Archivi del mese: febbraio 2008

Rage

“C’è condanna peggiore
di non sapere perché,
senz’odio, e senz’amore,
ho in cuor tanto dolore?”
-Paul Verlaine-
 

Io sono una persona che non si arrabbia. Sincera ai limiti del fastidioso, ma incapace di esprimere fino in fondo quel che sente. E così io ingoio rospi e faccio finta che non mi importino un sacco di cose; non perdono, non dimentico, vado avanti come se nulla fosse. Poi, ad un certo punto, esplodo e crollo in lacrime. Certe volte ho la sensazione di aver subito passivamente troppe batoste, mi sento frustrata e delusa, incazzata con me stessa per questa tendenza a reprimere le emozioni troppo forti. Ho sempre avuto la presunzione di essere una che sopravvive, ma tutta questa lotta per la sopravvivenza ha distrutto altre parti di me, mi ha spinto a lasciar stare questioni che a lungo andare mi hanno fatto male. E così, dopo le lacrime dell’altro giorno, ho deciso di urlare un po’ di più, di sfogarmi. Sono stufa di mettere da parte le delusioni e tirare avanti, ora si grida…e che cazzo, a fare le personcine a modo non si ottiene niente: ruffiani, presuntuosi ed arroganti ti calpestano come uno zerbino…io mi sono rotta le palle! Sono indignata…per la prima volta in tanto tempo e se devo prendere a calci qualcuno, non mi porrò problemi a farlo. Non voglio più rimpiangere un “vaffanculo” non detto al momento giusto, nel nome di un presunto quieto vivere. Al diavolo!

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3 anni fa….

Semplicemente non ci ero abituata, è successo tutto d’un tratto, come uno sconosciuto che si presenta alla porta senza preavviso, come un colpo di pistola che ti coglie in mezzo al petto, repentino come un battito d’ali, devastante come il più crudele dei tornado. Quel momento della mia vita si è portato via tutto ciò che ero stata per più di 17 anni: 17 anni di certezze autoindotte, crollate come un patetico castello di sabbia in riva al mare con l’arrivo dell’alta marea, 17 anni di antidoti ai veleni che ci vengono iniettati ogni giorno, andati giù per lo scarico di un water cosmico. Ho perso tutto quello che ero in un misero istante, mi si è scollato di dosso e si è perduto tra le tracce di un passato che acquista contorni ogni giorno più sfuocati. Mi ricordo ciò che ho fatto prima, non mi ricordo chi ero, non riesco a riconoscermi, è come pensare ad una reincarnazione di una vita passata. L’aspetto, chiamiamolo “sentimentale” (se non altro per mancanza di un vocabolo più adatto), di quella faccenda ha un’importanza pressoché irrilevante, è significativo solo in maniera marginale, paragonato alle sue conseguenze più estreme. Quel che più ha valore è il resto, l’inizio della mia vita per la quale la riconosco, la scoperta del mondo sulla Terra, la nascita di Vali in quanto Vali, la consapevolezza di avere il dovere di trovare me stessa sotto quella strana corazza che mi ero gettata addosso e sotto cui mi ero mimetizzata. Quel momento di quella mattina di tre anni fa è l’accensione del faro che ha squarciato la nebbia che rendeva ai miei occhi tutto piatto, uguale e orribile, caspita è…la speranza di poter trovare qualcosa di estremamente diverso da ciò a cui ero abituata e che mi stava uccidendo dentro, è la mia ancora di salvezza nel mare dell’apatia. E’ principalmente il punto di non ritorno, come se qualcosa dentro di me fosse andato in frantumi e (cit. Nicoletti) quando la bottiglia si è rotta non ci può più mettere il liquido dentro. Questo è il mio momento “sliding doors”, quello che mi porta a chiedermi “E se non fossi stata lì, come sarebbe andata?!”, allora mi rispondo “Cazzo, sarei un’altra persona”. E’ questo che mi ha atterrito per tanto tempo, io non posso staccare me stessa da quell’avvenimento, io sono ciò che sono in conseguenza di quell’avvenimento, ogni passo che mi ha portato fin qui, è germinato allora. Mi ha fatto un male straziante per mesi, mesi e mesi prendere in considerazione questa grande verità, ma alla fine sono riuscita a considerare la faccenda nella giusta prospettiva. Non è stato facile accettare di ritrovarmi piccola, umana e fragile, dopo tanti anni trascorsi in una presunta fortezza; ci ho messo un sacco, mi è costato paranoia, notti insonni e lacrime, ma alla fine ho trovato la persona che ero nata per essere. E ora, nelle ultime settimane, sono felice. Felice come non lo ero da tempo. Felice come non sono mai stata consapevole di esserlo. Più di due anni e mezzo, ma l’ho capito e le cose hanno preso il loro posto. Mi è costato tanto in termini di stabilità psicologica ed emotiva, ma se quel momento non avesse fatto irruzione nel fluire dei miei giorni, allora non mi sarei mai posta il problema, non avrei mai abbandonato il mio guscio per avventurarmi alla scoperta di quel che mi circonda. Questo è ciò che significa per me la mattina di giovedì 17 febbario 2005, analizzata in maniera lucida e spoglia da tutte le considerazioni pseudo-sentimentali (chiamiamoli pure “seghe mentali”) che hanno influito sulla visione della vicenda nel recente passato. E’…la mattina da cui parte “tutto il resto della mia vita” e io posso finalmente accettare che “quell’omino” ha avuto un ruolo mostruosamente grande in tutto questo, senza perdermi in altro tipo di pensieri.

