quello che i miei neuroni hanno subito, posso permettermi questo lusso. Al diavolo il resto, al diavolo!

Dum loquimur fugerit invida aetas:
carpe diem, quam minimum credula postero”

Orazio

A volte penso…

“Non puoi trovare ciò che cerchi, se ciò che cerchi è un surrogato di ciò che vuoi”

Pete ripulito…durerà?!

Un aggiornamento sul mondo dohertyano mi sembra quasi doveroso, dato che, dopo non so bene quante settimane, quest’omino in bilico tra creatività,delirio e idiozia è uscito dalla “rehab”. A fine mese è attesa la sentenza per posseso di… beh, di più o meno una mezza farmacia, nonchè di guida in stato “alterato”. Al suo fianco non è ricomparsa Kate Moss, il che forse non è poi un male, così si chiude per bene un capitolo e si va avanti. Pare lui stia con una tale Irina Lazareanu, pure lei modella e per di più testimonial della linea di abbigliamento firmata Moss. Per finire col gossip, parrebbe addirittura promesso sposo di codesta giovin donzella, ma a me sinceramente sembra prematuro sentir parlare di nozze. In ambito musicale si vocifera una collaborazione tra i Babyshambles e Amy Winehouse, magari si concretizzasse la cosa…bisognerebbe trovare Pete e Amy sobri e “sani” nello stesso momento, in quel caso sarebbe un grandissimo duetto, con le loro voci….ooooh. Comunque, Pete dice di rigare dritto da un mese e mezzo circa e di avere tutte le intenzioni di continuare sulla buona strada.Caspita, dalle foto sembra ingrassato tantissimo e che abbia bisogno di un salto da un parrucchiere…vabbè, poco importa, basta sia a posto . Ora, spero vivamente Mister Doherty riesca a lasciarsi alle spalle tutte le menate che non hanno a che fare con la musica e si concentri su una tournee…passare dall’Italia, no?! Daiiiiiiiii…

Anche se non c’entra quasi nulla col resto, volevo concludere con una frase che mi ha colpito un sacco, perché da questa traspare un ragazzo fragile e non il coglione che dipinge Studio Aperto: “I think I can trust her and I believe her when she says she loves me and I mean when I say I love her” -Pete Doherty, da un’intervista del 2005, agli albori della sua storia con Kate Moss. Il commento che mi viene da fare a questa frase è “Povera stella…”. Ok, basta, d’ora in poi cercherò di farmi piacere uomini meno assurdi, contorti e problematici…sì, vabbè, ma poi che gusto c’è?! Animoticon

 

Il buio alla fine del tunnel

“But don’t feel bad, cuz I never feard consequences
Hate regrets more than apologies”
da Whoops, I od’d, NOFX
“How many times can I say I’m sorry
and really mean it?!”
da All the rage, Funeral for a friend

Eccomi qui! Questi versi di canzone riassumo in poche parole come sto in questo momento. E’ come se per un sacco di tempo io fossi stata cieca, sorda e muta su tante, troppe cose. Il sole abbaglia, quando si fissa quello non si riesce a vedere tutto il resto…caspita, anche stavolta ho centrato il punto: se fissi il sole non vedi il resto, ma senza il sole non vedi il resto. Mah…lasciamo perdere, che c’è “chi”  potrebbe storcere il naso per questa metaforaAngelo. Comunque, è proprio questo il punto: nella mia vita è tornato un po’ di buio! Detta così sembra una cosa negativa ed invece non lo è affatto, è straordinario il pensiero di aver riacquistato quel tanto di oscurità da non restare inerte a fissare la luce. Nei coni d’ombra ho ritrovato il mio cinismo, la forza di sbattermene di alcune cose, di non prendermela, perché in fondo non ne vale la pena. E’ vero, ho imparato che ci sono le eccezioni, ma quelle non intaccano la regola generale. Un’altra cosa che ho capito è che ingoiare rospi su rospi non ha senso, quindi tanto vale rispedirli al mittente alle volte, senza rimorsi, senza rimpianti. In merito alle scuse, mi sono convinta che dopo  un certo numero di volte che vengono pronunciate perdono il loro significato, quindi al diavolo…”Accept responsability, for what I’ve done, but not for who I am” (Don’t call me white, NOFX).  It’s soooooo good to be back…A bocca aperta

