Archivi categoria: Varie ed eventuali

Aggiornamenti rapidissimi per i pochi a cui interessano

Come da titolo insomma…cose random successe nella mia (irrilevante) esistenza negli ultimi tempi. Procediamo con elenco numerato che fa blogger (?!) figo:

  1. 21/5/17 Ho raggiunto una nuova decina, ovvero ho compiuto i fatidici 30 anni di vita, “festeggiandoli” sommessamente a Bologna al Caffé Olè (da Linda) in porta Mascarella, piccola tradizione dell’ultimo triennio.  Che in realtà non è esattamente vero, perché ero lì la sera del 20, allo scoccare della mezzanotte ero in auto col mio amicone che andavamo verso casa sua in Riviera Romagnola. Il giorno del genetliaco ho fatto 2h di treno per arrivare in Emilia da Tatolo, per celebrare la mia “vecchiezza” anche con lui.
  2. 17/6/17 I-days di Monza per il concerto dei (quasi) Blink 182 e Linkin Park. Siamo arrivati che iniziavano a suonare i Sum 41 (non ho idea di chi ci fosse prima :D), dopo una fila assurda sotto un sole delirante e in mezzo a un polverone da Far West. Decisamente impattante sentire live gli inni della mia adolescenza cantati da qualcuno che non fosse il vero, detestabile, tragicamente inimitabile Tom Delonge; resa live sicuramente migliore con Matt Skiba alla voce (Skiba che ricordiamo io apprezzo moltissimo per gli Alkaline Trio), ma che vi devo dire…per me era tutto troppo strano. I pezzi dell’ultimo disco California invece una resa live pazzesca. I Linkin Park, che onestamente non ho mai seguito, una presenza scenica e una potenza vocale da panico. E alla luce dei tragici eventi successivi, sono felice di aver sentito Chester Bennington dal vivo prima del suo suicidio. Al di là dell’aspetto prettamente musicale, vi inviterei a leggere le recensioni dell’evento sulla sua pagina Facebook, perché davvero location e logistica del concerto sono stati una cosa oltre i confini dell’assurdo. Mai più Monza e w l’I-day all’Arena Parco Nord di Bologna!
  3. 18/7/17 Poi, ringraziando l’Orologiaio Cosmico, anche giugno è finito in archivio ed è giunto luglio, mio ultimo mese di lavoro, di quel posto che se mi leggete assiduamente…avete capito. Ultimo mese per “colpa mia”, calcolando che ho deliberatamente rifiutato la proroga al 31 agosto, che sarebbe in ogni caso stato il termine ultimo del contratto. Ma queste sono pippe, era solo per dare completezza di informazioni. (Sono una brutta persona). In ogni caso, la data riportata ad inizio del punto 3 riguarda il concerto dei Biffy Clyro a Rimini, per cui vale ancora e di più il post adorante di febbraio, con l’aggiunta che questa volta Simon Neil ha cantato una versione acustica da brividi di God&Satan e io ho quasi pianto. Aggiungerei anche che questa volta ero decisamente più vicina 😀 Primo gruppo spalla locale non l’ho visto, sono arrivata che stava finendo, You me at six notevoli live come energia, ma dopo le prime 3/4 canzoni un po’ ridondanti a mio parere. E niente, viva la Scozia e mon the Biff!biffy intro @rimini
  4. Ultima settimana di luglio Ho sfidato la torrida estate emiliana, questa volta io e Tatolo anziché fare soltanto i divanati ci siamo concessi una gita a Fontanellato, per esplorare il labirinto ideato da Franco Maria Ricci. A dirla tutto l’ho dovuto quasi costringere, ma ero davvero curiosa di vederlo! E’ decisamente caro, 18€ per visita alla collezione (che francamente meh…) e labirinto non è sicuramente un prezzo stracciato, ma per una volta vale la pena, perché è una cosa da vedere.labirinto.JPGDopodiché, percorso opposto a quello del mio compleanno e rotta verso la Romagna, dove il 29/7/17 ho partecipato alla Rimini Summer Pride, con il solito amico ormai storico. Ce lo eravamo ripromessi da qualche anno e finalmente ne abbiamo avuto l’occasione. Esperienza sicuramente gioiosa e piacevole, alla quale sono felice di aver preso parte.atei.JPG

In mezzo a tutto questo ho lavorato nel delirio di un ufficio con carenza devastante di “quote azzurre”, ferie concesse a caso, pratiche che si ammucchiano, colpi bassi, incompetenza generalizzata e senso di menefreghismo a condire il tutto; tuttavia, ciò è estremamente noioso e preferisco sorvolare. Last but not least, domani parto per le ferie e se sono brava prima o poi su queste pagine troverete un post sulle capitali baltiche.

