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Indecisioni

Io davvero non capisco la gente indecisa, soprattutto in ambito affettivo/relazionale. Se mi conosceste potreste storcere il naso di fronte a questa mia affermazione, eppure il mio immobilismo esistenziale non è dovuto all’indecisione. E’ vero, sono apatica, pigra, cinica, misantropa, immobile, sfuggo davanti alle svolte, procrastino all’inverosimile, sono terrorizzata dal nuovo e preferisco lagnarmi della situazione piuttosto che cercare di cambiare le cose. Sono una brutta persona, non starò qui a negarlo. Eppure non sono un’indecisa e non capisco chi lo è. Non capisco chi accetta situazioni assurde e si crogiola nell’incertezza di una relazione altalenante. Recentemente parlavo con un mio caro amico dello stato della sua relazione. La persona con cui stava non era sicura del da farsi, non sapeva se voleva stare con lui, cosa provava, se era innamorato, se c’era un futuro per loro. Ecco, io questo genere situazioni non le concepisco, né da un lato, né dall’altro, ovvero né dalla parte di chi è indeciso, né da quella di chi subisce quest’incertezza. Ho passato un’adolescenza letargica, ma nel momento del risveglio, a partire da quell‘assurdo istante di ormai 6 anni fa (occazzo!) io ho capito cosa vuol dire volere, cosa significa desiderare qualcosa al di là di ogni ragionevole dubbio. Perché nella vita io credo che quando vuoi qualcosa, quando senti nelle vene la necessità, quando la tua anima sanguina di desiderio, quando la tua testa non può pensare ad altro, è difficile non capire se è bianco o nero. Perché sì, nella vita ci sono le sfumature, un’infinità di possibilità della scala cromatica, ma a volte le cose sono semplicemente o bianche o nere. Anche oggi, a distanza di più di un lustro da quella mattina e con una situazione emotiva (fortunatamente) molto differente, continuo ad essere convinta della verità di queste affermazioni, dell’assolutezza di quello stato d’animo. E pure ora, in questo momento, con una meravigliosa relazione in corso, con un omino che non avevo mai sperato di incontrare, so cosa voglio: voglio stare con lui, voglio lui. E non nel senso carnale nel termine, voglio solo sentirlo mio e sapere che è così, voglio che lui senta le stesse cose. Ed è per questo che trovo inconcepibile l’indecisione. Come puoi non sapere se vuoi stare con qualcuno? La forza di un tale desiderio è dirompente, a pensarci ti lascia senza parole, ti mozza il fiato. E dall’altro lato, come puoi sopportare di avere accanto qualcuno che non sa se vuole stare con te o no?  Come si può voler condividere una relazione sentimentale con qualcuno che non è convinto? La verità è molto più tragicamente semplice: se non sa ciò che vuoi, allora vuol dire che non vuoi nulla. E come tutte le grandi ovvietà, le sentenze più lapalissianamente evidenti, troppo spesso viene data per scontata e dimenticata. Quando non sapete cosa fare, ascoltate la “pancia”, fidatevi di lei, lì risiedono le grandi risposte che la testa non può dare.

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Post dolcino

Post dolcino perché mi manca Tatolo. Perché mi manca dormicchiargli sulla schiena e dargli fastidio, perché mi manca addormentarmi chiappetta contro chiappetta e sentire i suoi piedi nel letto, perché mi manca svegliarmi con lui che mi abbraccia da dietro, perché mi manca la sensazione della pelle dalla sua pancia contro quella della mia schiena, perché mi mancano le sue mani che mi fanno i grattini, perché mi manca quando si alza e mi porta il tè a letto per colazione, perché…tante altre cose, ma mi fermo qui che è meglio. Insomma, post dolcino 🙂


Long term relationship

Premetto e sottolineo che sto felicemente con una persona da 2 anni e 14 giorni, omino per cui provo un amore smisurato e primo essere umano in questa vita da cui mi sento davvero compresa. Il discorso seguente quindi è solo una considerazione nata dopo qualche mese di frequentazione di un forum, confrontata con la mia esperienza.

