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Biffy Clyro@Padova 7/2/2017

L’ultimo post portoghese non me lo sono dimenticato, è che sono abulica in modo (forse) più pressante del solito. E’ una vita che non finisco un libro, in realtà sono arenata nella lettura di 1984 in inglese, ma in generale ho poca voglia. Negli ultimi mesi ho seguito e sto guardando una serie di telefilm, non solo recenti, dei quali potrei anche pensare di parlare, giusto per tenere in piedi il blog, visto che i cavolacci miei in senso stretto sono ripetitivi e interessanti quanto il placido pascolare dei bovini sui pendii montani. Tra l’altro nemmeno so perché mi sto giustificando, ma bando alle ciance.

In questo grigiume cosmico, martedì della scorsa settimana sono riuscita a convincere il mio migliore amico ad accompagnarmi a vedere i meravigliosi Biffy Clyro. Ed è stato bellerrimo! La cosa che ti fa apprezzare di avvicinarti a lunghi passi ai 30 anni e che finalmente ti ritrovi ai concerti da adulti, con gruppi che hanno alle spalle almeno 5 album e che possono reggere una scaletta di quasi due ore! Gruppi con un pubblico tra il quale non dico che abbassavo l’età media, ma quasi. Gruppi con una voce, una carica, un’identità e la personalità per reggere il palco con un’energia stratosferica.

Mi sono innamorata dei Biffy col loro disco Only revolutions, del 2009 o giù di lì. Ho recuperato poi i loro lavori precedenti e poi non li ho più mollati. Il modo in cui riescono a coniugare una carica musicale incredibile e i testi “filosofici” di Simon Neil è spettacolare. E diciamocelo, lui è pure bello da paura. No, dico, ma avete visto la loro partecipazione a Sanremo e quanto era meraviglioso?

simon-neilsanremo

La scaletta del concerto è la seguente:

Wolves of Winter
Living Is a Problem Because Everything Dies
Sounds Like Balloons
Biblical
Victory Over the Sun
On a Bang
Opposite
Bubbles
57
Friends and Enemies
Black Chandelier
The Captain
Re-Arrange
Herex
Medicine
Glitter and Trauma
Mountains
In the Name of the Wee Man
Flammable
That Golden Rule
Many of Horror

BIS

Machines
Animal Style
Stingin’ Belle

ed è stata portata avanti con poche pause in maniera assolutamente egregia.  Io ero presissima e adorante e alla fine pure il mio amico, che era lì per farmi un piacere, ha apprezzato questo meraviglioso trio di scozzesi. E sono stati talmente convincenti sul palco che ho perdonato loro pure la mancanza in scaletta di God&Satan, che in ogni caso spero prima o poi di veder eseguita live. E niente, se vi capita andate a vederli, amateli, ascoltateli e fangirlate potentemente Simon Neil come faccio io.

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(Volevo caricare il video di un pezzo di Opposite, ma WordPress mi fa presente che sono un’utente pezzente e quindi vi beccate solo l’unica foto decente che sono riuscita a fare).

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Anni che passano e cose che a volte ritornano…

Erano parecchi parecchissimi mesi che non loggavo su WordPress. L’inedia ha preso il totale possesso della mia esistenza e dal criptico post del 30 luglio di praticamente un anno fa, non è che sia successo poi granché… La vita scorre pigra e lenta, coi suoi lunghi momenti di deleterio piattume e i brevi sprazzi che ti tengono ancorato ad un barlume di sanità mentale. Così, piccolo aggiornamento personale, se a qualcuno dovesse importare: nel frattempo NON mi sono sposata (:D), NON mi sono trasferita (:\), NON ho trovato un’occupazione stabile (;O), NON ho contribuito all’aumento del sovraffollamento del globo (:P). Ah, però sto ancora con Tatolino ❤

Però ecco, stanno QUASI succedendo cose. Nel senso che lo scorso autunno, dopo lo strano luglio all’estero e un agosto in ferie, mi sono infilata in quel magico tritacarne che è la Garanzia Giovani, il simpatico programma statale per i giovani dai 18 ai 29 anni. E dopo rimbalzi di uffici, colloqui, code, corsi, mail e puttanate assortite, a distanza di tipo 10 mesi da quando mi sono registrata sul portale (sig!), settimana scorsa ho iniziato uno stage che potrebbe quasi essere figo e sensato per quanto riguarda la mie “ambizioni” lavorative.

