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Post politically scorrect

Ci ripetono costantemente (giustamente) che la droga fa male e spesso ci dicono cose tipo “Guarda quel tossico come si è ridotto”. Ora, io penso che, nonostante i fruitori di stupefacenti siano un numero considerevole, la maggior parte delle popolazione non si droghi. E…li vedete la maggior parte? Avete presente che facce hanno? Che vite, che mogli, che figli, che suocere, che lavori ecc. hanno? Non vi viene mai da chiedervi: ma non sarebbe meglio se questa gente si drogasse? Non sarebbe più misericordioso essere dei tossici senza speranza che dei normalissimi disperati alle prese coi fraintendimenti, le difficoltà, le incomprensioni, le angosce, i tradimenti, la frenesia, gli appuntamenti di tutti i giorni? Alle volta capita di dire, indicando un emarginato, “Guarda quello che faccia. Poveretto.”, ma ce l’avete presente la VOSTRA faccia? La faccia della gente comune, segnata dai solchi del vivere quotidiano, dai piccoli grandi drammi che ci riguardano in quanto esseri umani. E no, non sto parlando della crisi, dell’arrivare a fine mese e questo genere di problemi materiali. Sto parlando della condizione patologica dell’essere umano in quanto tale. E allora, provocatoriamente, ma solo fino ad un certo punto, mi chiedo se davvero sia così legittimo sentirsi in qualche modo “migliori” solo perché non siamo barboni, tossici, prostitute, ubriaconi, vagabondi. In fondo, in quanto bipedi erranti, alla fin fine siamo tutti sulla stessa zattera in balia dello stesso mare in burrasca, anche se abbiamo un tetto sopra la testa, anche se abbiamo mogli e figli, anche se abbiamo un lavoro, anche se guidiamo macchine costose, anche se ci facciamo la doccia e ci laviamo i denti.

Parente Simpatico

Lui che fa sempre battute, lui che ride sempre sguaiatamente, lui che sa sempre l’ultima barzelletta, lui che tenta goffamente di imitare il comico della trasmissione umoristica di turno, lui che cerca di farsi beffe di tutto e di tutti, avete capito il tipo, c’è in tutte le famiglie: è il “Parente Simpatico”. E’ quello che a partire da quando hai tipo 8 anni ti chiede incessantemente: “Ma il fidanzatino/a ce l’hai? Come si chiama? Quando ce lo presenti?” e se non ne hai uno comincerà a tartassarti sul perché ed il per come, quindi inventatevene uno. E quello che ogni volta che ti vede ti chiede “Ma quanti esami ti mancano alla fine? Ce la facciamo a laurearci prima della fine del mondo?” oppure “Ma il lavoro l’hai trovato?” oppure “Ma quando lo metti in cantiere un bel bambino?”. E’ quello che alla tua festa di compleanno se ne esce con la più imbarazzante tra le foto che ti ritraggono, quello che racconta davanti agli sconosciuti aneddoti inenarribili della tua vita, quello che ti affibbia nomignoli a suo avviso “simpatici”, quello che una camionata di fatti suoi non se la fa nemmeno se lo sventri. IO DICO BASTA! Non se ne può più di questi personaggi bizzarri e molesti che hanno la pretesa di autoproclamarsi giullari delle riunioni familiari. Hanno abbondantemente rotto le balle! A tutti i Parenti Simpatici là fuori nel mondo, PIANTATELA E SE NON SAPETE COSA DIRE STATE ZITTI! E che caspita! Comunque, nelle occasioni in cui non potete evitarlo, cercate di stargli il più lontani possibili, evitate il contatto visivo, socializzate con gli altri membri del “clan” e se proprio ve lo trovate di fronte rispondete dando meno informazioni possibili (siete autorizzati a mentire spudoratamente) e appena possibile squagliatevela.