Mi chiedo per quale motivo la gente desideri disperatamente stare con qualcuno e legare indissolubilmente il proprio destino a quello di un altro bipede errante. Ci sono una marea di beceri individui impantanati in relazioni scialbe, prive di emozione, di comprensione, di tenerezza, in pratica senza un qualsiasi legame sentimentale. Ci sono un’infinità di coppie che stanno assieme soltanto perché sono innamorate dell’avere una relazione e non riescono a pensare di stare senza la sicurezza di avere qualcuno accanto, sia anche questo un essere per cui provano tutt’al più un pallido affetto. E questa proprio è una cosa che non riesco a capire. Da un punto di vista puramente psicologico-teorico a me le relazioni a lungo termine, spaventano, anzi mi terrorizzano! Come si fa a desiderare di stabilire arbitrariamente un vincolo con qualcuno? Non so,  io mi sono sempre sentita afflitta dai rapporti umani, quale che sia la loro natura, mi ha sempre messo addosso un certo disagio dover affrontare  costantemente il confronto/scontro con l’Alterità. Il problema fondamentale credo sia la mia paura incredibile del fraintendimento, il grande spettro che infesta e si insinua subdolo nelle dinamiche delle relazioni intrapersonali. Sono una ragazza incredibilmente complicata, ne ho consapevolezza più o meno da quando avevo 7/8 anni e da allora ho sempre tenuto per me i miei pensieri più profondi, le mie ansie, le mie frustrazioni, le mie angosce. Non ho mai voluto e non sono mai riuscita a condividere i miei reali stati d’animo con nessuno, perché i miei timidi tentativi di esternazione venivano masticati, triturati e risputati snaturati, privati del loro significato. Peggio del non trovare un orecchio disposto ad ascoltarti, c’è trovarsi di fronte una bocca che sputa sentenze su questioni che non è minimamente in grado di afferrare, ma che pretende di aver capito, quando in realtà è riuscita a carpire di sfuggita soltanto un pallido sentore del mio sentire reale. Ho preferito l’intimità dei miei soli pensieri al caotico rumore del fraintendimento. Che ci posso fare se la gente, col suo parlare vuoto, col suo rumore insensato, coi suoi discorsi inconsistenti, con le sue parole roboanti prive del benché minimo significato, coi suoi affetti di pasta frolla, mi affligge? E’ per questo che non riesco a capire la ricerca della compagnia, il bisogno di avere qualcun altro da tediare e stressare con le proprie ansie, nonostante la consapevolezza di avere di fronte qualcuno di fondamentalmente estraneo. Forse però è proprio la mancanza di consapevolezza a causare una buona percentuale delle tragedie relazionali a cui si assiste quotidianamente: la gente pattina sulla superficie gelata dell’esistenza per paura di immergersi nelle gelide acque del condividere e si accontenta del vivere insieme. Come si può volere tutto questo? Come si può cercare di instaurare legami basandosi su null’altro che aria fritta? Non passa giorno senza cui l’umanità non mi lasci stordita e perplessa…

Romanticismo

Estate. E’ notte. Lui e lei tornano verso casa di lui dopo essere usciti a prendere un gelato. Il cielo è limpido e stellato e si sta bene dopo una giornata di infernale caldo padano, torrido umido e soffocante. Camminano tra i canali, lungo una strada dissestata, mano nella mano. Al che lei, che è una dolce donzella romantica, si attende da lui un discorso del tipo: “Guarda tesoro, come sono belle le stelle…ecc. ecc.”. E invece quel che si sente dire è: “Toh guarda…una rana morta”. E a questa donnina piccola piccola in questo momento quell’ometto scemo, che invece di parlare di cielo stellato indica gli animali morti, manca tantissimo. C’è gente matta in giro eh?

P.s.: a discolpa del lui in questione c’è da dire che lei NON E’ una dolce donzella romantica 🙂

It was a year ago

Gattoneroocchi.jpg Gatto nero occhi image by shy_1965

No, non ho un micione nero che compie un anno…è una cosa un po’ più complicata da spiegare…

A volte l’imponderabile accade…

“Che per rivederci siamo involontariamente diventati tra i maggiori azionisti di trenitalia

-Le Luci Della Centrale Elettrica-

Ci sarebbero tanto cose da dire…talmente tante che è meglio stare zitti, guardare fuori dalla finestra e godersi il paesaggio dopo la copiosa nevicata dei giorni scorsi, in un rigoroso silenzio carico di tutti quei significati che sfuggono sempre alle parole. Il mondo sembra più silenzioso, tranquillo, come avvolto da una soffice coperta che nasconde quel che c’è sotto. Forse questo 2008 mi ha portato quel briciolo di stabilità che bramavo da tanto, speriamo duri.


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Con me non devi essere niente…

Piromani – Le Luci Della Centrale Elettrica

A mio parere questa è la canzone migliore di un album superlativo. Vasco Brondi è un fottuto genio. Forse c’è speranza anche per la musica di questo Stato allo sfascio?? Mah….quantomeno abbiamo un signor cantautore, almeno a mio modestissimo parere!
Altra cosa “con me non devi essere niente”…questo è un messaggio subliminale neanche troppo subliminale,Linguaccia speriamo chi di dovere colga…