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Riga…i dintorni di

Leggendo i reportage di viaggio disseminati qua e là su Internet siamo venuti a conoscenza di due luoghi interessanti che avevano come punto di partenza Riga: Saulkrasti e Sigulda. Inizialmente l’idea era quella di noleggiare un’auto per raggiungere queste destinazioni, alla fine per una questione di rapporto costi/benefici abbiamo invece ripiegato sul treno, scelta che si è rivelata decisamente efficace.
Nella mattinata di martedì abbiamo quindi preso un più che dignitoso regionale verso Saulkrasti, ad un costo inferiore ai 2€ a persona per singola tratta, per il tragitto della durata di circa un’ora. Vagone pulito, ordinato, tutti i posti a sedere occupati, qualcuno in piedi, controlli frequenti e silenzio irreale. È sempre incredibile notare quanto il sistema di trasporto pubblico sembri sempre più “educato”, funzionale, economico e pratico in qualsiasi parte del mondo che non sia l’Italia. La ferrovia si snoda attraverso boschi di alberi ad alto fusto. Giunti alla stazione c’è da camminare 15/20 minuti per arrivare in spiaggia, dove non troverete ombrelloni e lettini, però ci sono alcuni locali dove è possibile mangiare e bere. E niente, semplicemente siamo stati lì, abbiamo passeggiato sul bagnasciuga, preso il sole, superato lo schifo per le alghe e fatto il bagno (freddino, ma fattibile). Piacevole per una giornata da dedicare al più totale relax. Rientro per cena a Riga. Qui  se volete trovate la webcam.
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Sigulda invece è un po’ più articolata come esperienza. Partenza mercoledì mattina, viaggio sempre in treno, convoglio della stessa tipologia, durata simile e anche prezzo sempre intorno ai 2€. La stazione è il punto di partenza per una serie di attrazioni, tutte inserite all’interno dello spettacolare contesto naturalistico del Parco Nazionale del Gauja. Il giro a piedi è abbastanza tortuoso e francamente non ricordo bene con che ordine siano state fatte le cose, se voglio scrivere dei miei giri dovrei abituarmi a farlo a memoria fresca, non 7 mesi dopo, cacchio! Comunque abbiamo visto il castello medievale di Sigulda e poi quello dell’Ordine Livoniano. O viceversa, francamente non ricordo.
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Poi bisogna prendere la funivia per passare sopra al fiume Gauja. Se siete dei temerari è possibile fare un pezzo di tratta sopra la cabina…non so come spiegarvelo, metto una foto che ho trovato su Google…18655330_U0xhdJI-ocebKFkGwU6phhGAqzl4xaBLkWo0z_NHW8U

Questo aggeggio viene trascinato dalla cabina e praticamente ci si trova appesi per delle corde sopra una gola allucinante. La cosa ancor più agghiacciante è che a metà percorso si viene lasciati a penzoloni e si deve aspettare che la funivia torni indietro e “rimorchi” questa specie di deltaplano, facendo fare agli impavidi la tratta in retromarcia. Se siete a caccia di adrenalina, è anche possibile, nello stesso posto, fare il bungee jumping. Noi comunque banalmente l’abbiamo fatto dentro la cabina.

Sempre camminando in un tracciato tutto sommato comodo si arriva poi alle rovine del castello di Krimulda. Io le ho trovate estremamente romantiche, sarà che mi ricordano un quadro di Caspar David Friedrich.IMG_3683

Dopo una mezz’ora di strada in leggera discesa, sempre passeggiando su un sentiero comodo e battuto, si arriva alla Gūtmaņa ala, una grotta legata alla leggenda della Rosa di Turaida:

“A Turaida, una piccola località della Lettonia, c’è un castello e tra le sue stanze vive ancora la leggenda della bellissima Maija, “la Rosa di Turaida”.
Era il 1601 quando la piccola Maja venne trovata dopo un’aspra battaglia, tra le braccia della madre senza vita. Venne portata e allevata nel Castello dove crebbe, diventando una fanciulla di una bellezza unica, corteggiata da uomini provenienti da luoghi vicini e lontani, dove pure era giunta la sua fama.
La fanciulla attrasse però anche le attenzioni di un nobile polacco che ne chiese la mano, ma il cuore di Maja batteva solo per Victor, il giovane giardiniere di corte del Castello.
Il nobile, vistosi rifiutato la rapì portandola nella grotta di Gutman, dove Maija però alla sua sottomissione e ai suoi desideri preferì la morte.
Portava sempre uno scialle Maija e finse che fosse magico e che avrebbe reso immortale chiunque lo indossasse invitando l’uomo a provarne i poteri.
Questi, sfoderando la spada la uccise, decapitandola.
Maija ora è libera, e il suo amore eterno e fedele verso il suo amato, sono diventati una leggenda.
La tomba della Rosa di Turaida, all’ombra del rigoglioso tiglio piantato da Victor sono oggi la meta preferita dalle giovani coppie che si dichiarano amore eterno”. (presa dal sito http://www.vertexenterprise.it/la-leggenda-da-maija-la-rosa-di-turaida/).

