Archivi del mese: ottobre 2012

Everybody hates Elsa Fornero

Come sempre seguo la politica a spizzichi e bocconi (bocconi minuscolo, nel senso  di “morsi”, che di ‘sti tempi e visti i governi tecnici è meglio specificare…tra l’altro è una battuta involontaria simpatica). Penso però sia impossibile scampare alle sparate più o meno assurde, più o meno criticate del Ministro Fornero. E alla fin fine poi, pur sbagliando i tempi e i modi, errore che un politico, tanto più un membro del Governo, tanto ancor di più di un Governo tecnico non eletto dal popolo, non dovrebbe fare…dicevo, alla fin fine non è che dica cose poi così assurde. Perché pronti tutti ad indignarsi, ma siamo realisti su…tutti abbiamo nella cerchia di conoscenze un laureato a calci in culo, il compagno di liceo ignorante come un carciofo lasciato marcire in frigo che si è iscritto all’università e ci sta mettendo il doppio per finirla. Questa gente esiste ed è ovunque. E se ne sta a “parcheggiata” nelle università a cazzeggiare. Perché? Perché siccome in Italia c’erano pochi laureati, per “gonfiare” le percentuali  si sono inventati la triennale e così ogni povero stronzo ignorante pensa di poter mettere “dottore” davanti al proprio nome.  Ma se sei un povero stronzo ignorante, anche se poi, dopo il doppio del tempo, esci laureato, resti comunque il dottor stronzo ignorante, non è che diventi un genio. Non è che il datore di lavoro viene a chiederti di lavorare per lui per piacere. E allora non è la laurea ad essere sottovalutata, è il dottor stronzo ignorante che si sopravvaluta. E qui si collega anche l’ultima sparata, quella di oggi, quella sui giovani “choosy” che vogliono il lavoro dei loro sogni e non si accontentano di un primo impiego. E secondo me alla fine tra le due cose c’è un nesso profondo: se eri coglione prima, esserti laureato non ti ha migliorato e non ti puoi aspettare di diventare amministratore delegato delle Megaditta solo perché, dopo sei anni, hai preso una triennali in Economia. Non lo so, mi capita di aprire la mia pagina di facebook e di leggere post di certa gente suppergiù della mia età e mi viene da dirmi che alla fine se i giovani sono davvero questo, il problema non è solo la crisi, ma è anche la deficienza imperante. Io tanti miei coetanei che conosco non li assumerei nemmeno per tagliare il prosciutto, altroché laurea…

Ah no…e poi c’è la polemica sui professori. Che anche qui, ho letto un po’ così di passaggio. Premettendo che sono fermamente contraria ai tagli ai docenti, in particolare a quelli di sostegno, mi fa un po’ ridere che questa simpatica categoria     si incazzi per l’aumento delle ore settimanali (da 18 a 24 eh, non stiamo parlando di cose fuori dal mondo) e per la polemica sui giorni di vacanza. Eddai su, ripeto, al di là dei tagli, dei disservizi e quella roba lì, non l’hanno sempre pensato un po’ tutti che i professori siano un pochino paraculati?

Ah…così, vorrei far presenti che io di mio sarei sinistroide eh…

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The killer in you is the killer in me

Eh niente, è un titolo un po’ alla cazzo di cane, ma l’esperienza pseudo lavorativa in ambito pseudo (molto pseudo) giornalistico che sto facendo insegna che i titoli alla cazzo di cane funzionano bene. Mi spiace deludere il caro Randy, ma al momento rimando il post libresco, sarà che non ho trovato IL  libro che mi ha fatto venir voglia di scrivere qualcosa su di “lui”. Casa di foglie sicuramente avrebbe meritato un post, ma la voglia di scriverlo, l’ispirazione e le tempistiche non sono coincise. L’ho mai detto che il mio peccato è l’accidia? Sí, l’ho detto…è che sono monotona anche.

A parte le puttanate, di ‘sti tempi pensavo a cose un po’ più “politicizzate”, a cose tipo Fiorito, Sallusti e compagnia cantante. Il tutto nasce fondamentalmente dall’Amaca di Serra di non ricordo quando, quella che riporto qui sotto insomma. Ed è una riflessione che mi è parecchio rimasta dentro. Perché alla fine siamo sempre tutti pronti a dargli addosso allo “schifoso” di turno, al traditore, al serial killer, al politico corrotto, al figlio disobbediente…ecc. ecc., ma dal canto nostro cosa facciamo affinché le cose facciano meno schifo? Non è che questi personaggi “brutti e cattivi”, i lupi di Cappuccetto Rosso di turno, servano po’ come candeggio per la coscienza che “Siccomenonsonocomeluiallorasonobravobelloebuono”?! Io (sempre per via che sono monotona) non ho mai nascosto il mio egocentrismo con degenerazioni solipsistiche, ma penso che non sia necessariamente un male. Perché alla fine il fatto di avere in massima considerazione il proprio agire e il proprio tornaconto personale si ripercuote positivamente  anche sugli altri. Perché pur facendo a volte un giro molto largo, le cose in qualche modo “tornano” e se tutti, o meglio e se ciascuno nel suo piccolo cercasse di essere un umano il meno cagacazzi possibile,  il mondo sarebbe meno orrendo. Alla fine, è tutto qui. 

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