In my mind

Avolte, quando chiudo gli occhi, con gli auricolari che portano musica
al cervello quasi fosse ossigeno per la mente, mi sembra che il mondo
cessi di esistere. Per qualche momento, tutto quello che per me è
reale, sono le note che attraversano i timpani e mi fluiscono tra i
neuroni e l’interno delle mie palpebre. Questi sono gli appuntamenti
irrinunciabili della mia giornata, pochi minuti in cui tutto resta
sospeso, svanendo nell’oblio del mio disinteresse per ciò che mi
circonda, pochi minuti che mi ricaricano e mi permettono di andare
avanti, pochi minuti che rendono tollerabili tutti i rimanenti. Poi,
quando riapro gli occhi, tutto è ancora lì, esattamente come prima,
però, se si presta la sufficiente attenzione, fa un po’ meno
schifo…Ecco cosa mi porta avanti: la musica e scrivere, perché senza
queste valvole di sfogo, sarei già esplosa da qualche anno! Per Berna,
che si chiedeva chi diavolo è Patrick Wolf, ecco un suo video, la
performance live che mi è piaciuta di più tra le decine che ho visto su
Youtube.  Particolare (per usare un eufemismo) il ragazzo, vero?!

Pillole di saggezza, o quasi

Ma il vero nome di Erasmo da Rotterdam, era Gerrit Gerritszoon oppure Geert Geertsz?! Oddio, in entrambi i casi credo che i suoi genitori non gli volessero un gran bene…dai, poverino, chissà come lo pigliavano per il culo da piccolo! Ad ogni modo il nome non gli ha impedito di dire delle grandi cose: “Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell’uomo più passione che ragione perchè fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso”…sul “meno difficile” ho i miei seri dubbi, per il resto non potrei essere più d’accordo! Poi, beh, mi sento un po’ in dovere di mettere il testo di una delle canzoni che fa da colonna sonora e contribuisce attivamente al mio strano umore felice…ancora lui, Patrick Wolf!
Don’t say no
I used to say just follow your heart
But my heart always led me in circles
and i used to say just follow your dreams
but my dreams always led me to murder
so now i don’t say nothing at all
i just bow my head to the battle
a thousand miles above our heads 
they are weaving 
giant currents around the sun
if you’re brave enough you’ll just let it happen
if youre brave enough you’ll just succumb

Dont say no to it
You cant say no to it

just throw yourself in
just give yourself in
to the pattern

a thousand miles above our heads
they are bleeding
mighty currents uopn the day
if youre brave enough you’ll just let it happen
if youre brave enough you’ll give yourself away

Dont say no to it!
You cant say no to it!

