Archivi del mese: aprile 2008

Mah…

Sto bene. Il che è stranissimo. Non posso dichiararmi felice, lo sono stata molto più che in questo periodo; d’altra parte sto tutto fuorchè male. Per la prima volta da un sacco di tempo, non ho nulla di cui lamentarmi. Però c’è una cosa che mi chiedo da qualche giorno: è possibile che io sia una persona piuttosto ragionevole, pur non essendo assolutamente razionale?! Mi reputo (forse presuntuosamente) una persona con cui si può parlare e confrontarsi e credo di dare anche consigli intelligenti (che sono quelli che darei anche a me stessa, solo che poi non li seguo, ma io sono fatta male, spero non tutti siano contorti come la sottoscritta!). Sono fiera di sentirmi un’ottantenne a volte, spaesata nel mondo moderno, sentendomi incredibilmente vecchia perché i miei coetanei mi sembrano degli alieni e non capisco che cazzo succede! Altre volte, invece, sono come una bimba di 4 anni, che si entusiasma di fronte alle cose più stupide…com’era?! “Il vero filosofo non è colui che vede cose nuove, ma colui che guarde quelle vecchie con occhi nuovi”, qualcosa del genere…e non so nemmeno chi l’abbia detto, però aveva ragione! Alla soglia dei 21 anni (manca meno di un mese A bocca aperta) posso dire di aver imparato a nuotare in un mare di assurdità, anche sentendomi una cipollina sott’aceto nella macedonia. Amen!
Altra cosa…sarà che ho guardato Control di Anton Corbijn, ma ultimamente mi sento molto in linea con le canzoni dei Joy Division. Tipo Disorder…dall’album Unknown Pleasure, mamma mia…!!!!!

“I’ve been waiting for a guide to come
and take me by the hand
Could these sensations make me feel
the pleasures of a normal man
New sensations bear the innocence –
leave them for another day
I’ve got the spirit, lose the feeling
take the shock away”
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Giusto per parlare d’altro…

Io lo trovo bellino un sacco quest’uomo! L’azzurro della divisa del carcere gli dona! Però sta dimagrendo a vista d’occhio…cucciolo lui! Sono pienamente convinta che si meriti di stare in una cella, quell’idiota, ciò non toglie che nella foto fa piuttosto pena, no?! Vabbè, lasciamo perdere, io non sono una creatura logica e razionale, quando m’impunto su una cosa è quella, oltre ogni logica evidenza, se mi convinco di qualcosa (ed è abbastanza raro che accada), rimane quella e basta. Sì, lo so che è un grande, grandissimo problema, è su questo che poggia tutto il mio egocentrismo, nonché alcune dei “grandi drammi” (ci tengo a sottolineare le virgolette, perché so che i miei drammi hanno ben poco di realmente drammatico!) che popolano la mia esistenza! Se mai scriverò la mia biografia credo la intitolerò “Dentro una mente paranoica”.

 

Tori Amos

So che la prima volta che ho ascoltato una canzone di Tori Amos (per dovere di cronaca era la sua cover di Enjoy the silence, che a me fa ancora venire la pelle d’oca tutte le volte che l’ascolto http://www.youtube.com/watch?v=pCuQ4h2FeIg)  l’ho fatto per il motivo sbagliato (ma poi proprio COSI’ sbagliato?!), ma poi me ne sono innamorata totalmente e incondizionatamente. La adoro. E’ veramente un’artista fantastica e oserei dire unica nel suo genere, anche se un pochino ha fatto scuola (Amanda Palmer dei Dresden Dolls e Fiona Apple probabilmente senza Myra Ellen a fare da apripista non sarebbero esistite). Odio che mi piaccia così tanto, mi urta i nervi!!!

…e adesso?!

Cos’ho imparato negli ultimi giorni?! Che il modo migliore per vincere è tirare merda sugli avversari, che con la giusta faccia di culo si può andare ovunque, che la “gente” (quell’ammasso informe di esseri che definire umani è un complimento) ha la memoria corta, che la decenza è morta, che l’apparenza conta più della sostanza. Mi vergogno profondamente di vivere in uno Stato dove la Lega ha tutti quei seggi in Parlamento. Non resta altro da dire. Speriamo veramente che Dio esista e che ce la mandi buona…

Happy Ending?!

“Certe persone, e io sono tra quelle, odiano il lieto fine. Ci sentiamo frodati. Il dolore è la norma”. -V. Nabokov-

Chiamatemi pessimista, eppure la penso così anch’io, le favole finiscono con la formula “vissero tutti felici e contenti”, ma chi ci dice che il principe non picchiasse Cenerentola?! O che quell’altro principe non abbia fatto le corna a Biancaneve?! O che la Bella Addormentata nel Bosco non si sia tramutata in una casalinga frustrata che nel tempo libero ruba le caramelle ai bambini?! D’altronde…io quando sento le parole Principe Azzurro penso a quello di Shrek, anzi…e mi fermo qui, perché potrei dire altro che è meglio evitare! Odio le commedie romantiche, quando finiscono ho sempre la sensazione che mi abbiano preso in giro, preferisco qualcosa che non abbia la pretesa di farmi sembrare il mondo rosa confetto, un film che non cerchi di sbattermi in faccia cliché, cattivi che si ravvedono o puniti e i buoni che hanno la meglio, l’eroe o l’eroina di turno che trionfano sulle avversità in un tripudio di pentali di rosa. Quante balle, quante patetiche balle! Diamine…non esistono buoni e cattivi, siamo tutti un po’ pieni di merda, Biancaneve probabilmente era un mostro, sotto quell’aria da santarellina! E poi dai…il lieto fine non può esistere, semplicemente perché la vita non è un film e la fine, quella vera, è una sola. E a chi pensa io abbia una visione eccessivamente cinica del mondo, rispondo così :”Nothing ever smells of roses that rises out of mud” (Why do you love me?, Garbage). Posso lanciare un appello?! Aboliamo le commediole del cazzo che lasciano addosso soltanto impulsi omicidi?! Che poi…basterebbe non guardarle, no?! Ma sono ovunque, porca miseria! Eliminiamo il problema alla radice: facciamo esplodere le varie Pretty Woman, le sfigate che riscattano il loro passato da reietti, gli anatroccoli che diventano cigni e in genere quelle situazioni in cui tutti hanno ciò che si meritano! Cribbio, non è vero! Non succede così, la norma è una situazione di profonda ingiustizia! Vabbè…lasciamo perdere, sono solo film direte voi, eppure lasciano addosso una sensazione…uhm…sgradevole, che non sono capace di ignorare, mi urtano i nervi! Ok, pongo fine ai miei deliri…buona notte =)

