Archivi del mese: dicembre 2013

L’educazione sentimentale

It’s Christmas Eve! Ma a me della vigilia di Natale non interessa un granché. Mi chiedo se esistano adulti senza figli a cui il Natale piace davvero. Probabilmente sì e tanti, mica viviamo in un mondo di Grinch. La mia riflessione notturna random con questo in realtà non c’entra nulla, riguarda invece il “giudizio” sul sentimento altrui. In Italia viviamo all’interno di una società che si scandalizza per le coppie omo, ma ritiene “culturalmente” accettabili tutta una serie di comportamenti REALMENTE lesivi all’immagine della coppia voluta dai simpatici cristiani. Non voglio fare la massmediologa di ‘sta ceppa, quindi evito di soffermarmi su tutte le soap-opera melense e melodrammatiche che ci sono. Io mi limito ad una considerazione nata da una situazione estremamente vicina a me (mia sorella, 18 anni). Come si fa a dire “ti amo” a tre persone diverse nell’arco di 2 anni e mezzo? Come si fa ad entrare ed uscire dalle vite delle persone (con tanto di cene con parentame della “dolce metà” di turno) con tanta facilità? Ora io mi rendo perfettamente conto dei miei limiti di sfigatella repressa che ha perso 5 anni dietro ad un ragazzo con gusti FIN TROPPO simili ai suoi (you know what I mean…). Mi rendo conto che non tutti possano dannarsi l’anima per un altro essere umano tanto a lungo, senza reciprocità. Mi rendo assolutamente conto poi che da teenagers uno abbia anche voglia di “provare”. Ma perché depauperare l’esperienza relazionale? Pur ammettendo i miei fondamentalismi, le mie stramberie, le mie intransigenze, non posso pensare che un qualsiasi essere umano sia in grado di AMARE qualcuno, porre fine alla storia e una settimana dopo AMARE una persona completamente diversa. Non posso pensare che sia normale infilarsi nelle FAMIGLIE della controparte perché si è innamorati e poi tutto finisce e 15 giorni dopo si PORTA A CASA un altro. Sarò io che dò troppo importanza alle cose, alle parole, agli atteggiamenti, sarà l’invidia, sarà il rancore del mio passato Amore frustrato, ma questa roba qui mi turba proprio. Sarà che la vivo in “diretta”. Sarà che dalla prima superiore sono passati SOTTO QUESTO TETTO almeno 5/6 morosini di mia sorella. E mi chiedo se sono io particolarmente bacchettona (e probabilmente lo sono). Non mi sconvolge che un teen sia un po’ farfallone, non mi sconvolge l’idea di storie superficiali, senza importanza. Mi lascia perplessa invece il somministrare steroidi emotivi a relazioni graciline e poco “palestrate”. Sarà anche che io ho un senso della riservatezza (figlio diretto del mio egocentrismo) enorme. Perché non si può limonare e financo copulare con Tizio e Caio di turno senza per forza dovergli dire TI AMO e andare a mangiare la torta al compleanno di sua nonna? E, di contro, perché non ci si fanno scrupoli il mese dopo ad amare, copulare e mangiare la torta per il compleanno della nonna di un altro? A me personalmente lascia immensamente più nauseata lo sfoggio tanto ridicolo di relazioni amorose che si rivelano interscambiabili, piuttosto che i dettagli anatomici del sesso tra due persone che davvero condividono qualcosa in quanto uniche l’una per l’altra. Perché siamo esseri umani schifidi e insignificanti, detestabili e sostituibili. Ma se c’è una cosa in cui dovremmo essere “speciali” è l’Amore, perché SE si ama, lo si fa verso UNA persona per il modo in cui lei È. E se questo finisce si viene privati di un pezzo importante di se stessi, di ciò che si era messo in gioco, di ciò che si era visto nell’altro. Un Amore che finisce è un lutto, è una necrosi dell’anima, una ferita lancinante, sanguinante che ha bisogno di tempo per rimarginarsi. E le catene di montaggio notoriamente spersonalizzano, alienano e privano l’umano della sua identità di persona. A me sembra un po’ la storia di “al lupo, al lupo!”. Per quante volte in un limitato lasso di tempo (e in senso assoluto in realtà, ma su questo sono più “agnostica”) si può dire “TI AMO” risultando credibili? Lo so, lo so…non esiste un numero. Lo si può fare il numero di volte in cui il pirla di turno è disposto a crederti. E poi si “timbra” il compleanno di un’altra nonna. E nella percezione comune questi non vengono delineati come “mal-educazione sentimentale” e identificati come il germe della decadenza di un sistema di valori improntati sulla famiglia e sul matrimonio. No, l’importante è che i gay spariscano dal pianeta! Ma vaffanculo vah,,,

P.s. La citazione nel titolo dell’omonimo romanzo di Flaubert è voluta, anche se non c’entra …

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