Annunci

Cose che ho fatto, che avrei dovuto fare, che non ho più voglia di fare

Buongiorno,

mi sorprende piacevolmente notare che qualcuno ancora  lo leggiucchia questo blog. Mi strappa anche un sorriso il recente commento, calcolando la mia totale sparizione da un forum che ho bazzicato abbastanza per un certo periodo, perché ho il brutto vizio di esprimere pareri non richiesti. Grazie, ho molto apprezzato.  Questo piccolo segnale mi ha fatto venire voglia di “battere un colpo” su queste pagine. Vorrei tanto aggiornarvi con le mirabolanti avventure di un’adorabile (sì, sono adorabile, sapevatelo!) paranoica, ma fondamentalmente si potrebbe copia/incollare il post di luglio dello scorso anno. Vita sentimentale pressoché identica, così come la residenza. L’unico piccolo sussulto l’ha registrato il conto in banca, visto che tra primavera ed estate ho svolto un lavoro tritaneuroni, monotono e totalmente insoddisfacente, ma quantomeno lo stipendio era a quattro cifre (non pensate a robe incredibili, ma di ‘sti tempi vedere un 1 seguito da altri tre numeri non è malaccio). E ora sono di nuovo in quella tragicomicamente ricorrente fase della mia vita in cui non so che fare, in cui avrei voglia di cambiare tutto perché mi sento piccola e incompresa, ma sono travolta dalla sgradevole fissazione di essere una minuscola particella di sodio in acqua Lete. Ho un po’ la sindrome della damigella in pericolo, mettiamola così. Solo che non arriva il Principe Azzurro sul cavallo bianco a portarti il lavoro dei tuoi sogni e magari un buco in cui vivere all’ombra delle Due Torri (no, non quelle della Terra di Mezzo, quelle in Emilia). Sarebbe un’interessante rivisitazione delle fiabe classiche tra l’altro, una sorta di eroe 2.0, che ‘sta cosa del castello, il reame, la prigionia nel bosco e le matrigne sono un po’ troppo old-school oramai. Le donzelle al giorno d’oggi vanno liberate dal precariato, porca miseria. Vabbè, che di questi tempi pure il Principe Azzurro verrebbe assunto solo come stagista. Questo più o meno è quanto, un po’ un post generico di “raccordo”, se così si può chiamare. Avrei potuto scrivere un post lo scorso anno sul mio piccolo viaggio di agosto nei Balcani, ma vi farò solo presente quanto è bella Sarajevo. Anche perché ormai è un po’ tardi per parlare di quell’esperienza. Potrei invece, quasi verosimilmente, fare un piccolo resoconto delle ferie concluse da poco a Oporto e Lisbona; ma questo più avanti. Per intanto, ho battuto un colpo.

10 years

Vorrei scrivere un post su quanto faccia contemporaneamente sia male, sia bene incontrare persone alle quali non si abbia voglia di aprire la testa con un’accetta. Ma…al momento scrivo da tablet e per quanto sia funzionale per gli scritti brevi, riportare pensieri complessi da una tastiera “digitale” fa schifo. E allora questo è un altro di quei post abortiti prima di nascere. O forse se vedessi un po’ più persone che non mi suscitino disprezzo a pelle potrei scrivere di più…che mica una si può lagnare sempre! Potrei invece…insomma…il blog è mio e faccio quel che mi pare. In ogni caso, poiché, come sperimentato più e più volte, WordPress e iPad sono un binomio pessimo (o forse sono io, ma chissenefrega), la faccio breve.