Panta rei…oppure no?!

Più le cose cambiano, più ci si accorge di ciò che resta uguale. Non ho ancora capito se questo sia un bene o un male…probabilmente, come la maggior parte delle volte (quantomeno nella mia vita), non è nè un bene, nè un male…è soltanto quello che è. Forse, in fondo, il tempo è soltanto una grandissima presa per il culo… 

http://www.studiolo.org/WPS/PR/images/WPSPR-AT-Paris%20Through%20The%20Clock.900k.jpg

Chiamatemi nostalgica….

Questa è un’email che mi ha mandato Alice, ho deciso di pubblicarla qui perché l’altro giorno al bar si parlava proprio di questo: dei telefilm e dei cartoni della nostra infanzia e cose del genere! Mamma mia…è incredibile quanto siamo già una generazione “vecchia”…(lacrimuccia!).

Se …
ricordi tutti e cinque i nomi delle Spice Girls (costumi orrendi compresi), Non E’ La Rai con Ambra, i Festivalbar con la Marcuzzi e Fiorello, se giocavi al Nintendo 64,  se eri un’appassionata di Beverly Hills 90210, se ascoltavi la musica alla radio, massimo col mangianastri, se compravi il Calippo Fizz alla Coca Cola e il Luke,  se collezionavi Ciucciotti colorati e di plastica, se i Power Rangers erano il telefilm più bello del mondo e subito dopo venivano Otto Sotto Un Tetto e Willy Il Principe Di Belair, se giocavi con l’hula hoop, se i pattini avevano ancora quattro ruote NON in fila,
 se guardavi I Miei Mini Pony, Alvin Superstar e Le Tartarughe Ninja, se Barbie era ancora sposata con Ken,  se non esisteva mercoledì senza una copia del Topolino (o Minnie&Co o il Giornalino di Barbie),  se giocavi a Twister (ed eri ingenuo abbastanza da non pensare a strane mosse),
se compravi Cioè e andavi orgogliosamente in giro con tutte le cinfrusaglie
che vi erano allegate, se hai visto Titanic almeno tre volte, di cui due al cinema e in fila, se usavi gli orecchini stick di gomma, se amavi Blossom e Bayside School,
 se ricordi chi sono i Five, se ricordi che non esistevano Internet e gli SMS e ci si chiamava ancora a casa per mettersi d’accordo per le uscite, se mangiavi la Girella per merenda,  se collezionavi i Paciocchini,

 se gli insegnanti ti facevano leggere I Ragazzi Della Via Pàl, Piccole Donne e L’Isola Del Tesoro, se adoravi il gusto di gelato al puffo,  se hai rivisto mille volte la Sirenetta, La Bella e La Bestia e Aladdin, se non ti perdevi la solita replica natalizia di ‘Mamma Ho Perso L’Aereo’, se giocavi coi Lego e Crystal Ball (‘con Crystal Ball ci puoi giocare…’),  se ti stai ancora chiedendo come facesse Puffetta a soddisfare le voglie di tutti i puffi,  se ti ricordi le Buone Domeniche con Columbro e la Cuccarini, se collezionavi schede telefoniche … allora leggi qui! Lo scopo di questo testo é quello di rendere giustizia ad una generazione, quella di noi nati negli anni ’80 (anno più, anno meno) e cresciuti negli anni ’90, quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto e quelli che pagheranno la propria fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla
luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum
 per l’aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia ’90, con la mascotte Ciao. Per non aver vissuto direttamente il ’68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti. Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però, ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessun o glielo dice. Siamo l’ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a nascondino, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori. Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni. Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2…Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione!). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D’Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo però imparato che cos’è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, i reportage dalla Guerra Del Golfo e dalla Iugoslavia, Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale e siamo state le più giovani vittime di Cernobyl.Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man e ai videogiochi nei bar.Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill; quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell’Arca Perduta. Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male, per non parlare dei Chicchirichì! Siamo la generazione delle sorprese del Mulino Bianco, di Magnum P.I., di Holly e Benji, di MacGyver, dell’Incredibile Hulk, di He-Man, di Lamù, di Creamy, di Kiss Me Licia, dei Barbapapà, dei Cavalieri Dello Zodiaco, di Tigerman, di Sailor Moon, di Mila e Shiro (e ci chiediamo ancora se alla fine vanno insieme…) …I maschi giocavano con le Micro-Machine, Big Jim e le femmine con la casa di Barbie di cartone ma con l’ascensore. L’ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all’inverosimile per andare in vacanza 15 giorni…. Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non c’erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle! Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l’aceto. Non avevamo Playstation, 99 canali televisivi, dolby-surround, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l’acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani!  Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò. Tu sei uno di nostri? Congratuzioni!  Ah, ovviamente da diffondere tra tutti i nati negli anni ’80!