Archivi del mese: novembre 2016

Trained monkey

E’ passato del tempo. Però dai, in relazione agli ultimi due anni di vita del blog, nemmeno troppo. Nel frattempo, negli ultimi giorni, le mia vita “lavorativa” è diventata noiosamente frenetica. E lo so che “noiosamente frenetica” più che un ossimoro suona come una grossa idiozia, ma quando le opportunità che si susseguono in maniera inattesa riguardano cose che non pensi abbia un gran senso fare (citandomi nel post di fine settembre “un lavoro tritaneuroni, monotono e totalmente insoddisfacente”), alla luce di questo, forse l’espressione apparentemente strampalata acquista un senso. Quindi da domani si ritorna a fare la scimmia ammaestrata, perché così dice di fare la società. Perché la mia devastante abulia causa questo genere di situazioni da mal di stomaco. Per un po’, finché si regge, ce la faremo andare bene così. Al limite poi nessuno ti lega mai ad una sedia, “viviamo in gabbie con le porte aperte”, disse una volta qualcuno al cui nome non sono riuscita a risalire.

Vabbè, parliamoci chiaro, altrimenti tutto risulta inutilmente oscuro. Il mio babbo lavora in una scuola, fa il tecnico di laboratorio informatico. E siccome la maggior parte degli umani viene al mondo per essere il più conservativo possibile, un lustro fa, il mio signor genitore mi ha fatto iscrivere alle graduatorie per supplenze nelle segreterie del magico mondo dell’istruzione. Ora io eviterò i dettagli, perché il world wide web alle volte non è proprio così “wide”. Anni sono passati senza che nulla accadesse su quel fronte, fino a quando, da fine marzo ad agosto dello scorso anno, mi sono ritrovata a fare il coadiutore amministrativo scolastico. Questo è ciò che accadrà nuovamente a partire da domani. Nella medesima scuola del sopracitato donatore di patrimonio genetico, tra l’altro. In realtà negli ultimi 10 giorni è stato un turbine di chiamate in quel senso: sei scuole. Ho avuto offerte di contratti lunghi e altri decisamente più brevi. Ho optato per questa soluzione perché non è né l’una, né l’altra, nel senso che potrebbe durare tre settimane (quelle al momento sono piuttosto certe) o parecchi mesi, con il vantaggio che si rinnova (o rinnoverebbe) di mese in mese; ovvero, se decido che ne ho piene le palle, so che ad un certo punto posso rifiutare la proroga al mese successivo senza perdere la disoccupazione. Mi rendo perfettamente conto del ragionamento italiota da “figlia del benessere” che può permettersi queste soluzioni, ma francamente ‘STICAZZI.

Sappiate che il fertility day era un po’ per colpa mia, perché questi pensieri, che oggettivamente sono abbastanza sbagliati, nascono dal fatto che io non ho intenzione di accasarmi e riprodurmi. A me non INTERESSA accumulare punti, avere per forza uno stipendio e un lavoro poco soddisfacente, perché “fare il nido” non è mai stato un mio obiettivo. E se sapessi qual è, questo blog non si chiamerebbe “Elucubrazioni” e non sarebbe permeato di disfattismo, apatia e scazzo cosmico. Sono un animo irrequieto ed è faticoso. E pensare che ero partita con l’idea di scrivere un post su Lisbona. Invece ecco qui, un inutile pippozzo sul mio essere un pessimo individuo. In tutto questo, tra l’altro, ci perdo le ferie che avevo prenotato la penultima settimana di novembre a Bruxelles e Sofia (destinazioni apparentemente inconciliabili, ma accomunate dalle super offerte RyanAir di questa primavera). Però prometto che prima o poi arriverà anche il “reportage” dalla capitale portoghese!

P.s. Tanti auguri a me e a Tatolo, oggi sono otto anni che ci consideriamo morosi. Che anniversario inquietante…

P. p. s. Speriamo nessun CAS finisca a leggere questa pagina, sennò si offende o.O