Cazzeggiando inutilmente su Facebook nel cuore della notte, ho scoperto che i Blink 182 sono in giro per  gli USA a suonare tutto il loro self-titled album per celebrarne l’anniversario. Insomma, dall’album con lo simile sono passati 10 ANNI!!!  Ci sono un sacco di cose a ricordarci costantemente che il tempo passa (per fortuna non c’è ricambio politico…sennò sarebbe peggio! Just kidding, of course), ma ovviamente ognuna sortisce un effetto più o meno intenso a seconda del legame che abbiamo con essa. Per me, “delongiana” convinta da più di metà della mia vita, questo è un primo, grande indice di anzianitudine. Più traumatico ancora dell’assurdo disco celebrativo per i 20 anni (20 anni!!!!) dall’uscita di Hanno ucciso l’uomo ragno. È trascorsa una decade dall’album “della maturità” del gruppo che ha cambiato la percezione musicale di una me non ancora adolescente. Passare dalla prima alla seconda metà dei 20 anni è turbante. Soprattutto considerando quanto spesso ancora io mi senta la 13enne psicolabile che ascoltava Enema of the State nel lettore cd. Che ansia!

image

Circoli viziosi

L’annosa questione è poi sempre quella…ma la mia pigrizia sarà una conseguenza del mio cinismo menefreghistico o sarà invece il mio cinismo menefreghistico ad essere “figlio” della mia pigrizia? Boh…

Image

P.s. la foto è una “citazione” de La storia infinita

Relazioni normali e non

Mi rendo conto che quanto dirò è opinabilissimo e, come al solito, non ho nessuna pretesa di stabilire assiomi o grandi verità e nemmeno di dare definizioni rigorose. Anche perché ci si potrebbe discutere un mese su cosa sia una relazione “normale”. Io qui mi limito a circoscrivere molto generalmente lo standard con quello di una coppia di morosi che si vedono abbastanza (diciamo almeno una volta a settimana), che non hanno alle spalle o davanti situazioni traumatiche (tipo tossicodipendenze, violenza, situazioni familiari di disagio e similari). Insomma, molto banalmente persone come se ne incontrano a bizzeffe che si frequentano. Mettiamola così. Ok, chiarito un po’ il campo, vorrei buttar già un paio di considerazioni che facevo stamattina.  Lo spunto è il periodo “turbolento” che sta attraversando il mio confidante col suo ragazzo. E di qui mi sono fatta il solito treno di viaggi mentali. Perché in fondo, mi son detta, una relazione normale, da un certo punto di vista è più complicata da gestire di una problematica. Il che suona parecchio paradossale! Quando due persone stanno insieme nonostante il “casino” che le circonda, le difficoltà più o meno oggettive dello stare insieme, sanno quello che fanno e lo fanno forti di un sentimento tale da tenere unite due persone. Altrimenti, chi glielo farebbe fare di sfidare le avversità, se non ci fosse amore? Di contro, quando un rapporto veleggia serenamente sul mare della quotidianità, talvolta diventa anche difficile capire se davvero ci sia l’amore a fare da collante o se semplicemente si sta insieme perché non c’è motivo o la volontà di mollarsi. Mi chiedevo, se il confidante di cui sopra,  che è in un periodo di incertezza con la sua metà, avrebbe così tanti dubbi se troncare o meno in circostanze più avverse. Perché io parto dal presupposto fondamentale che quando attraversi giorni e giorni di dubbi sullo stato del tuo rapporto, significa che in fondo non si tratta più di amore (ammesso ci sia mai stato), bensì di qualcos’altro. Capitano i momenti in cui si è incerti su quanto si prova, ma non puoi non sapere di essere innamorato per settimane! E la situazione peggiora ancora, come in questo caso, quando l’altro, invece, è innamorato. E allora su cosa ci si basa per prendere una decisione? Io di mio sarei drastica, nel senso che se non ami qualcuno è anche inutile pigliarlo per il culo, ma mi rendo conto che non è così facile. Vuoi perché si tiene al proprio partner e si teme di ferirlo (non amarlo non vuol dire fregarsene!), vuoi per una sorta di pigrizia e inerzia sentimentale che caratterizza spesso le relazioni normali. In assenza di condizioni “anomale” (corna, liti accese o cose così) come si fa a porre fine ad una tale relazione? Si potrebbe dire (utopisticamente?) che quando non c’è il sentimento è inutile continuare, ma quanti poi lo fanno? Tutti al cinema a guardare le commedie romantiche, ma poi nella realtà quanti inseguono quell’ideale e quanti “si siedono” in una storia che non ha nulla a che vedere con l’Amore? Forse pochi rincorrono l’autenticità e si accontentano di quel che hanno. Ma è poi onesto con se stessi e con l’altro? E’ poi questo il segreto per tentare di essere felici, il compromesso e accettare le cose come sono? Chiamatemi utopista, ma io credo e voglio sperare che ci sia di più. Ed è proprio quello che sto cercando di spiegare al mio confidante.

