Archivi del mese: maggio 2012

Blood for Poppies – Garbage

A 7 anni dall’uscite del precedente Bleed like me il nuovo album dei Garbage, intitolato Not your kind of people. Il primo singolo tratto dall’album è Blood for poppies. Era una settimana che sentivo la canzone, che già adoravo, alla radio in ufficio e non riuscivo a capire di chi fosse. Poi la scoperta…

 

To lift the sun,
I’ve been sitting here all night long
Rolling rock, over Buddah with the longhorn
Got a hole, rip a pocket off my uniform
With the black watch boys
Get your heads down
Oooh
Duty calls, but it’s way too late
I’m too far gone
Waiting for God, oh hell
With my pants down
Crack the stash
Then be quiet in the midday sun
I miss my dog, and I miss my freedom
Ooh ooh oohh

I don’t know why they are calling on the radio
They know i’m here just out of sight
I don’t know why they are calling on the radio
It’s by my side, and I know i’m right
I don’t know why they are calling on the radio
They know i’m here just out of sight
I don’t know why they are calling on the radio
It’s by my side, and I know i’m right

I hate the things I think about you
When I’m all alone
I know you’re tough
But I’ve been gone
For so long
Play the memories of you
Inside my head
So all these pictures of us
Burn and radiate
Watch the clouds, and I’m falling
Falling through the cracks
Head beats
And my heart is pounding fast
Off the ground
Into the starry dark, into your arms
I’m falling
Ooh ooh oohh

I don’t know why they are calling on the radio
They know i’m here just out of sight
I don’t know why they are calling on the radio
It’s by my side, and I know i’m right
I don’t know why they are calling on the radio
They know i’m here just out of sight
I don’t know why they are calling on the radio
It’s by my side, and I know i’m right

I pray my body’s right
I’ve got to stay alive
I’ve gotta take a chance and keep on moving
Keep on moving

I don’t know why they are calling on the radio
They know i’m here just out of sight
I don’t know why they are calling on the radio
It’s by my side, and I know i’m right
I don’t know why they are calling on the radio
They know i’m here just out of sight
I don’t know why they are calling on the radio
It’s by my side, and I know i’m right

I don’t know why they are calling on the radio
They know i’m here just out of sight
I don’t know why they are calling on the radio
It’s by my side, and I know i’m right
I don’t know why they are calling on the radio
They know i’m here just out of sight
I don’t know why they are calling on the radio
It’s by my side, and I know i’m right

E comunque…ma quanto è figa Shirley Manson? Mai messo in dubbio la mia eterosessaualità, epperò Shirley Manson è davvero una gnocca da paura. 