Test random

01. Parli ancora con la persona a cui hai dato il primo bacio? No

02. Che musica sentivi quando facevi le elementari? Gli 883 e le compilation orride che giravano ai tempi

03. Sei contro i matrimoni tra persone dello stesso sesso? Sono contro TUTTI i matrimoni, ma se due uomini o due donne vogliono sposarsi, non vedo perché non dovrebbero essere liberi di farlo

04. Sei triste in questo momento? No

05. La maggior parte degli amici che hai ora sono vecchi o nuovi? Relativamente recenti

06. Possiedi mobili di IKEA? Mobili no, i piatti. E un “coso” che ho appeso in camera e cade spesso….

07. Hai mai fatto qualcosa di vendicativo nei confronti di qualcuno? No

08. Sei mai stato in terapia? Mi hanno spedito 3/4 volte dallo psicologo

09. Hai mai giocato al gioco della bottiglia? No (ve l’ho detto, no, dell’adolescenza letargica!)

10. Ti è mai piaciuto qualcuna senza che tu glielo abbia detto? Sì

11. Sei mai stato in campeggio? No

12. Hai mai avuto una cotta per un/a amico/a di tuo fratello/sorella? No

13. Sei mai stato in una spiaggia per nudisti? No

14. Hai mai mentito ai tuoi? Più che altro ho omesso cose

15. Hai mai avuto un taglio di capelli così brutto da dover portare il cappello per un mese di fila? No

16. Qual è l’ultima volta che hai dormito più di 12 ore di fila? Non ricordo

17. Dov’eri il capodanno del 2009? Massenzatico (provincia di RE)

19. Hai mai pianto per la morte di una celebrità? No

20. Di che colore è la biancheria che hai indosso? Nera con dei disegni

21. Cos’hai fatto stamattina?Il gelato all’albicocca

22. Cosa ha posto fine alle tue ultime amicizie? Si è esaurita l’inerzia

23. Il bacio più bello? 27/11/08, sotto la pioggia, il primo con Tatolo

24. Hai mai spiato qualcuno per cui avevi una cotta? Spiato? In senso stretto no, però sbirciavo il dirimpettaio di mia nonna. Un bel figliolo!

25. Qual è stato l’ultimo concerto a cui sei andato? …A Toys Orchestra

26. Qual è stato l’ultimo programma visto in televisione? I fantagenitori

27. Cosa ti ferisce? La stupidità e la pochezza della gente

28. Prendi medicine? Non abitualmente

29. Che maglietta hai addosso? Una maglietta nera  con un disegno random

30. Qual è il tuo negozio preferito? HMW in Grafton Street a Dublino

31. Qualcuno che non vedi da un po’ e ti manca? Almeno un paio di persone

32. Ti importa cosa pensano le persone di te? Dipende dalle persone

33. Usi il pc o un mac? Mac ❤

34. Usi il mouse o la tavoletta grafica? Trackpad

35. Qualche sito dove vai ogni giorno? Tragicamente FB e il forum di Amando (crudele ammissione) e quelli in cui controllo le email.