Elucubrazioni queste sconosciute!

A tempo perso riguardavo le statistiche sui termini usati per approdare su questa pagina ed ho potuto constatare che un sacco di gente si interroga sul significato di elucubrazioni. Che poi ora come ora mi è venuta una genialissima (?!) rivisitazione del dannatissimo “cogito ergo sum” cartesiano: “elucubro ergo vivo”. Perché in effetti…se il semplice pensiero nella sua forma primitiva è presupposto sufficiente per poter sussistere in quanto enti non essenti, l’essere vivi è un qualcosa di più complesso. E per essere VIVI  come lo intendo io, non si può fare a meno di farsi delle gran seghe mentali. Mh…post breve, ma quasi filosofico. Mannaggia, quanto mi manca la filosofia. 

 

P.s. questo è un esempio in piena regola di elucubrazione, aka pippa mentale!

Nerd che più nerd non si può

Quando uno pensa che più nerd di così non si può diventare (il che è falso perché ci sono un sacco di cose nerd che non faccio e/o non mi piacciono, tipo giocare online o guardare Star Trek), improvvisamente scopre Skypocalipse. E cos’è Skypocalipse? E’ una web series che viene trasmessa su Youtube, una di quelle cose che è diventata tanto di moda dopo il successo di Freaks!, di cui ho visto la prima puntata e mi è sembrata una vaccata troppo grande anche per me, quindi francamente trovo inspiegabile il successo di quella serie. Ma bando alle ciance e torniamo a Skypocalipse: il “telefilm” narra le vicende di un gruppo di nerd alla prese con un’epidemia di zombie, gli episodi sono girati tramite webcam e i 3 personaggi protagonisti, che si tengono in contatto tramite la videoconferenza di Skype, sono gli youtuber Matioski, Vistorlaszlo88 e Pallonw, quest’ultimo “subentra” al personaggio di Yotobi, che scompare misteriosamente nella seconda puntata. Gli attori cmq sono molti più di questi, tutti youtuber più o meno noti. La trama di questo “telefilm” può essere ridutivamente considerata un incrocio tra Lost, per la presenza dei misteri, Big Bang Theory, per i riferimenti nerd, e quella boiata di epiche proporzioni che è Walking Dead, per la presenza degli zombie, ovviamente senza la pretesa di una grande serie americana poiché è girata da ragazzi con pochi mezzi. Ed è proprio questa ‘”amatorialità”, a mio avviso, a rendere particolarmente godibile questa web series. Insomma, è intrattenimento ben fatto senza grosse pretese, basato principalmente sulle particolarità dei 3 protagonisti.  Guardatelo!

E sempre a proposito di nerditudine, riporto il dialogo dell’altro giorno.

Tatolino: “Tatina, il mio affetto per te aumenta col passare dei minuti!”

Io: “Ah, come lo spazio di archiviazione della cartella di posta di Gmail!”

Sogni nel cassetto #1

Uno dei miei sogni nel cassetto è sempre stato quello di intervistare Mauro Repetto.

(E fa pure rima).