E poi, visto che su questo blog se n’è parlato  anche in passato, volevo dire che sono stata a due concerti in tempi più o meno recenti: i Placebo il 20 maggio all’Arena di Verona ed i Libertines al Fabrique di Milano sabato scorso. Avevo già visto Brian Molko e Stefan Olsdal al Castello Scaligero a Villafranca, quando alla batteria c’era Steve Forrest. E devo dire che pur essendo stato un buon concerto in una location meravigliosa, in cui non ero mai stata, il cambio di batterista, o forse anche gli anni che avanzano, si sono fatti sentire.

I Libertines invece sono stati decisamente impattanti. Un concerto come questo, così come lo sono stati i Blink 182, è prima di tutto un viaggio dell’anima, poi un’esperienza musicale. Perché sono più vicini ai 40 che ai 30 e sembrano ancora un adorabile gruppo di coglioni scapigliati che fanno le prove in garage. Perché sono dei cazzari. Perché sono sensibile agli stereotipi romantici e alle relazioni disturbate e vedere Pete e Carl dividersi un microfono è meraviglioso. Perché adoro la musica semplice e secca. Perché l’alone di “belli e dannati” ha su di me una presa da bimbominkia di cui quasi mi vergogno. Ma soprattutto perché live certe canzoni fanno venire letteralmente i brividi. Up the bracket mi ha esaltato live da pazzi, così come mi ha esaltato dal primo ascolto, così come continua ad esaltarmi e così come mi esalterà domani. L’apice per la sottoscritta comunque è stata You’re my Waterloo, dove è quasi scesa la lacrimuccia. Immensi.

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P.s. John Hassall è dietro la colonna…tipo era imbullonato lì, visto che si è mosso pochissimo 😀

Bastille (Milano 22/03/13)

E’  un po’ che non scrivo di musica. In realtà è un po’ che non scrivo e basta, ma tendenzialmente lo faccio per lamentarmi e al momento, strano ma vero, non mi sento particolarmente lagnosa. Aggiorno il blog per sottolineare un piccolo/grande highlight della mia monotona vita recente. Sabato scorso sono stata a Milano, al Forum di Assago a vedere i Bastille.

Le vicende di questo concerto in realtà hanno inizio l’11 febbraio. Io ed una mia amica in quella data ci rechiamo in un punto vendita TicketOne per comprare i biglietti. La fortuna ci è avversa è nel negozio, quel pomeriggio, stavano effettuando lavori di manutenzione alla linea e quindi era impossibile accedere al circuito ed effettuare l’acquisto. Non perdendomi d’animo, vado da MediaWorld, dove assisto a divertenti scene di delirio tra una coppia di installatori e il responsabile di reparto. Non so bene come si sia conclusa la faccenda, perché poi è finalmente giunto il mio turno al banco TicketOne. A quel punto, il simpatico (e parecchio carino :D) ragazzo che mi sta di fronte mi comunica che non sono più disponibili biglietti per i rivenditori e di provare magari a prenderli online direttamente dal sito. Io resto basita, perché la mattina avevo preventivamente controllato la disponibilità e il “semaforo” era verde. Tornata a casa, mi trovo la notizia del sold-out e l’annuncio delle tre date estive.

Ma…se la faccenda si fosse conclusa così, non ci sarebbe questo post. E quindi, armata di santa pazienza, mi sono lanciata nell’ardua impresa di recuperare biglietti per me e i miei amici. Un po’ per culo, un po’ per tenacia, un po’ (molto in realtà) per Twitter e soprattutto grazie alla preziosa mediazione di Bastilleblog sono riuscita a reperire ben quattro biglietti.