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Da qui, da un punto di vista “escursionistico” le cose si fanno un po’ più complesse: per arrivare al castello il percorso è lungo e non proprio comodissimo; per lunghi tratti dovrete fare su e giù nel bosco con delle scale di legno (vedi foto) e a tratti il sentiero è abbastanza scomodo. Niente di proibitivo, però non esattamente alla portata di tutti.

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Il Castello di Turaida non lo abbiamo visitato, perché le tempistiche iniziavano a diventare strette per il rientro e da fuori non è che si veda molto, essendo circondato da un grande parco. Questa è la visuale migliore che si riesce ad avere arrivando dal bosco. IMG_3686

Dopodiché, abbastanza provati, o quantomeno parlo per me, dalla camminata abbiamo deciso di prendere un bus per tornare alla stazione di Sigulda, riprendere il treno e rientrare a Riga. Il giovedì ci siamo goduti con calma un’altra mezza giornata nella capitale lettone, poi nel primo pomeriggio abbiamo preso il “solito” comodissimo pullman Lux Express al costo di circa 20€ a testa con destinazione, dopo circa 4 ore, l’ultima tappa di questo viaggio baltico: Tallinn, capitale dell’Estonia. Prossimamente l’ultimo capitolo, la città che a me personalmente è piaciuta di più.

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Riga

Arrivo a Riga verso le 20 di sabato, solito alloggio Airbnb e credo non mi fosse mai andata meglio di così! Posizione centralissima (Alfreda Kalnina iela) in una palazzina signorile, apertura della porta d’ingresso allo stabile con codice da inserire tramite tastierino numerico. L’appartamento di Kirils era al terzo piano ed era a dir poco ENORME. Ingresso, angolo cottura non grandissimo, ma fornito di tutto l’occorrente, salone gigantesco con due grandi finestre dove c’era un letto matrimoniale (oltre ad un camino, il divano e la tv), bagno con doccia e lavatrice, lungo corridoio fino a quella che i “Fratelli in affari” definirebbero stanza padronale, con tanto di bagno ensuite e vasca enorme, purtroppo rotta.
La posizione si è rivelata comoda soprattutto considerando che era abbastanza tardi e dovevamo ancora cenare. Io ho proseguito col mio proposito delle zuppe con cose galleggianti “alla russa” e poi ho preso un secondo di pesce. Aggiungerei una considerazione trasversale che mi pare di non aver ancora fatto, almeno non in occasione di quest’esperienza baltica: chi pensa che viaggiare sia particolarmente caro tenga sempre presente che in Italia i prezzi sono folli e che al giorno d’oggi ci sono tutti gli strumenti per muoversi e nutrirsi bene senza spendere patrimoni. È vero, non abbiamo mai mangiato in ristoranti stellati, ma abbiamo sempre trovato di che soddisfare l’appetito senza restare in mutande!
Riga è la sosta più lunga prevista in questo tour della Repubbliche Baltiche fai da te e sicuramente è quella che ha il maggior numero di attrazioni. Innanzitutto, essendo una città multi-confessionale, vi sono quattro edifici religiosi principali:
  • La Cattedrale della Natività di Cristo, il principale luogo di culto ortodosso della capitale lettone. Se fuori la struttura a torri e le cupole tondeggianti lasciano intendere il tipo di funzioni che si celebrano nella struttura, l’interno doratissimo e pieno di icone lascia pochi dubbi. Discretamente pacchiano, a mio modesto avviso, ma nel lontano 2005 sono sopravvissuta a Carskoe Selo e non ho ancora trovato qualcosa che mi ferisca gli occhi come quell’eccesso di ridondante barocco.

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  • La Cattedrale di San Giacomo che dal 1923 è il principale edificio cattolico. Sinceramente non me la ricordo e non ho trovato nessuna foto che ne testimoni una mia visita, vi riporto la foto di Wikipedia. (Probabilmente è quella che era chiusa per le prove del coro in vista di un importante concerto…boh)

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  • La Chiesa di San Pietro e la Cattedrale di Riga sono i due principali luoghi di culto della chiesa evangelica Luterana di LettoniaIMG_3669IMG_3665
  • Chiesa Anglicana di San Salvatore, se sapete contare questa è la quinta chiesa in elenco e all’inizio ho detto “quattro edifici religiosi principali”…beh, semplicemente questa non viene tendenzialmente citata nelle attrazioni di spicco, ma a me è piaciuta, sia la struttura, sia il cartello affisso sulla porta d’ingresso. IMG_3662.JPGIMG_9997