Image

Stay together for the kids

No, in questo post non si parla della canzone dei Blink 182, quindi se siete capitati qui per questo vi ho fregati. In realtà, io adoro quella canzone e soprattutto ancor di più quel video, probabilmente il mio preferito in assoluto. Oltretutto ai tempi il buon Tom Delonge ispirava pensieri molto pruriginosi alla me piena di ormoni adolescenziali. L’argomento è comunque affine a quello trattato nella canzone, non è che ho dato il titolo proprio alla cazzo di cane:  si parla di figli di genitori separati (e se non lo si sapesse, categoria cui appartengo). Ne parlavo l’altro giorno col mio signor babbo e gli spiegavo che secondo me ci sono due tipi frequenti di reazioni a crescere con genitori sotto tetti differenti: da un lato c’è chi reagisce per compensazione, ovvero cerca il prima possibile di affondare radici, di avere una famiglia sua e si dedica anima e corpo alla costruzione di un nuovo nido; dall’altro (ed è dove mi ci metto io) c’è chi soffre una mancanza di fiducia nei confronti delle relazioni a lungo termine e non ha alcuna intenzione di cimentarsi nell’impresa di costruire qualcosa di simile ad una famiglia. Ovviamente poi c’è sempre anche chi non rientra in nessuno dei due casi e semplicemente fa quel che diamine gli pare per motivi che non hanno nulla a che fare col resto, però mi incuriosirebbe sapere quanto è impattante, anche a livello inconscio, il fallimento della relazione sentimentale tra i genitori.

Il video però lo metto anche se non è pertinente 😀

Normal life sucks

“Se mai dovessi parlare di amore e di stelle… uccidetemi” – Charles “Hank” Bukowski

Mi chiedo spesso dove tutto sia andato storto. Avrei potuto essere una di quelle ragazze normali che credono nei valori, nell’amore, nella famiglia. Ho anche fatto tutti i i sacramenti di Santa Romana Chiesa fino alla Cresima, volendo potrei anche sposarmi in Chiesa, giurando amore eterno davanti a Dio, mentre ora invece il mio unico credo è quello della Scimmia Asceta. Non so, a volte ci penso e mi piacerebbe essere una di quelle che vuole “sistemarsi”: una casa, un buon lavoro, un compagno, dei figli, il pranzo dai genitori la domenica, i mercatini di Natale, le ricorrenze coi parenti, le associazioni più o meno benefiche, le iniziative paesane. E invece no, da qualche parte qualcosa deve essersi inceppato perché a me fondamentalmente non importa una cippa di queste cose. La sensazione che ricorre più spesso nella mia pigra è insensata esistenza, è un senso di disagio per tutto quanto è considerato il “vivere comune” (credo si noti anche dal “Post politically scorrect” di qualche giorno fa). Quasi mi infastidisce che la gente ritenga importanti cose per la quali io non nutro il benché minimo interesse. Mi rendo perfettamente conto di essere io quella sbagliata, se tutti fossero disfattisti come me staremmo ancora dentro le grotte ad accendere il fuoco coi legnetti coperti di pellicce d’orso, ciò non toglie il disagio che questo mio sentire mi provoca costantemente. Dicevo, non lo so bene quando tutto questo è iniziato e non so nemmeno se vi sia un qualche rimedio. Non riesco a pensare di lasciarmi pervadere da un senso di gioia e tripudio dinnanzi alla meravigliosa avventura della vita, proprio non riesco. Dev’esserci in me un qualche difetto di fabbrica, probabilmente congenito, che non mi permette di apprezzare a pieno la nostra avventura terrena. 

Insomma, io credo davvero alla felicità di tutta quella gente più o meno soddisfatta della sua esistenza con un lavoro  d’ufficio, il consorte a casa, i figli, le piante da annaffiare, le ferie a Rimini su lettini disposti in file ordinate, le feste comandate, le cene in famiglia ecc. ecc., non posso che provare invidia per loro, ma non posso fare a meno di chiedermi come fanno. Cos’hanno in più di me? O cosa manca loro? Quale oscuro segreto si cela dinanzi a tanto lasciarsi travolgere dal flusso vitale, senza tentare di opporgli una strenua resistenza? Cosa rende accettabile il tran tran quotidiano a milioni di persone? E perché a me tutte queste cose appaiono di un’insignificanza che talvolta mi spaventa? Perché in fondo io mi rendo perfettamente conto di avere un bug da qualche parte dentro il mio software (evvai con le metafore nerd :D), ma proprio non capisco. Sono cose innate? Si impara? Ci si rassegna? Insomma, come diamine funziona?