Archivi del mese: maggio 2011

It’s spring time

Da oggi non c’è solo la primavera araba, da oggi è un po’ primavera anche da noi. E anche se a livello nazionale nell’immediato futuro non cambierà niente (“quello lì” non si toglie di là neanche con le granate, preso dai suoi deliri, dalle sue teorie di cospirazioni e dalle sua dannatissime manie di protagonismo), quello che è uscito da queste amministrative mi sembra in generale abbastanza chiaro: la gente s’è davvero rotta le palle di questa non-politica e di questa classe dirigente al governo il cui unico scopo è parare il culo ad un anziano che sragiona. Non parliamo della figura di merda con Obama…parliamo di cose belle.Parliamo di un PDL che ha perso la sua città simbolo. Parliamo di un Berlusconi che ci ha messo la faccia e si è schierato in prima linea a gettare fango sull’avversario, che si vuol far passare per nemico, e le ha prese sonoramente. Parliamo di un’incapacità comunicativa di fondo, a cui in una qualche parte si deve questa sonora sconfitta alle urne. Perché diciamocelo, la strategia d’immagine della Moratti e dei suoi collaboratori ha fatto degli autogoal clamorosi. La più divertente e  risonante è forse quella di Red Ronnie, che ha addossato la colpa per la cancellazione di un concerto all’allora candidato, oggi ufficialmente sindaco, di Milano, parlando di “effetto Pisapia”. Questa boutade (a mio personalissimo avviso idiota ed insensata) ha dato il via a questo sito, in cui si possono trovare delle vere perle.

E alla luce di questa vittoria elettorale credo sia utile fare una riflessione sulle strategie di comunicazione, perché, ricollegandomi ad un mio post provocatorio di qualche tempo fa, mi sembra che la campagna elettorale di Pisapia sia la dimostrazione di come al giorno d’oggi sia importante bypassare i canali di comunicazione tradizionali, monopolizzati dal solito soggetto, a favore del meraviglioso oceano di internet. E’ lì che il candidato di centrosinistra ha saputo raccogliere consensi, Pisapia ha vinto su facebook, su twitter, sui blog, senza mai scendere al livello degli attaccabrighe sguinzagliati dal nostro Silvio nazionale, senza mai cedere allo scontro e alla polemica insensata. Ha vinto col dialogo, col confronto, con l’essere propositivo. Ha vinto facendo politica e non quella sterile demagogia, mirata a depauperare chi la pensa diversamente, piaga che ha minato l’edificio stesso della democrazia parlamentare italiana. Mai come in quest’occasione è stato evidente come l’ironia vinca sulla strategia del fango. Quindi…anche se il berlusconismo non è finito, anche se la via da percorrere è ancora lunga, è rasserenante questo segnale di risveglio degli italiani. Grazie a tutti i neo-eletti sindaci non berlusconiani, grazie soprattutto a Giuliano Pisapia, volto simbolo di questa giornata. Lui è la rondine che, seppur non fa ancora primavera, porta un po’ di tepore in questo freddo inverno della politica italiana. Ma non perché sia di sinistra (anche se non nascondo simpatie rosseggianti), quanto perché è un politico con un’integrità. Per me  in questo momento non è importante tanto riportare la sinistra al governo, quanto riportare la politica ad una dimensione etica. E lui…beh…ha la faccia giusta. Di sicuro oggi. Grazie Giuliano, davvero. Mi hai ridato un po’ di speranza.

P.s. ecco…magari vediamo anche di raggiungere il quorum e far vincere quegli importantissimi 4 SI’ al referendum del 12/13 giugno. Sarebbe un segnale davvero fortissimo. 

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24

In ritardo di quasi un’ora, mi auto-faccio gli auguri di buon compleanno. Da ieri sono ufficialmente 24.

Will&Kate (ovvero perché gli inglesi sono meglio di noi)

Sotto sotto (ma neanche troppo sotto in realtà) ho un animo da gossippara. Amo pensare sia perché mi piace tenermi informata anche sulle frivolezze, voi miei cari sparuti lettori vedetela un po’ come cavolo vi pare. Quindi, così, un post al volo sul “matrimonio del secolo” (mah, ho sempre trovato idioti questi proclami) mi sembrava quasi doveroso. Confesso di essere una dei (presunti, perché sono scettica) due milardi di telespettatori che hanno seguito la cerimonia in diretta. In verità poi questo è solo un pretesto per ribadire la mia anglofilia profonda. Considerazioni sparse sulla cosa…

1. in proporzione, per essere un matrimonio reale, è stato tutto molto meno pacchiano di molti matrimoni “all’italiana”.

2. a chi si la menta per i costi per i sudditi britannici: credete che un matrimonio reale pesi sulle tasche degli abitanti d’Oltremanica più di quanto ci costi qui ogni santo giorno tutto il circo di politichini, politicanti, politicotti? I don’t think so. 

3. l’organizzazione certosina di ogni cosa, non hanno sgarrato in nulla. Qui hanno organizzato la beatificazione del Papa in concomitanza con il concerto del Primo Maggio, non ho idea di come siano andate le cose e  non lo voglio sapere…mi non saranno mica due eventi da tenere lo stesso giorno nella stessa città, cazzo! E visto che la festa dei lavoratori non si può spostare….

4. l’incredibile eleganza degli ospiti. Solo le donne inglesi possono riuscire a portare certi meravigliosi cappelli a parabola! (Ne voglio uno!)

5. c’è chi, come mia mamma per non fare nomi, ha trovato di cattivo gusto la diretta televisiva. Consideriamo che senza dubbio è un modo di far soldi e che un matrimonio reale delle corona britannica è comunque un evento di portata globale. Consideriamo che i Windsor avevano bisogno di dare una bella spolveratina alla loro immagine, e quali facce migliori di quelle giovani, sorridenti e innamorate di William e Kate? Sono anche così incredibilmente glamour! Consideriamo poi che, probabilmente molto meno giustificatamente,  qui abbiamo avuto anche una diretta televisiva delle nozze di casa Totti-Blasi, se non erro. 

Di sicuro ci sarebbe altro  da dire, ma queste sono le mie considerazioni principali. Felicitazioni agli sposi…fino a quando durerà.