Passiamo ora dal sacro al profano, con una rapida carrellata dei luoghi di interesse più significativi della capitale lettone:

  • la Casa delle Teste Nere, sede dapprima di alcune corporazioni, in seguito luogo di ritrovo dei mercanti celibi. Sempre in Piazza del Municipio, davanti all’edificio appena descritto, troviamo la statua di Rolando; la punta della sua spada è il luogo di riferimento per il calcolo delle distanze da Riga (purtroppo durante il mio soggiorno c’erano i ponteggi a causa di una ristrutturazione)IMG_0007
  • i Tre Fratelli, in Maza Pils iela, che francamente non ho ben capito quale significato particolare abbiano. La casa bianca un po’ storta è la più vecchia, quella giallina è oggi sede del museo lettone di architetturaIMG_0001
  • la Torre delle Polveri, un imponente torrione a pianta rotonda, unico sopravvissuto di quelli eretti ad intervallare la cinta muraria costruita nel 1330 a difesa della Città Vecchia. Il nome non le deriva dall’essere un antico laboratorio per gli studi della Swiffer, ma come facilmente intuibile era un tempo luogo di stoccaggio per la polvere da sparo; oggi invece al suo interno troviamo un museo militareIMG_3658
  • Porta svedese, sempre restando in argomento di cinta muraria, percorrendo Torna iela, ci si imbatte nell’unica porta rimasta IMG_3672
  • Ristorante Felicità, questa è una cosa che non trovate sulle guide turistiche, né sulla pagina di Wikipedia dedicata a Riga, ma sappiate che in Skarnu iela si trova il ristorante di Albano Carrisi, difronte alla statua dei musicanti di Brema, dove pare possiate trovare prodotti della sua tenuta pugliese; il giardino del locale si affaccia su un vicoletto e lì troverete un gigante ritratto del cantante di Cellino San Marcoalbano.png
  • la Casa del Gatto, tornando alla cose serie, eccoci a quello che forse è uno dei simboli più riconosciuti di Riga o quantomeno il tema più ricorrente sui souvenir nei negozi turistici. Si trova all’incrocio tra Meistaru e Maza Smilsu iela ed è caratterizzata dai mici sui tetti appuntiti agli angoli dell’edificio; felini che, riguardando ora le foto, sembra siano in posizione per fare pipì. Il che dopotutto potrebbe essere vero, poiché l’edificio è stato commissionato da un commerciante che, vistosi negare l’accesso alla Camera di Commercio Maggiore, ha deciso di mostrare ai suoi membri, che si radunavano in un edificio lì di fronte, le chiappe di un gatto. Lì sotto, tra l’altro, trovate il ristorante dove ho mangiato meglio in tutto il viaggio, si chiama “Melna Kaka Majas Restorans” e serve una zuppa di pesce spettacolare e delle costine di maiale davvero succulente.casa del gattoIMG_0022
  • Castello di Riga, probabilmente la cosa più deludente da un punto di vista estetico, quantomeno paragonato sia ai castelli “da fiaba” (Neuschwanstein su tutti, ma anche quelli della Loira), sia ai palazzi (stile Buckingham), sia ai classici manieri con torri e merli tipicamente italiani. Insomma, ‘na mezza schifezza (non si offendano i lettoni) che si affaccia sulla Dougava. È la residenza ufficiale del Presidente. riga's castle

Tra indolenza, pigrizia, un po’ di giornate lavorative, attacchi di panico nell’ultimo mese e mezzo (di cui potrei/dovrei parlare), le festività e altre scuse che potreste benissimo inventarvi da soli, questo post ci ha messo circa 4 mesi per finire ignorato nel web. In realtà, più che altro per la quantità notevole di foto, è più lungo di quanto avessi inizialmente previsto. Pensavo di condensare tutto in un unico articolo, ma (prima o poi) ci sarà una seconda parte sulle “gite fuori porta” a partire da Riga, ovvero Sigulda e Saulkrasti. Dimenticavo di dire che il giro della città e la visita ai luoghi di interesse elencati ha richiesto le due intere giornate di domenica e lunedì.

Last but not least, se avete letto precedenti “reportage” di viaggio, avrete notato la mia passione per Wok to Walk (lo so, c’è anche a Vilnius, ma per il rapporto tempo/provare cucina locale non ci sono andata) e quindi non posso evitare di segnalare che ce n’è uno all’angolo tra Aspazijas bulvāri e Audeju iela. Ordinato da asporto e mangiato nell’appartamento galattico di cui sopra. Lo voglio in Italia, cribbioooooo!

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