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Flogging a dead horse

E’ così che a volte mi sento: come se stessi frustando un cavallo morto. Credo sia
tutta colpa di certe canzoni melense che ascolto ultimamente, fanno male ai
neuroni! Eppure sono un paio di giorni, che continuo a pormi questa domanda:
veramente le cose belle capitano, alle persone che se le meritano? E chi cavolo lo decide chi se lo merita? Io credo, comunque, non vada così,altrimenti a qualcuno non sarebbe venuta la brillante (e soprattutto
remunerativa) idea di inventare le religioni. Uff…è così depotenziante (per
non dire che fa girare le palle) vedere che le cose non vanno come si vorrebbe.
In questo momento, mi servirebbe un bel cartello verde che indichi l’uscita
d’emergenza, ma purtroppo le situazioni non hanno questo genere di vie di fuga.
Ad ogni modo, credo che la soluzione per il futuro, sia andare al cinema solamente
con persone prive di qualsiasi effetto collaterale. Altrimenti, fioccano i
drammi e sembra che, invece di essere passati degli anni, non siano passati
nemmeno cinque minuti dal 2005. Sì, ok, questo è di nuovo un intervento ad alto
tasso di paranoia…ma oggi va così…giurin giurello che la pianto di
ascoltare Hands down dei Dashboard Confessional!!! Quello potrebbe
aiutare…Vabbè, già che ci siamo però, oggi concludo con una citazione di Lolita
di Vladimir Nabokov (fantastico quel libro…ma perchè io adoro le storie
d’amore perverse??): “…e la guardai, la guardai e seppi con chiarezza,
come so di dover morire che l’amavo più di qualunque cosa avessi mai visto o
immaginato sulla terra, più di qualunque cosa avessi mai sperato in un altro
mondo”. Ma perché (testata contro il muro), perché (testata contro il
muro), perché (testata contro il muro) stasera mi sento così melensa?! Help…!