Archivi del mese: gennaio 2013

L’antipolitica ci ha rotto i coglioni!

E che caspiterina!

Non ne posso più…in corriera, le nonne, alla tv, al bar, in sala d’attesa del dentista, alla radio…tutti a spalare vagonate di cacca sui politici, sulla cosiddetta casta. Come se automaticamente uno eletto diventasse uno stronzo, come se un tenero agnellino si trasformasse automaticamente in lupo famelico arraffatore una volta arpionato un seggio da qualche parte.

E io proprio mi sono rotta le balle di questi discorsi generici tipicamente italioti. Perché oltre ad essere una nazione di 60 milioni (suppergiù) di ct della Nazionale di calcio, siamo anche 60 milioni di opinionisti di ‘sta gran cippa.

Tutto questo, ovviamente, senza essere minimamente informati di ciò che in realtà avviene sul territorio. Perché alla fine fa più figo vedere che si è “informati” sul Formigoni di turno. Perché alla fine l’indignazione è un bisogno ancestrale dell’uomo. Perché alla fine, e l’ho già detto “commentando” l’Amaca di Serra di un po’ di tempo fa, a dargli contro al corrotto di turno ci sentiamo tutti un po’ meno “sporchi”.

Ma la politica, vivaiddio non è questo. E ‘sta rassegnazione generalizzata m’ha davvero rotto i coglioni. Perché alla fine fa il “loro” gioco. Perché più gente si disaffezione alla politica, più potere hanno le mele marce, che fanno votare i loro “amichetti”.

E allora, combattiamola questa antipolitica di merda. Alziamo la testa. Siamo stati indotti da un’esimia testa di cazzo a credere che la politica sia varietà (ultimo episodio l’indecoroso show di cui tutti parlano), sia una buffonata, sia business, sia schifidume.

E invece, signori, ritroviamo la dignità di cittadini. “Usiamo” la democrazia rappresentativa. Arginiamo le mele marce esprimendo il nostro consenso per qualcuno che può davvero fare qualcosa. Non voglio fare propaganda politica, voglio fare propaganda ALLA Politica. Diffidate dal populismo del cavolo.

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Closing my eyes

E’ una di quelle giornate in cui mi piace chiudere gli occhi e fingere. Fingere che tutto sia normale. Di avere una vita normale. Di avere una famiglia normale. Di avere un moroso normale. Di vivere in un paese normale. Di vivere in una Nazione normale. Di avere una testa normale. Di essere normale.

Poi apro gli occhi e ne ho solo i “cosiddetti” pieni.

 

Writing again.

Buon anno. E niente…formalità sbrigata, questa ce la siamo tolta e andiamo avanti. Niente propositi, niente rimpianti sull’anno passato, niente bilanci, riti propiziatori e puttanate varie. Cambiamo calendario e avanti.

E’ che in questi giorni in cui ho iniziato un nuovo lavoro m’è venuta una nostalgia incredibile per lo scrivere. Perché alla fine io sono grafomane e grafofila. Perché per me esprimermi attraverso le “lettere” rappresenta una sorta di esorcismo catartico. Perché le verba volant mi escono male. Alla fine poi un dialogo orale può in qualche modo essere assimilabile ad una forma di contatto fisico ed è una cosa in cui non sono brava. Non mi piace la gente e la pagina scritta mi sembra un giusto intermediario, un ottimo compromesso tra comunicazione e misantropia. Che poi alla fine in entrambi i casi nel 98% dei casi la gente capisce quel cazzo che le pare, però almeno eviti di avercela davanti direttamente. Ma che poi non è manco questo il punto. E qual è? Boh, al solito non è che ci sia un vero e proprio punto, è solo che avevo voglia di scrivere. Perché ne ho voglia, perché ne ho bisogno, perché è quello che mi piacerebbe fare in qualche modo nella vita.

Ah no, questo pensiero qui, sulla grafofilia/mania m’è venuto l’altro giorno mentre stavo rispondendo ad una mail. E stavo pensando ai rapporti che ho avuto modo di stringere attraverso il “semplice” esercizio della scrittura. Rapporti più o meno profondi, più o meno continui, più o meno riusciti, in ogni caso occasioni di scambio piacevoli. Come non ricordare, last but not least, che è stato proprio grazie alla scrittura e a queste (anche se poi non erano esattamente queste, ma allora erano Windows Livespace) pagine bloggose che ormai 4 anni e mezzo fa ho conosciuto la mia agrodolce metà. E quindi ecco…anche cose assolutamente a caso. Io ho bisogno di scrivere. penna-e-calamaio