36. Sei un esperto di computer?  No

37. Che tipo di carne preferisci mangiare? Pollo

38. Quale scarpa infili per prima? La sinistra

39. Parlando di scarpe, ne hai mai tirata una a qualcuno? Una volta ho tirato una ciabatta a mia sorella

40. Quali gioielli indossi 24 ore su 24?  Nessuno

42. Hai mai molestato sessualmente qualcuno? No, ma ci ho pensato!

43. Sei mai stato molestato?  No

44. Hai mai visto la/il tua/o migliore amica/o nuda/o? No

45. Cosa ami fare nel tempo libero se rimani a casa? Gioco troppo ai Sims

46. Hai mai pensato ad un menage à trois? No

47. Fai sport? No

48. L’hai mai fatto in mezzo ad un bosco? No

49. Hai animali a casa? 2 gatti

50. Che cellulare hai? Nokia 7210 Supernova, bianco e rosa

51. Matrimonio o convivenza? Convivenza ab aeternum

52. Colore preferito?  Arancione

53. La prima cosa che ti viene in mente? Gatto Jack

54. Il più bel gesto che si possa ricevere?  Le coccole 🙂

55. Uno o più cartoni animati che ti rappresentano? Spongebob

56. Ordine o disordine? Disordine

57. Moriresti x qualcuno? A mente fredda non saprei

58. Un tvb lo dici perchè ha un significato o ti viene automatico? In automatico non mi viene niente

59. Descrivi il tuo vicino di casa: Ma anche no!

60. Credi nell’oroscopo? No

61. Hai mai baciato un tuo contatto? Contatto di cosa? Se ho mai baciato qualcuno con cui sono in contatto? Ovvio…si può baciare a distanza adesso?

62. In riferimento alla domanda precedente,qualcosa più del bacio? Vedi sopra.

63. Destra o sinistra? Sinistra

64. Bianco o nero? Nero

65. Il tuo partner ideale? Spongebob, anzi Squiddy!

66. Fede calcistica? Sono stata juventina

67. Hai mai pensato di fare il prete o la suora? Frate, ma sono donna.

68. Ti droghi? No

69. Fumi? Sporadicamente (giuro, magari fumo anche 6/7 sigarette in un giorno e poi sto senza per una settimana)

70. Hai mai conquistato il mondo? No e francamente chissenefrega!

71. Ti vuoi bene? Sì

72. Tinta unita o multicolor? Multi tinta unita, no?

73. Griffe o non griffe?  Non griffe

74. Cuore o testa? Pancia, nel dubbio sempre pancia

75. Sole,pioggia,nuvole? Temporale

76. Gli errori: gli errori cosa??? Capitano.

77. Sole,cuore..e..e..? canguri

78. Si vede che non avevi un bip da fare per farti questo test: mi sembra evidente

Will&Kate (ovvero perché gli inglesi sono meglio di noi)

Sotto sotto (ma neanche troppo sotto in realtà) ho un animo da gossippara. Amo pensare sia perché mi piace tenermi informata anche sulle frivolezze, voi miei cari sparuti lettori vedetela un po’ come cavolo vi pare. Quindi, così, un post al volo sul “matrimonio del secolo” (mah, ho sempre trovato idioti questi proclami) mi sembrava quasi doveroso. Confesso di essere una dei (presunti, perché sono scettica) due milardi di telespettatori che hanno seguito la cerimonia in diretta. In verità poi questo è solo un pretesto per ribadire la mia anglofilia profonda. Considerazioni sparse sulla cosa…

1. in proporzione, per essere un matrimonio reale, è stato tutto molto meno pacchiano di molti matrimoni “all’italiana”.

2. a chi si la menta per i costi per i sudditi britannici: credete che un matrimonio reale pesi sulle tasche degli abitanti d’Oltremanica più di quanto ci costi qui ogni santo giorno tutto il circo di politichini, politicanti, politicotti? I don’t think so. 

3. l’organizzazione certosina di ogni cosa, non hanno sgarrato in nulla. Qui hanno organizzato la beatificazione del Papa in concomitanza con il concerto del Primo Maggio, non ho idea di come siano andate le cose e  non lo voglio sapere…mi non saranno mica due eventi da tenere lo stesso giorno nella stessa città, cazzo! E visto che la festa dei lavoratori non si può spostare….

4. l’incredibile eleganza degli ospiti. Solo le donne inglesi possono riuscire a portare certi meravigliosi cappelli a parabola! (Ne voglio uno!)

5. c’è chi, come mia mamma per non fare nomi, ha trovato di cattivo gusto la diretta televisiva. Consideriamo che senza dubbio è un modo di far soldi e che un matrimonio reale delle corona britannica è comunque un evento di portata globale. Consideriamo che i Windsor avevano bisogno di dare una bella spolveratina alla loro immagine, e quali facce migliori di quelle giovani, sorridenti e innamorate di William e Kate? Sono anche così incredibilmente glamour! Consideriamo poi che, probabilmente molto meno giustificatamente,  qui abbiamo avuto anche una diretta televisiva delle nozze di casa Totti-Blasi, se non erro. 

