Archivi del mese: settembre 2011

Only the young-Brandon Flowers

Ci sono canzoni delle quali per un periodo non posso fare a meno. Questo è il turno di questa…bellissimo anche il video, tra l’altro.

Look back in silence; the cradle of your whole life.
There in the distance, loosing its greatest pride.
Nothing is easy, nothing is sacred. Why?
Where did the bow break?
It happened before your time.
There were people there, lovely as you’ve ever been.
Tonight.
Baby you can start again.
Laughing in the open air; have yourself another dream.
Tonight.
Baby we can start again.
Only the young can break away, break away.
Lost when the wind blow; on your own, ohh..
Only the young can break away, break away.
Lost when the wind blow; on your own, ohh…
Mother its cold here. Father thy will be done.
Thunder and lightening crashing down.
They got me on the run, direct me to the sun.
Redemption keeps my covers clean tonight.
Baby we can start again.
Only the young can break away, break away.
Lost when the wind blow; on your own, ohh…
Only the young can break away, break away.
Lost when the wind blow; on your own, ohh…
And the sun will shine again.
And the sun will shine again.
Are you looking for a sign?
Or are you caught up in the light?
Hahahahaha.
Hahahahaha.
Only the young can break away, break away.
Lost when the wind blow; on your own, ohh…
Only the young can break away, break away.
Lost when the wind blow; on your own, ohh…
Only the young can…
Lost when the wind blow…
Only the young can…
Lost when the wind blow…
Hahahahaha.
Are you caught up in the light?

Hahahahaha.

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Porcellum

Dopo le mie paranoie aggiungo una “comunicazione di servizio” agli sparuti internauti che si ritrovano qui…nei comuni italiani è in atto la raccolta firme per abolire la legge elettorale attualmente in vigore, il ben noto “porcellum”. Informatevi sulle modalità di raccolta nel vostro Comune e soprattutto, ANDATE A FIRMARE! Mancano circa 160.000  firme e c’è tempo fino al 30 settembre! Affrettatevi.

Beata incoscienza!

“Per non farle ti rendi le cose impossibili.”

Questa frase mi era rimasta particolarmente impressa quando per la maturità il mio prof. di lettere (un uomo meraviglioso) ci aveva fatto leggere, tra gli altri, La casa in collina di Cesare Pavese. Ovviamente l’avevo subito fatta mia, eletta manifesto programmatico del mio pensiero, perché è una frase che forse più di tutte mi descrive bene. Sono una persona immobile per vocazione più che per scelte, questo ormai dovrebbe essere piuttosto chiaro, incatenata ad insicurezze e paure ancestrali quanto ridicole. La verità è che sono una donnina dannatamente cerebrale e prima di fare qualsiasi cosa di rilevanza medio/alta ho bisogno di pensarci almeno un trilione di volte. Quando faccio un passo ho bisogno non solo di sapere dove appoggerà il piede, ma anche quanto è lunga la strada, il tipo di pavimentazione, il clima, ecc. ecc. Insomma, le variabili mi terrorizzano, l’eventualità di trovarmi davanti qualcosa che non so mi blocca. Ogni volta in più che si soppesa una decisione spunta un nuovo neo, un nuovo ostacolo, una nuova difficoltà che ti fa passare la voglia anche solo di provarci. Quel che mi manca è l’incoscienza, nel senso buono del termine, vale a dire la capacità di buttarsi nelle occasioni e vadano come vadano. Perché in fondo l’unica alternativa è starsene sempre fermi immobili a prendere polvere. Bisogna buttarsi, tuffarsi nel vuoto. Io non sono capace, io sono immobile.