Flash forward fino al 22 marzo. Per la recensione del concerto e la scaletta vi rimando al blog di cui sopra, io aggiungo solo alcune considerazioni personali. La prima negativa, riferita all’organizzazione. Come precedentemente dicevo, l’11 febbraio è stato dato l’annuncio ufficiale del sold-out, in concomitanza con quello delle tre date estive. Quale non è stata la mia sorpresa, quindi, nel vedere che l’anello superiore delle tribune del Mediolanum Forum non era accessibile, bensì era chiuso con dei teloni. A fronte di una capienza di 13.000 e rotti posti, i presenti ad Assago erano poco meno di 10.000, il che personalmente mi è sembrato parecchio strano, visto che il FINTO sold-out era stato annunciato ben 40 giorni prima della data del concerto. Parlando un po’ in giro l’idea che ci siamo fatti è che, per non influenzare negativamente le vendite delle date estive, siano stati limitati i biglietti dell’appuntamento di Milano. Il che, francamente, mi pare un’idea abbastanza idiota, visto l’impatto incredibile che hanno i Bastille in questo momento. Il fanatismo che circonda la band, per certi versi, un po’ mi lascia perplessa, visto l’isterismo che mi è capitato di leggere per i 4 ragazzi inglesi. Sarà che ho quasi 27 anni, ma certe esternazioni da fandom (parola che ho mio malgrado imparato recentemente) bimbominkiesco mi sembrano abbastanza strane, soprattutto riferite ad un gruppo che, personalmente, non mi sembrava così incline alle urla di ragazzine in fregola. Mi fa sempre un po’ strano trovarmi ad un concerto con adolescenti accompagnati dai genitori, sarà perché i concerti ai quali sono andata con mia madre erano di gruppi che comunque piacevano anche a lei e in ogni caso io avevo già più di 18 anni. Insomma, i miei non si sarebbero mai sognati di spendere tempo e soldi per portarmi ad un concerto di cui non fregava loro nulla, quando avevo magari 14 o 15 anni. Sarà che sono vecchia dentro, ma penso che certe esperienze vadano fatte in un’ottica un pochino differente. Poi…ovviamente ognuno fa quel cazzo che gli pare, ci mancherebbe, just an opinion! La cosa che più mi ha lasciato basita in ogni caso è stata la bambina, avrà avuto 8 anni, che avevo seduta dietro. Che cazzo ci faceva una bambina di 8 anni a un concerto di quel tipo?! A un certo punto era seduta con l’aria di chi avrebbe preferito essere a casa a guardare una puntata delle Winx.

Ma passiamo alle (TANTE) cose belle…Partiamo da…DAN SMITH.

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Quest’uomo è un qualcosa di altamente ormonale. Come ho avuto modo di dire sabato, “mi scoperei la sua voce”. E mica solo quella in realtà, perché oltre a un timbro meraviglioso e a un accento di quelli che mi fa andare in fregola, è pure parecchio carino e ha quella carnagione da albionico che mi fa uscire dai gangheri. E il modo in cui ha fatto ciao con la manina al pubblico, i suoi timidi tentativi con l’italiano, il suo costante ringraziare mi hanno dato l’idea di un ragazzo estremamente umile e timido. A tratti pareva quasi stupito che quella gente fosse lì per il suo gruppo, per ascoltare le sue canzoni, per lasciarsi cullare dalle melodie uscite dalla sua testa. E davvero dal punto di vista interpretativo, musicale e compositivo, non mi viene altro da dire che TANTA, TANTA, TANTA ROBA! Stavo pensando se ho avuto una canzone preferita, ma in realtà non me ne viene in mente una in particolare, ogni brano era il pezzo di un puzzle che si incastrava perfettamente con gli altri. Mi piace un sacco anche il modo che ha di stare sul palco, perché in realtà si muove come uno che non sa bene cosa fare e l’effetto vagamente grottesco ti fa volergli ancora più bene. Il “bagno di folla” durante l’esecuzione di Flaws poi mi ha colpito parecchio: non è cosa da tutti i giorni vedere uno che salta giù dal palco e si fa il giro del parterre circondato da un’orda urlante continuando imperterrito a cantare! Altra cosa che mi piace moltissimo di questo gruppo è l’uso che fanno delle percussioni, l’effetto live è davvero notevole!

