Se non ora, quando? Forse mai…

Domenica 13 febbraio ho partecipato alla chiacchierata manifestazione in favore delle donne, se così si può chiamare, anche se in realtà di per sé mi è sembrata l’ennesima occasione sprecata per dire qualcosa di intelligente. Anzi, non solo ho partecipato, ma mi è stato addirittura attaccato un cartello al collo da una mia conoscente e c’erano un sacco di persone che mi hanno fatto delle foto e che mi leggevano la pancia. [Postilla: volevo sprofondare, io odio essere oggetto di attenzioni e interagire con gli sconosciuti occasionali, la mia vita nelle situazioni sociali è votata alla sparizione, motivo per cui mi vesto tendenzialmente in colori scuri, non mi trucco, ho i capelli del mio normalissimo colore naturale (un paio di capelli bianchi precoci a parte) e porto soltanto il discreto ciondolino che mi ha regalato Tatolo al collo. Immaginatevi come potevo stare con questo ingombrante cartello appeso al collo e la gente che faceva le foto. Tra l’altro, ci saranno immagini della manifestazione che mi ritraggono in giro per facebook].
Al di là di slogan da femminismo anacronistico, pochi cori da vecchia guardia rossa e letture poco pertinenti, in fase propositiva è stato detto poco.  Chi si indigna per l’immagine della donna attuale dimentica che ad alti livelli ha probabilmente fatto più danni la gnocca che la spada, basti pensare brevemente a Poppea e Nerone, agli intrighi di Lucrezia Borgia, al ruolo di Madame de Pompadour nella politica francese del XVIII secolo, Enrico VIII arrivò perfino a separarsi dalla Chiesa Cattolica Romana per amore (?!) di Anna Bolena. Insomma, Silvio non si è inventato niente, non è il primo e non sarà l’ultimo a cadere vittima di qualche gonna. Anche perché davvero, mi scappa da ridere che ci si impunti su quello. Cioè, volete dirmi che il problema principale di Silvio Berlusconi e del suo baraccone di adulatori è chi tromba con chi e quanto paga? Solo in un paese isterico e patetico come l’Italia si può creare un tale ciarpame attorno alla vita sessuale di un uomo oltre i 70 anni. Un uomo che agisce da imperatore romano, pulendosi il culo con le istituzioni, con la democrazia, che pensa ai fatti suoi prima che allo stesso, accusato di associazione mafiosa (ricordiamo sempre che Dell’Utri, co-fondatore di Forza Italia, è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa), di corruzione (il caso Mills è andato in prescrizione, ma il “corrotto” è stato riconosciuto colpevole), di finanziamenti illeciti legati ai partiti ecc. ecc finisce nei casini per la prima prostituta minorenne cha passa. Assurdo.
Inutile indignarsi adesso: se le donne “la” usano come merce di scambio non si può farne una colpa al governo, è un problema di livello culturale sotto i tacchi della scarpe di questo paese scapestrato. Perché nelle italiane stesse credo non sia ben chiaro il concetto di libertà ed emancipazione. Quindi spero che la manifestazione possa essere più che altro spunto per riflettere sul ruolo della donna in sé e non in funzione di un “nemico”, mi auguro una maggior presa di coscienza. Poi è inutile negarlo: il peggior nemico delle donne sono proprio loro stesse, temo. La mercificazione del corpo femminile credo poi sia un problema subordinato e legato ad un’intelligenza media pro capite da mettersi le mani nei capelli. Insomma, siamo di fatto uno stato con una popolazione completamente rintronata. Il motivo che ha spinto in piazza me, è il desiderio di manifestare il mio malcontento per la situazione attuale, ben consapevole però di non condividere i cori populisti e gli slogan anacronisticamente femministi che si levavano dalla piazza. Oltretutto, troppo spesso dietro le tanto millantate “pari opportunità” si nasconda il desiderio di avere la botte piena e la moglie ubriaca.  Siamo un paese in cui se dai un dito ti prendono il braccio.
L’Italia credo sia un paese in cui è difficile fare propria un’identità, sia essa quella di donna, di cittadino, di politico, di lavoratore, di moltissime altre cose e troppo spesso questo si traduce in roboanti proclami nel vuoto. L’italiano medio non è niente: non è operaio, non è imprenditore, non è donna, non è uomo, non è gay, non è etero, non è padre, non è madre, non è di destra, non è di sinistra…l’italiano medio e tutt’al più un qualunquista tifoso di calcio. Non lotta, non si indigna, non avanza proclami. Ed è questo che non funziona nel paese, al di là dei vari esponenti politici più o meno aberranti, perché poi la gente torna a casa dalle manifestazioni, accende la tv e spegne il cervello. E lo so che non è bene generalizzare così, ma questo mi sembra essere lo specchio della situazione italiana attuale.
Dopodiché mi spaventa questo moralismo ad orologeria: perché se andare a putt…pardon, escort non è sbagliato, lo è andare a trans? Perché i festini del premier sono una faccenda privata (cosa su cui posso anche essere d’accordo), mentre Libero si permette di andare a scavare negli affari privati degli oppositori? Io sono per la massima libertà possibile, ma non con una politica di due pesi e due misure. Il problema è che nessuno ha più una sua integrità, una sua onestà…intellettuale, prima ancora che penale, è solo un gioco al tirar fango addosso all’altra E non mi riferisco soltanto ai politici, ma prima di tutto a quell’essere informe che è l’italiano medio. Tra destra e sinistra, in questa estenuante caccia al meno peggio, il vincitore è sempre il qualunquismo. Quindi mi chiedo…non sarebbe forse meglio mettere da parte l’orgoglio (?!) ed accettare che gli italiani non sono in grado di governarsi? In 150 anni di unità cosa abbiamo dimostrato come popolo? Non credo sia il caso di festeggiare questa ricorrenza, forse gli “invasori” erano più bravi a governarci di quanto non siamo noi stessi.

Edit: Vi rimando anche all’articolo di un uomo che personalmente stimo moltissimo, non in quanto esponente di un partito, bensì in quanto uomo e docente. Leggetelo! 

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