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Saggezza inglese!

“Il valore di uno Stato, a lungo andare, coincide con il valore dei singoli individui che lo costituiscono; e uno Stato che pospone gli interessi della loro crescita ed elevazione intellettuale a qualcosa di appena superiore all’abilità amministrativa, o a quanto di essa si esprime nel disbrigo degli affari ordinari, e che rimpicciolisce i suoi cittadini per renderli docili strumenti nelle sue mani, sia pure a fini utili, scoprirà che, con piccoli uomini, niente di grande può essere effettivamente realizzato: scoprirà pure che la perfezione della macchina, cui ha sacrificato tutto, alla fine non gli servirà a nulla, proprio per il venir meno di quella forza vitale che esso, per far andare la macchina più speditamente, ha preferito bandire”.

paragrafo conclusivo di “Sulla Libertà” di John Stuart Mill

A volte mi chiedo se in Italia sia possibile il formarsi di una  vera Coscienza politica, morale e civile che non sia soltanto espressione di una maggioranza idiota e tirannica, oppure se nel nostro Paese siamo fisiologicamente costretti a farci calpestare dall’ideologia corrente di turno (tra l’altro, il “turno” degli imperativi cattolici dovrebbe essere passato da un po’). Mi chiedo se l’unico modo per far funzionare questo Stato sia quello di affidarlo nelle mani di un gruppo di esperti stranieri, perché, sempre per come la vedo io, in Italia il problema è duplice: da una parte manca la Cultura con la C maiuscola, quella che rende consapevoli e forma la mentalità delle persone; dall’altra manca una classe politica dirigente degna di essere votata con cognizione di causa (mi sono un po’ rotta le palle di scegliere il male minore dentro la cabina elettorale). Cosa cavolo serve ad un popolo per svegliarsi? Non mi stupirebbe che dalla bocca di Silvio (e nomino lui solo perché è in carica) uscisse una frase del tipo “Non hanno il pane?! Che mangino le brioches”. A “noi” italiani  bastano i provvedimenti di facciata, siamo felici quando viene introdotto il reato di clandestinità, senza pensare che non basta fare una legge, ma bisogna farla rispettare e la Giustizia nel Bel Paese è un concetto ancora piuttosto vago, anche visti insulti alla costituzione come il lodo Alfano che, in pratica, afferma “La Legge è uguale per tutti, ma per alcuni è un po’ più uguale che per altri”. Altro provvedimento assurdo è la Social Card, che ci catapulta da uno stato assistenzialista ad uno che fa la carità. E intanto l'”italiano medio” il lunedì al bar commenta i risultati calcistici oppure il matrimonio vip di turno dal parrucchiere. Ho come l’impressione che alla celebre espressione latina “panem et circenses”, stiano togliendo il pane, non solo sotto forma di cibo vero e proprio, ma anche (e soprattutto?!) come appetito per la Verità. Ci stiamo abituando a situazioni che non dovrebbero essere ritenute normali. Suonerà mai una sveglia?! Non lo so…
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