Ora, la data del 25 luglio a Ferrara mi tenta davvero molto. In realtà non sono così convinta di riuscire ad andare, visto che se tutto va come dovrebbe/parrebbe il giorno prima torno da un mese all’estero (racconterò, forse, quando la cosa avrà preso un po’ più forma). Boh, vedremo…mi piacerebbe un sacco.

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Concerti #3

Oggi sono un po’ meno ricca, ma ho comprato (da sinistra a destra) i biglietti per i Blink 182 a Milano il 3 di luglio, il biglietto per l’I-day a Bologna il 2 settembre e i Killers (vabbè, l’A perfect day festival) a Villafranca il 31 agosto. Very well!

Concerti #2

Mentre le speranze per i Blink 182 il 3 luglio  a Milano sono ancora in bilico, direi che per gli altri due concerti del luglio meneghino c’è poco da fare: non c’è nessuno che venga con me. Però…sul fronte concerti ci sono due buone notizie: (quasi) sicuramente andrò a vedere

  • The Killers, 31 agosto, Castello Scaligero di Villafranca di Verona

Ah…in teoria dovrebbe essere nell’ambito dell’A Perfect Day Festival (i giorni successivi suonano come headliner rispettivamente i Franz Ferdinand, che non mi piacciono, e i Sigur Ros, che volevo vedere, ma non posso per il motivo  riportato qui sotto), quindi oltre a loro dovrebbero esserci anche altri gruppi.

  • Independent Days Festival, 2 settembre, Arena Parco Nord di Bolgna

Che dei Green Day me ne frega fino ad un certo punto, degli Angels&Airwaves live nella vita credo di poter fare a meno…ma porca puttana, è dal bidone che mi hanno tirato per l’edizione del 2005 che io attendo di vedere live Mike Ness e soci! Quindi, speriamo.

Dopodiché, postilla sul “resto”: sono in uno stato mentale abbastanza orrendo, uno di quelli in cui mi vien voglia di scavare un tunnel e sbucare chissà dove. E’ uno di quei periodi da “anywhere but here”. Come sempre passerà, senza che nulla cambi. E’ che forse non sto male abbastanza e il non star bene non è sufficiente a portare al cambiamento. A parte questo, tra una settimana inizio il Servizio Civile in una rivista che si occupa di storia e cultura locale. Non che sia il top della mie aspirazioni, ma quantomeno è un’occasione per far esperienza e portar via competenze utili in ottica futura. Ah…e giusto perché il mio nickname deriva da una loro canzone, vorrei far presente che mi dissocio dalla partecipazione degli …A Toys Orchestra al programma di Fabio Volo. Una volta ho anche provato a guardarlo, proprio per vedere loro, ma è insostenibile: vuoto travestito da contenuto. 

Concerti

Innanzitutto, spero, fortissimamente spero, di riuscire a trascinare mia mamma a vedere uno dei quattro concerti solisti che Pete Doherty terrà in Italia un po’ prima di metà febbraio (c’è il link alle date, se vi interessa). Dopodiché questa settimana ho scoperto un luglio pieno di concerti che mi attirano parecchio. Tutti a Milano, ovviamente. In rigoroso ordine cronologico:

  • Blink 182, 3 luglio, al Mediolanum Forum di Assago.  

  • The Cure, 7 luglio, all’Heineken Jammin’ Festival (sob!), Arena concerti di Rho

  • Rancid, 21 luglio, Rock in IdRho, Arena concerti di Rho

Per cui…se volete farmi un regalino…ecco, i biglietti per questi concerti sarebbero graditi. Oppure, ancora meglio, se avete intenzione di andare fate un fischio, che io avrei un po’ di problemini logistici a muovermi…

Mamma mia…!