Dialogo folgorante

“What’s your greatest fear?”
“That other people will see me as I see them”

Verlaine&Rimbaud dal film “Total eclipse”

Furti…?!

Mi sento quasi quasi in colpa! Negli ultimi giorni ho avuto la netta sensazione che la filosofia sia un puro “menare il can per l’aia” (e i cocci sono suoi, ovviamente, come deve finire ogni proverbio che si rispetti!). Lunedì ho “ladrato” un 27 e un 28 a filosofia teoretica pur non sapendo nulla, con un’interrogazione durata meno di 15 minuti, di cui 4 ha parlato il prof.  e senza rispondere ad una domanda su quattro. Alle superiori i voti erano meno regalati che in questo caso (e certi, credete a me, erano dei veri regalini, mannaggia ai leccaculo). Lo so, ne sono consapevole, sono una vergogna, questo è un’appropriazione indebita di crediti con voti che fanno tutt’altro che schifo. Mamma mia, S-C-A-N-D-A-L-O-S-O! Però giurin giurello (ha senso giurare per una cinica al mio livello?!)  che non ho fatto la ruffiana, anche volendo…non sono capace! Ieri, invece, ho preso due 28 avendo studiato un totale di…quanto?! 3-4 ore al massimo. Forse è il Meeting che favorisce l’atmosfera studio, buahahahaha! E…mi rendo conto pure di aver fatto l’opportunista, avendo sfruttato gli appunti di Stefano e Moreno, che si erano pure impegnati a scriverli. Esiste un girone infernale per quelli che abusano del lavoro altrui?! Ci sarebbe da questionare se esistono i gironi infernali, ma lasciamo perdere. Comunque, l’esame di politica mi è piaciuto parecchio e come dice Bob (o forse come dice Bob citando me, il che in pratica vuol dire come dico io…ecco, questo intendo con “menare il can per l’aia” buahahahah), Nicoletti è un Signore, con la S maiuscola! Mamma mia, che uomo! Insomma, 12 crediti in 48 ore…buono direi, no?! Un piccolo applauso a me, un grande applauso alla bontà di Zucal, un applauso ancor più grande al Meeting ed una standing ovation per Stefano e Moreno i cui appunti sono stati fondamentali. E…W Patrick Wolf, che non c’entra, ma sono due giorni che non faccio altro che canticchiare The Childcatcher. Lo adoro. Un altro uomo ambiguo…i miei gusti mi terrorizzano!

Mamma mia…!

