Inception

Dopo che mi era stato consigliato da più persone, lo scorso sabato sera ho finalmente visto Inception con Alice. Devo dire che mi apprestavo alla visione carica di pregiudizi, considerando la mia personalissima opinione sui film di Christopher Nolan da me visti in precedenza. Breve excursus in merito:

Memento: eccessivamente e inutilmente contorto, con quella storyline da mal di testa. Buona l’idea, confuso il risultato.

The Prestige: è un altro film che mi è stato consigliato da più parti, ma che, come giustamente profetizzato da Tatolino, non mi è piaciuto per niente. Anche stavolta buona l’idea di fondo, carina la storia di Tesla (che poi è David Bowie <3, altro motivo per cui ho visto il film), ma ridicolo il finale.

The Dark Knight: moralismo e fastidio. Le sensazioni che la visione di questo film mi ha lasciato  addosso si possono riassumere così. Ho visto il film per la performance di Heath Ledger, che manco a dirlo merita tutta, davvero eccezionale, coronata da un meritatissimo Oscar, purtroppo postumo, come Miglior Attore Non Protagonista. Il resto è noia e buoni sentimenti.

By the way, torniamo ad Inception. Innanzitutto, molto accattivante il concetto di fondo sulla possibilità di potersi inserire nei sogni degli altri per poterne rubare i pensieri o per poter far germogliare un’idea nella mente di un altro. Questo è il teatro in cui si intersecano le vicende dei personaggi, in primo piano si intreccia la storia di Saito, ricco magnate giapponese, il quale chiede a Cobb e alla sua squadra, di innestare nella mente di Robert Fischer, suo rivale in affari, l’idea di frammentare l’impero del padre morente, con quella dello stesso Cobb, sempre in bilico tra il mondo onirico e quello reale, dopo la morte dell’amata moglie Mal che ricerca nei sogni. Nonostante l’originalità e la complessità della trama non è affatto un film polpettone, insomma non è fatto solo di voli pindarici, teorie arzigogolate e romanticismo nostalgico, ma c’è anche una buona dose di azione, che mantiene alta l’adrenalina nello spettatore. Non vi annoierò con le infinite teorie sulla fine e sulle implicazioni della pellicola ognuno ci veda, se vuole, ciò che preferisce, concludo dicendo solo che l’ho trovato davvero un bel film. E poi…poi c’è lui, Arthur (interpretato da Joseph Gordon-Levitt)…il mio nuovo amore cinematografico, con quegli occhietti vispi, quelle fossette adorabili e quei completi dannatamente fighi. Non è bellissimo???

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