Signori e signore, non ci sono storie, lo stile è una cosa che si ha o non si ha! E poi c’è chi ne ha da vendere. Sicuramente la mia è un posizione opinabile (il mondo è “bello” perché è vario), ma sono rimasta colpita dall’incredibile Stile (con la S maiuscola) di mr. Doherty. Ora, le foto non gli rendono giustizia! Quel uomo è di un’eleganza spaventosa, seriamente, un modo di vestirsi ed un portamento che mettono i brividi. Sembra uscito da un’era passata in cui gli uomini erano uomini e non stupidissimi automi, schiavi di qualsiasi moda idiota partorita da stilisti ubriachi! C’è da dire che Pete è parecchio alto e abbastanza magro, quindi ha già questo vantaggio donatogli da Madre Natura e inoltre, si sa vestire. Pantaloni scuri, camicettina nera con BRETELLE bianche (chickosissimoCuore rosso), giacca scura (messa e tolta un paio di volte), qualche chincaglieria al collo e, per finire, cappello in testa (spero di trovare un paio di foto ben fatte). Oddio…veramente, per quanto avessi visto valanghe di foto sue, trovarmelo davanti a pochi metri su un palco dal vivo è stato…non so, di più! Mi ha colpito proprio proprio tantissimo. Sarà quel fascino che si ritrovano gli abitanti delle isole della Gran Bretagna…io non lo so bene il perché, ma hanno un…qualcosa. Passando al concerto vero e proprio, dopo questo sentito elogio alla figura di Pete Doherty ed alla sua presenza estetica mozzafiato, come voto complessivo alla performance, io darei  un 8-8,5. Ci sono due motivi per cui non è stato un concerto da 10: 1) non c’era I wish in scaletta Triste e la cosa mi è dispiaciuta tantssimo, poteva benissimo farla al posto di Back from the dead, accipicchia! 2) finita Fuck forever sono usciti dal palco senza neanche raccogliere gli applausi, volattilizzati all’improvviso, senza nemmeno tornare a ringraziare o che In lacrime! Uniche due pecche, una di natura molto personale (adoro I wishCuore rosso), l’altra più generale. A parte questo, fantastici. Pete suona la chitarra meglio di quanto pensassi ed ha una voce bellissima, che dal vivo non perde niente rispetto al disco, anzi al massimo guadagna in emozione. Drew McConnell, a parte essere anche lui un gran bel ragazzo, perfetto alla sinistra di Pete col suo basso e perfetto nei rari cori, nonché nel movimentare un po’ il palco saltellando su e giù come un canguro. Mick Whitnall non l’ho visto più di tanto perché avevo una testa nel mezzo, nessun appunto da fare, se non una menzione d’onore per l’introduzione con l’armonica a bocca alla struggente Down in Albion, veramente da brividi. Adam Ficek lo vedevo a sprazzi, in base a come si muoveva Pete, esteticamente fantastico il modo in cui suona, con busto rigido, muovendo solo le braccia, scatenato in Killamangiro, che è stata decisamente la sua canzone. Stavo ripensando al mio voto in generale, direi che ci sta l’8,5. Mezzo voto va al pubblico….temevo di trovarmi in mezzo a ragazzini scriteriati e fintamente alternativi (quanto li odio), invece, con felice sorpresa, ho costatato che l’età media degli spettatori era di circa 25 anni e nessuno sembrava fuori posto. Per un paio d’ore quasi mi sono dimenticata di stare in Italia, in mezzo a…ma lasciamo perdere, non è questo il momento! Grazie Pete, grazie Babyshambles, per essere così poco da anni 2000 e così tanto meravigliosi. La prossima volta che tornate in Italia (spero presto), salvo imprevisti, mi avrete ancora come spettatrice. Cavolo…wow. Ultimissima cosa, che con il concerto non c’entra nulla, mi devo ricordare di non mangiare MAI più una piadina con la salsiccia…Nauseato. Uhm…no, mi pare brutto concludere così. Come considerazione finale, mi sento di dire che, se prima i Babyshambles mi piacevano ed ero un’accanita sostenitrice di Pete Doherty, ora lo sono molto di più. Bravi, bravi, bravi, tornate presto Cuore rosso

P.s. rivedere le foto, pur se scattate da qualcun altro, mi dà ancora i brividi…credo la musica moderna abbia bisogno di tipi “alla Pete Doherty”, che seppur personaggio controverso, è molto rock’n’roll A bocca aperta

 
 
 
 

E’ ufficialeeeeeeeeeee!

2 febbraio…Bologna….Estragon…
Babyshambles….PEEEEEEEEEEETEEEEEEEE!Cuore rosso