Signori e signore, non ci sono storie, lo stile è una cosa che si ha o non si ha! E poi c’è chi ne ha da vendere. Sicuramente la mia è un posizione opinabile (il mondo è “bello” perché è vario), ma sono rimasta colpita dall’incredibile Stile (con la S maiuscola) di mr. Doherty. Ora, le foto non gli rendono giustizia! Quel uomo è di un’eleganza spaventosa, seriamente, un modo di vestirsi ed un portamento che mettono i brividi. Sembra uscito da un’era passata in cui gli uomini erano uomini e non stupidissimi automi, schiavi di qualsiasi moda idiota partorita da stilisti ubriachi! C’è da dire che Pete è parecchio alto e abbastanza magro, quindi ha già questo vantaggio donatogli da Madre Natura e inoltre, si sa vestire. Pantaloni scuri, camicettina nera con BRETELLE bianche (chickosissimoCuore rosso), giacca scura (messa e tolta un paio di volte), qualche chincaglieria al collo e, per finire, cappello in testa (spero di trovare un paio di foto ben fatte). Oddio…veramente, per quanto avessi visto valanghe di foto sue, trovarmelo davanti a pochi metri su un palco dal vivo è stato…non so, di più! Mi ha colpito proprio proprio tantissimo. Sarà quel fascino che si ritrovano gli abitanti delle isole della Gran Bretagna…io non lo so bene il perché, ma hanno un…qualcosa. Passando al concerto vero e proprio, dopo questo sentito elogio alla figura di Pete Doherty ed alla sua presenza estetica mozzafiato, come voto complessivo alla performance, io darei  un 8-8,5. Ci sono due motivi per cui non è stato un concerto da 10: 1) non c’era I wish in scaletta Triste e la cosa mi è dispiaciuta tantssimo, poteva benissimo farla al posto di Back from the dead, accipicchia! 2) finita Fuck forever sono usciti dal palco senza neanche raccogliere gli applausi, volattilizzati all’improvviso, senza nemmeno tornare a ringraziare o che In lacrime! Uniche due pecche, una di natura molto personale (adoro I wishCuore rosso), l’altra più generale. A parte questo, fantastici. Pete suona la chitarra meglio di quanto pensassi ed ha una voce bellissima, che dal vivo non perde niente rispetto al disco, anzi al massimo guadagna in emozione. Drew McConnell, a parte essere anche lui un gran bel ragazzo, perfetto alla sinistra di Pete col suo basso e perfetto nei rari cori, nonché nel movimentare un po’ il palco saltellando su e giù come un canguro. Mick Whitnall non l’ho visto più di tanto perché avevo una testa nel mezzo, nessun appunto da fare, se non una menzione d’onore per l’introduzione con l’armonica a bocca alla struggente Down in Albion, veramente da brividi. Adam Ficek lo vedevo a sprazzi, in base a come si muoveva Pete, esteticamente fantastico il modo in cui suona, con busto rigido, muovendo solo le braccia, scatenato in Killamangiro, che è stata decisamente la sua canzone. Stavo ripensando al mio voto in generale, direi che ci sta l’8,5. Mezzo voto va al pubblico….temevo di trovarmi in mezzo a ragazzini scriteriati e fintamente alternativi (quanto li odio), invece, con felice sorpresa, ho costatato che l’età media degli spettatori era di circa 25 anni e nessuno sembrava fuori posto. Per un paio d’ore quasi mi sono dimenticata di stare in Italia, in mezzo a…ma lasciamo perdere, non è questo il momento! Grazie Pete, grazie Babyshambles, per essere così poco da anni 2000 e così tanto meravigliosi. La prossima volta che tornate in Italia (spero presto), salvo imprevisti, mi avrete ancora come spettatrice. Cavolo…wow. Ultimissima cosa, che con il concerto non c’entra nulla, mi devo ricordare di non mangiare MAI più una piadina con la salsiccia…Nauseato. Uhm…no, mi pare brutto concludere così. Come considerazione finale, mi sento di dire che, se prima i Babyshambles mi piacevano ed ero un’accanita sostenitrice di Pete Doherty, ora lo sono molto di più. Bravi, bravi, bravi, tornate presto Cuore rosso

P.s. rivedere le foto, pur se scattate da qualcun altro, mi dà ancora i brividi…credo la musica moderna abbia bisogno di tipi “alla Pete Doherty”, che seppur personaggio controverso, è molto rock’n’roll A bocca aperta

 
 
 
 

Economist VS Berlusconi (DA LEGGERE!)

http://it.notizie.yahoo.com/rtrs/20080131/tts-economist-italia-berlusconi-ca02f96_1.html

Vogliamo veramente diventare, ancor di più, gli zimbelli d’Europa? Se questo è il ruolo che gli italiani aspirano a ricoprire…mi raccomando, alle prossime elezioni (ormai imminenti) tutti con Silvio! Altrimenti, io ci penserei due volte prima di dare il voto ad un signore che è stato assolto perché, dopo 5 anni del suo governo in cui ha fatto quel che gli pareva, è stato assolto “perché il fatto non costituisce PIU’ reato”. Ma cos’è, quelli che non vanno in galera, sono in Parlamento?! E’ per ovviare al problema delle carceri sovraffollate?? Non è un problema di destra o sinistra, a questo punto, è un problema di credibilità e scusatemi, se credo che il signor Berlusconi la sua se la sia giocata da un po’! Stiamo diventando sempre di più il paese degli imbecilli, il problema non è tanto la fuga di cervelli intesa come ricercatori, ma quella della capacità di pensare dell’italiano medio! Mai come in questo periodo vale la frase “you people scare me” (I won’t be home for Christmas, Blink 182)…