Parole, parole, parole

Che senso ha, parlare con gli altri?! No, seriamente, ha un qualche significato che non sia puramente utilitaristico?! Chi era quell’idiota che sosteneva che il linguaggio coincide perfettamente con il pensiero?! Non ricordo, credo di aver rimosso l’autore di questa stronzata, forse era Natoli-culo. Sarà che io sono fatta a modo mio (male), ma sono convinta che tutto ‘sto parlare non porti ad altro che fraintendimenti. Le cose importanti si capiscono, senza che nessuno le spieghi. Stare a illustrare per filo e per segno certe situazioni, certi tormenti che ti marciscono dentro, non ha alcun senso, se hai davanti qualcuno impossibilitato a capire. Non è una questione d’intelligenza, è empatia e quella c’è o non c’è. E’ solo fonte di frustrazione usare alluvioni di concetti per farsi capire, non ne vale la pena. La comunicazione fine a se stessa è una bufala, parlare con chi non è in grado di capire è come seminare nel terreno più arido che ci sia. Basta, ho fatto don Chischotte per troppo tempo, mi sono torturata lo stomaco troppo a lungo, ho sprecato fiato e inchiostro a sufficienza…mi arrendo. Il mio mondo è tra due auricolari, per quel che riguarda il resto, voglio solo che mi faccia meno male possibile. Al diavolo gli orgogliosi, gli spocchiosi, gli arroganti razionalisti, quelli che fanno tutto facile…ma che ne sapete voi di quello che mi passa per la testa?! Niente, quindi almeno abbiate la creanza di rendervi conto di ciò e mettetevi le vostre teorie dove non batte il sole. Io ne ho a sufficienza, alzo bandiera bianca, non ha senso tirare testate contro il muro e sinceramente, cose senza senso nella mia vita ce ne sono abbastanza, senza questa, quindi lascio perdere.

La decenza è morta!

Se esistesse una giustizia cosmica, la “carriera” dei Fall Out Boy dovrebbe andare giù per lo scarico di un cesso! Lasciamo perdere il fatto che io personalmente non sopporto proprio più l’onnipresenza di Pete Wentz, seconda forse soltanto a quella di quel maledetto imbecille di Zac Efron. Finchè facevano la loro musica, si tiravano dietro la loro schiera di fan adoranti, promulgavano quell’assurda moda che è l’emo,  non facevano del male a nessuno, ma oggi ho visto una cosa per cui questi 4 idioti dovrebbero essere banditi dal globo: hanno fatto la cover di Love will tear us apart, anzi, si sono bellamente puliti il culo con le parole del rimpianto Ian Curtis! Ma perchè lasciano che questi scempi avvengano?! Non c’è nessuno in grado di fermare questi crimini dell’arte?! E’ semplicemente indecente rovinare così uno dei capolavori musicali…Vabbè, me ne resto col mio disgusto e spero che in questo paese scemo quantomeno esca Control, il film di Corbijn sulla vita del cantante dei Joy Division…nel frattempo…

 

Lavori in corso

Non sono una persona che tende a stare bene. Tralasciamo i miei piccoli inconvenienti “ossei”, per quelli hanno inventato gli antidolorifici, il problema è un altro.  Quale?! Non so più andare in bicicletta! Ovviamente stavo scherzando, era un modo (va bene, stupido) per dire che non riesco più a fare quelle cose che sapevo fare e che uno non dovrebbe dimenticarsi mai. Ci si può dimenticare come si va in bici?! Beh, io in un certo senso, l’ho fatto.
Ho perso tante cose  per strada (vabbè, era una palestra, cambia poco) ed ho passato qualche anno a non pormi nemmeno il problema, di cosa mi fossi lasciata indietro, diciamo che avevo altro per la testa (testa, stomaco, ginocchia, cuore, forse anche reni, fegato e polmoni!). Non ci si rende conto di tutte le convinzioni che si hanno, finchè non si perdono. Ora è arrivato il momento, quello in cui fare una reale conta dei danni e a due anni e mezzo di distanza non è per niente facile, è come guardare indietro ad un mondo che non mi appartiene più. Devo farlo per cercare di recuperare qualcosa o quantomeno per capire cosa mi faceva stare così non-male.
Il mio attuale modo di essere è scaturito da “qualcosa” che (per certi versi) non è più in atto. E’ come se cercassi di difendermi da un nemico che ha ormai deposto le armi. Beh, non volendo ho centrato in pieno il punto: io sono una persona terrorizzata, ma proprio costitutivamente, per cui io tendo a cercare la protezione, non l’azione. Io, fintanto che posso, non agisco, io aspetto, finchè le opzioni si riducono drasticamente a due: re-agire o soccombere. Sono una stoica fatta male ed una cinica fallita. Io sono una contraddizione.
Ce l’avevo una coerenza…s’è svampata!!! E solo adesso, dopo che acqua sotto i ponti ne è passata tanta, tanta, tanta, sento il bisogno di ricostruirmene una. Per due anni e mezzo tutto è ruotato attorno ad un punto fisso (beh, forse non proprio “fisso”) ed il resto non aveva importanza. Per la prima volta dopo tanto tempo, sento il reale bisogno di “altro”, di una qualche identità personale. Io non pretendo di sopprimere il mio piccolo fulcro: non posso, non voglio, lo adoro; devo soltano spostarlo, decentrarlo, amalgamarlo a tutto il resto del mondo che reclama una posizione ordinata nella mia testa.
I’m just trying to come back…