Di sicuro ci sarebbe altro  da dire, ma queste sono le mie considerazioni principali. Felicitazioni agli sposi…fino a quando durerà. 

Elucubrazioni

Ordunque…visto che oggi ben 4 persone sono capitate su questo blog alla ricerca del significato del termine “elucubrazioni” e visto che dopotutto questo è il titolo di questa mia pagina di delirio vediamo di dare una definizione. Allora, citando testualmente dal dizionario di italiano del sito del Corriere della Sera: elucubrazione [e-lu-cu-bra-zió-ne] s.f. Applicazione lunga e minuziosa della mente a un oggetto astratto SIN meditazione; usato anche in senso ironico o scherzoso”. Più in generale personalmente intendo con elucubrazione qualsiasi peregrinazione mentale senza una finalità pratica e/o precisa. Insomma, elucubrare vuol dire farsi dei gran segoni mentali. Potevo forse dare un titolo migliore? 🙂

Indecisioni

Io davvero non capisco la gente indecisa, soprattutto in ambito affettivo/relazionale. Se mi conosceste potreste storcere il naso di fronte a questa mia affermazione, eppure il mio immobilismo esistenziale non è dovuto all’indecisione. E’ vero, sono apatica, pigra, cinica, misantropa, immobile, sfuggo davanti alle svolte, procrastino all’inverosimile, sono terrorizzata dal nuovo e preferisco lagnarmi della situazione piuttosto che cercare di cambiare le cose. Sono una brutta persona, non starò qui a negarlo. Eppure non sono un’indecisa e non capisco chi lo è. Non capisco chi accetta situazioni assurde e si crogiola nell’incertezza di una relazione altalenante. Recentemente parlavo con un mio caro amico dello stato della sua relazione. La persona con cui stava non era sicura del da farsi, non sapeva se voleva stare con lui, cosa provava, se era innamorato, se c’era un futuro per loro. Ecco, io questo genere situazioni non le concepisco, né da un lato, né dall’altro, ovvero né dalla parte di chi è indeciso, né da quella di chi subisce quest’incertezza. Ho passato un’adolescenza letargica, ma nel momento del risveglio, a partire da quell‘assurdo istante di ormai 6 anni fa (occazzo!) io ho capito cosa vuol dire volere, cosa significa desiderare qualcosa al di là di ogni ragionevole dubbio. Perché nella vita io credo che quando vuoi qualcosa, quando senti nelle vene la necessità, quando la tua anima sanguina di desiderio, quando la tua testa non può pensare ad altro, è difficile non capire se è bianco o nero. Perché sì, nella vita ci sono le sfumature, un’infinità di possibilità della scala cromatica, ma a volte le cose sono semplicemente o bianche o nere. Anche oggi, a distanza di più di un lustro da quella mattina e con una situazione emotiva (fortunatamente) molto differente, continuo ad essere convinta della verità di queste affermazioni, dell’assolutezza di quello stato d’animo. E pure ora, in questo momento, con una meravigliosa relazione in corso, con un omino che non avevo mai sperato di incontrare, so cosa voglio: voglio stare con lui, voglio lui. E non nel senso carnale nel termine, voglio solo sentirlo mio e sapere che è così, voglio che lui senta le stesse cose. Ed è per questo che trovo inconcepibile l’indecisione. Come puoi non sapere se vuoi stare con qualcuno? La forza di un tale desiderio è dirompente, a pensarci ti lascia senza parole, ti mozza il fiato. E dall’altro lato, come puoi sopportare di avere accanto qualcuno che non sa se vuole stare con te o no?  Come si può voler condividere una relazione sentimentale con qualcuno che non è convinto? La verità è molto più tragicamente semplice: se non sa ciò che vuoi, allora vuol dire che non vuoi nulla. E come tutte le grandi ovvietà, le sentenze più lapalissianamente evidenti, troppo spesso viene data per scontata e dimenticata. Quando non sapete cosa fare, ascoltate la “pancia”, fidatevi di lei, lì risiedono le grandi risposte che la testa non può dare.