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Relazioni normali e non

Mi rendo conto che quanto dirò è opinabilissimo e, come al solito, non ho nessuna pretesa di stabilire assiomi o grandi verità e nemmeno di dare definizioni rigorose. Anche perché ci si potrebbe discutere un mese su cosa sia una relazione “normale”. Io qui mi limito a circoscrivere molto generalmente lo standard con quello di una coppia di morosi che si vedono abbastanza (diciamo almeno una volta a settimana), che non hanno alle spalle o davanti situazioni traumatiche (tipo tossicodipendenze, violenza, situazioni familiari di disagio e similari). Insomma, molto banalmente persone come se ne incontrano a bizzeffe che si frequentano. Mettiamola così. Ok, chiarito un po’ il campo, vorrei buttar già un paio di considerazioni che facevo stamattina.  Lo spunto è il periodo “turbolento” che sta attraversando il mio confidante col suo ragazzo. E di qui mi sono fatta il solito treno di viaggi mentali. Perché in fondo, mi son detta, una relazione normale, da un certo punto di vista è più complicata da gestire di una problematica. Il che suona parecchio paradossale! Quando due persone stanno insieme nonostante il “casino” che le circonda, le difficoltà più o meno oggettive dello stare insieme, sanno quello che fanno e lo fanno forti di un sentimento tale da tenere unite due persone. Altrimenti, chi glielo farebbe fare di sfidare le avversità, se non ci fosse amore? Di contro, quando un rapporto veleggia serenamente sul mare della quotidianità, talvolta diventa anche difficile capire se davvero ci sia l’amore a fare da collante o se semplicemente si sta insieme perché non c’è motivo o la volontà di mollarsi. Mi chiedevo, se il confidante di cui sopra,  che è in un periodo di incertezza con la sua metà, avrebbe così tanti dubbi se troncare o meno in circostanze più avverse. Perché io parto dal presupposto fondamentale che quando attraversi giorni e giorni di dubbi sullo stato del tuo rapporto, significa che in fondo non si tratta più di amore (ammesso ci sia mai stato), bensì di qualcos’altro. Capitano i momenti in cui si è incerti su quanto si prova, ma non puoi non sapere di essere innamorato per settimane! E la situazione peggiora ancora, come in questo caso, quando l’altro, invece, è innamorato. E allora su cosa ci si basa per prendere una decisione? Io di mio sarei drastica, nel senso che se non ami qualcuno è anche inutile pigliarlo per il culo, ma mi rendo conto che non è così facile. Vuoi perché si tiene al proprio partner e si teme di ferirlo (non amarlo non vuol dire fregarsene!), vuoi per una sorta di pigrizia e inerzia sentimentale che caratterizza spesso le relazioni normali. In assenza di condizioni “anomale” (corna, liti accese o cose così) come si fa a porre fine ad una tale relazione? Si potrebbe dire (utopisticamente?) che quando non c’è il sentimento è inutile continuare, ma quanti poi lo fanno? Tutti al cinema a guardare le commedie romantiche, ma poi nella realtà quanti inseguono quell’ideale e quanti “si siedono” in una storia che non ha nulla a che vedere con l’Amore? Forse pochi rincorrono l’autenticità e si accontentano di quel che hanno. Ma è poi onesto con se stessi e con l’altro? E’ poi questo il segreto per tentare di essere felici, il compromesso e accettare le cose come sono? Chiamatemi utopista, ma io credo e voglio sperare che ci sia di più. Ed è proprio quello che sto cercando di spiegare al mio confidante.

Elucubrazioni queste sconosciute!

A tempo perso riguardavo le statistiche sui termini usati per approdare su questa pagina ed ho potuto constatare che un sacco di gente si interroga sul significato di elucubrazioni. Che poi ora come ora mi è venuta una genialissima (?!) rivisitazione del dannatissimo “cogito ergo sum” cartesiano: “elucubro ergo vivo”. Perché in effetti…se il semplice pensiero nella sua forma primitiva è presupposto sufficiente per poter sussistere in quanto enti non essenti, l’essere vivi è un qualcosa di più complesso. E per essere VIVI  come lo intendo io, non si può fare a meno di farsi delle gran seghe mentali. Mh…post breve, ma quasi filosofico. Mannaggia, quanto mi manca la filosofia. 

 

P.s. questo è un esempio in piena regola di elucubrazione, aka pippa mentale!

Amnesia

L’altro giorno, mentre stavo facendo non ricordo cosa, ho avuto un’idea brillante (o tale a me pareva) su un post da scrivere su questo blog, che ha sicuramente visto giorni più fertili. Dentro la mia testolina matta avevo anche già mezzo “scritto” qualcosa, ma ahimé mi sono dimenticata il contenuto. Invece, saltando di palo in frasca, rapidamente, oggi leggevo la home di Repubblica.it e l’occhio mi è caduto (metaforicamente, of course) su un titolo che faceva riferimento alle parole degli scout sui gay. Ora, io non voglio entrare in polemiche o che…ma se nella vita questo

vi dà più fastidio che vedere questo

(ovvero un uomo che si riempie la bocca di parole come pace, amore, fratellanza, tolleranza e rispetto, ma poi va in giro conciato peggio di un rapper tamarro, invece di FARE qualcosa di ciò che predica)

allora secondo me c’è qualcosa che non funziona. 

Ecco, non è questo il post che volevo scrivere originariamente, ma è comunque una riflessione che mi è venuta oggi. E io me lo chiedo sempre cosa penserebbe il povero Gesù Cristo di ciò che un branco di stronzi ha fatto di quella che tutto sommato era anche una filosofia di vita apprezzabile.