Archivi del mese: maggio 2013

The perks of being Mrs. Macabrette

Settimana del cinema a 3€. Che io definisco sbrigativamente così, ma sicuramente ha  un nome fichissimo. Il succo è che alla fine vai al cinema e paghi 3€, che conta è questo, no?!

E allora ieri, un po’ che sono leggermente bimbaminkia, un po’ che sono più sentimentalona di quanto sembri, un po’ che le storie di ragazzini introversi mi piacciono, sono andata a vedere “The perks of being a wallflower” aka “Noi siamo infinito”, grazie alla meravigliosa traduzione che ci regalano in italiano (che li possino…).

La trama del film, manco a dirlo, è di una banalità disarmante. Sarà che ho 26 anni (ma quante volte lo dico in questo periodo che ho 26 anni? E tra l’altro, non ancora compiuti…), ma insomma…qualcosina di un pochino diverso lo si poteva inventare. Vabbè che c’è poco di originale nell’essere adolescenti in se. Ah, io il libro non l’ho letto, l’ho solo visto in una libreria a Londra (ma quanto fa fico dire “l’ho visto in una libreria a Londra? xD) dove ho passato 2 ore perché fuori c’era un vento maledetto e aveva una copertina carina.

Ma al solito sto divagando. O forse no. Perché poi verrebbe da chiedersi divagando rispetto a cosa e io non saprei che dire. Direi che mi va di scrivere per il gusto di farlo. Poco importa comunqe. Dicevo…I personaggi sono invece abbastanza riusciti, soprattutto i tre protagonisti, ma anche il cast nel complesso. E anche quelle frasi fatte da giovanotto poco convenzionale, anche se alla fine puzzano un po’ di Baci Perugina, ti fanno sempre ripensare al tuo essere “cipollina sott’aceto nella macedonia di frutta” e ti strappano un sorriso,

Eppure non è nemmeno questo il punto. Perché anche con dei personaggi come Charlie, Sam e Patrick e con qualche citazione che calza a pennello sulle Smemo (mai avuto una Smemoranda in vita mia in realtà) dei liceali d’oggi questo film sarebbe ampiamente dimenticabile. Solo che quando infili in una delle scene più significative del film una canzone come Heroes di David Bowie…beh, allora le cose cambiano. E se poi infili gli Smiths…Insomma, per quanto possa essere una commediola con poche pretese anche 500 giorni insieme diventa una film di cui parlare, quando Tom (che tra l’altro è Joseph Gordon-Levitt, quel gran figo del Gordon-Levitt, mica pizza e fichi!) si mette ad ascoltare There’s a light that never goes out.

In estremissima sintesi, questo post alla fine è una “scusa” per pubblicare Asleep 🙂

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