Inception

Dopo che mi era stato consigliato da più persone, lo scorso sabato sera ho finalmente visto Inception con Alice. Devo dire che mi apprestavo alla visione carica di pregiudizi, considerando la mia personalissima opinione sui film di Christopher Nolan da me visti in precedenza. Breve excursus in merito:

Memento: eccessivamente e inutilmente contorto, con quella storyline da mal di testa. Buona l’idea, confuso il risultato.

The Prestige: è un altro film che mi è stato consigliato da più parti, ma che, come giustamente profetizzato da Tatolino, non mi è piaciuto per niente. Anche stavolta buona l’idea di fondo, carina la storia di Tesla (che poi è David Bowie <3, altro motivo per cui ho visto il film), ma ridicolo il finale.

The Dark Knight: moralismo e fastidio. Le sensazioni che la visione di questo film mi ha lasciato  addosso si possono riassumere così. Ho visto il film per la performance di Heath Ledger, che manco a dirlo merita tutta, davvero eccezionale, coronata da un meritatissimo Oscar, purtroppo postumo, come Miglior Attore Non Protagonista. Il resto è noia e buoni sentimenti.

By the way, torniamo ad Inception. Innanzitutto, molto accattivante il concetto di fondo sulla possibilità di potersi inserire nei sogni degli altri per poterne rubare i pensieri o per poter far germogliare un’idea nella mente di un altro. Questo è il teatro in cui si intersecano le vicende dei personaggi, in primo piano si intreccia la storia di Saito, ricco magnate giapponese, il quale chiede a Cobb e alla sua squadra, di innestare nella mente di Robert Fischer, suo rivale in affari, l’idea di frammentare l’impero del padre morente, con quella dello stesso Cobb, sempre in bilico tra il mondo onirico e quello reale, dopo la morte dell’amata moglie Mal che ricerca nei sogni. Nonostante l’originalità e la complessità della trama non è affatto un film polpettone, insomma non è fatto solo di voli pindarici, teorie arzigogolate e romanticismo nostalgico, ma c’è anche una buona dose di azione, che mantiene alta l’adrenalina nello spettatore. Non vi annoierò con le infinite teorie sulla fine e sulle implicazioni della pellicola ognuno ci veda, se vuole, ciò che preferisce, concludo dicendo solo che l’ho trovato davvero un bel film. E poi…poi c’è lui, Arthur (interpretato da Joseph Gordon-Levitt)…il mio nuovo amore cinematografico, con quegli occhietti vispi, quelle fossette adorabili e quei completi dannatamente fighi. Non è bellissimo???

My year in status

Simpatica questa applicazione di fb e direi significativo il risultato 😀

Cattivissimo me

Locandina cattivissimo me

Come facilmente intuibile ho finalmente visto al cinema Cattivissimo me. Il film è decisamente carino e godibile. La trama non merita particolari menzioni per l’originalità, il che di questi tempi non è stupefacente. Ma personalmente preferisco un film dalla storia banale rispetto ad uno di quei film strampalati con intenti pretenziosi, ma che alla fine risultano delle boiate pazzesche. Mi viene in mente The Box, giusto per non fare nomi. Per tornare a Cattivissimo me, direi che mi ha convinto. Gru, il protagonista è geniale, simpatico, con una mimica facciale meravigliosa e quella dose di sfiga che non può non renderlo adorabile. Casa sua è una meraviglia, sia per come svetta tetra e alta rispetto alle casette fotocopia del vicinato, sia per l’arredamento (il divano coccodrillo è fantastico!) ed i congegni all’interno. Le tre bambine sono anch’esse riuscite, non eccessivamente patetiche nel loro ruolo di orfanelle sole, ma col giusto piglio  e intraprendenza. Il dottor Nefario, l’anziano inventore che si occupa dell’equipaggiamento tecnologico per i furti, è meraviglioso, con i suoi congegni, spesso grotteschi, sperimentati sui poveri aiutanti di Gru. Anche Vector, l’antagonista della storia, è ben realizzato, nel suo essere un bamboccione figlio di papà nerd sfigato che cerca di farsi spazio, tutto sommato fa simpatia. E poi casa sua è fantastica, con l’acquario sottostante al pavimento del soggiorno in cui nuota lo squalo e lo schermo gigante su cui gioca alla Wii. E poi ci sono loro: i Mignon. Sono gli aiutanti di Gru, ce ne sono a frotte e vivono nel laboratorio sottostante la casa, ideati e disegnati apposta per essere dolci ed adorabili riescono più che egregiamente nel loro ruolo. Sono fantastici. Un’unica osservazione negativa: il 3D. In questo film è francamente inutile, non ci sono effetti tali da renderlo strabiliante in nessuna delle scene, quindi pagare di più per starmene un’ora e mezzo con gli occhialoni da 3D sopra gli occhiali da miope (cosa piuttosto scomoda) per non avere nulla di più…beh ecco, mi dà un po’ fastidio. Per il resto consigliatissimo a chi vuole un film simpatico e senza tante pretese per passare una serata piacevole e divertente.

P.s. sì, lo so…cosa ci devo fare se a 23 anni ancora mi piacciono i cartoni animati?!

What’s your age again?

A volta mi soffermo a pensare a com’è saggia la natura nella sua immane crudeltà. Le donne, schiave di una bomba ad orologeria ormonale, invecchiando vanno incontro ad un rapido processo di decadimento psico fisico, mentre gli uomini col passare degli anni, nonostante spesso un fisico non impeccabile, acquistano fascino e personalità. La donna “matura”, chiamiamola così, ha bisogno di essere rassicurata, di contrastare lo scorrere del tempo con ogni sistema, di avere al suo fianco un toy-boy per sentirsi ancora desiderata. L’uomo invece sa che il tempo è suo amico, che non ha una sveglia biologica da cui fuggire, non ha l’ossessione della giovinezza e della ruga da combattere. Sì, è vero, si sta affermando una tendenza alla vanità ed alla cura esasperata anche per gli uomini, il più delle volte con risultati grotteschi: insomma, è inutile che i Pooh, Pippo Baudo o il nostro adorato Silvio stiano a tingersi i capelli, questo li fa solo sembrare ridicoli, non più giovani! Ma per fortuna, là fuori c’è tutto un universo di uomini che hanno capito il modo migliore per farsi amico il tempo:  non combatterlo in alcun modo, solo così esso scivolerà addosso magnanimo, lasciando quei segni che caratterizzano e dipingono la storia di un volto senza stravolgerne la fisionomia.

Questa riflessione crudele ed impietosa nasce perché mi sono resa conto che i miei idoli di adolescente hanno ormai tutti varcato la soglia dei 30 e ciò nonostante non sono mai stati così dannatamente fighi e trasudanti fascino come lo sono ora. Per cui mentre le varie pop-star o attrici al femminile cercano ad ogni modo di apparire giovani e scattanti (Madonna a 50 anni potrebbe anche piantarla con quei cazzo di body sgambatissimi, diamine!) con risultati spesso dubbi, apparendo molte volte patetiche e perdendo di credibilità, al contrario gli uomini attraversano serenamente lo scorrere della vita e comportandosi di conseguenza. Ci sono in giro ragazze ventenni conciate come quarantenni in carriera e di contro donne che hanno passato gli “anta” agghindate come delle teenager. Ma basta! Ogni fase dell’esistenza ha un suo “abito”, nel senso più ampio ed etimologico del termine, ovvero come disposizione d’animo, interiore ed esteriore, e per vivere in armonia non si può far altro che indossare quello adatto alla stagione che si sta attraversando. E’ sempre opportuno tenere aggiornato l’armadio della coscienza per restare al passo con i tempi.