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Anni che passano e cose che a volte ritornano…

Erano parecchi parecchissimi mesi che non loggavo su WordPress. L’inedia ha preso il totale possesso della mia esistenza e dal criptico post del 30 luglio di praticamente un anno fa, non è che sia successo poi granché… La vita scorre pigra e lenta, coi suoi lunghi momenti di deleterio piattume e i brevi sprazzi che ti tengono ancorato ad un barlume di sanità mentale. Così, piccolo aggiornamento personale, se a qualcuno dovesse importare: nel frattempo NON mi sono sposata (:D), NON mi sono trasferita (:\), NON ho trovato un’occupazione stabile (;O), NON ho contribuito all’aumento del sovraffollamento del globo (:P). Ah, però sto ancora con Tatolino ❤

Però ecco, stanno QUASI succedendo cose. Nel senso che lo scorso autunno, dopo lo strano luglio all’estero e un agosto in ferie, mi sono infilata in quel magico tritacarne che è la Garanzia Giovani, il simpatico programma statale per i giovani dai 18 ai 29 anni. E dopo rimbalzi di uffici, colloqui, code, corsi, mail e puttanate assortite, a distanza di tipo 10 mesi da quando mi sono registrata sul portale (sig!), settimana scorsa ho iniziato uno stage che potrebbe quasi essere figo e sensato per quanto riguarda la mie “ambizioni” lavorative.

E poi, visto che su questo blog se n’è parlato  anche in passato, volevo dire che sono stata a due concerti in tempi più o meno recenti: i Placebo il 20 maggio all’Arena di Verona ed i Libertines al Fabrique di Milano sabato scorso. Avevo già visto Brian Molko e Stefan Olsdal al Castello Scaligero a Villafranca, quando alla batteria c’era Steve Forrest. E devo dire che pur essendo stato un buon concerto in una location meravigliosa, in cui non ero mai stata, il cambio di batterista, o forse anche gli anni che avanzano, si sono fatti sentire.

I Libertines invece sono stati decisamente impattanti. Un concerto come questo, così come lo sono stati i Blink 182, è prima di tutto un viaggio dell’anima, poi un’esperienza musicale. Perché sono più vicini ai 40 che ai 30 e sembrano ancora un adorabile gruppo di coglioni scapigliati che fanno le prove in garage. Perché sono dei cazzari. Perché sono sensibile agli stereotipi romantici e alle relazioni disturbate e vedere Pete e Carl dividersi un microfono è meraviglioso. Perché adoro la musica semplice e secca. Perché l’alone di “belli e dannati” ha su di me una presa da bimbominkia di cui quasi mi vergogno. Ma soprattutto perché live certe canzoni fanno venire letteralmente i brividi. Up the bracket mi ha esaltato live da pazzi, così come mi ha esaltato dal primo ascolto, così come continua ad esaltarmi e così come mi esalterà domani. L’apice per la sottoscritta comunque è stata You’re my Waterloo, dove è quasi scesa la lacrimuccia. Immensi.

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P.s. John Hassall è dietro la colonna…tipo era imbullonato lì, visto che si è mosso pochissimo 😀

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Concerti

Innanzitutto, spero, fortissimamente spero, di riuscire a trascinare mia mamma a vedere uno dei quattro concerti solisti che Pete Doherty terrà in Italia un po’ prima di metà febbraio (c’è il link alle date, se vi interessa). Dopodiché questa settimana ho scoperto un luglio pieno di concerti che mi attirano parecchio. Tutti a Milano, ovviamente. In rigoroso ordine cronologico:

  • Blink 182, 3 luglio, al Mediolanum Forum di Assago.  

  • The Cure, 7 luglio, all’Heineken Jammin’ Festival (sob!), Arena concerti di Rho

  • Rancid, 21 luglio, Rock in IdRho, Arena concerti di Rho

Per cui…se volete farmi un regalino…ecco, i biglietti per questi concerti sarebbero graditi. Oppure, ancora meglio, se avete intenzione di andare fate un fischio, che io avrei un po’ di problemini logistici a muovermi…

Carl Barat is a dad!

Carl Barat, classe 1978, famoso soprattutto per essere leader e co-fondatore dei The Libertines insieme allo scapestrato Pete Doherty, è recentemente diventato papà. La compagna Edie Langley ha dato alla luce il loro primo figlio il 9 dicembre dello scorso anno. La foto del piccolo Eli con mamma e papà è di una dolcezza incredibile e non potevo non pubblicarla. Congratulazioni a Carl. E speriamo questo evento sia fonte di ispirazione per un nuovo disco dei Libertines…dai, sarebbe carino 😀

british style

Mentre si parla di reunion dei Libertines (e sarebbe una gran cosa *_*) ed il 16 marzo è in uscita il debutto solista Grace/Wastelands (anticipato dal singolo The Last Of The English Roses, qui live in versione acustica), lo scorso 25 febbraio Mr. Doherty era agli Shockwaves NME awards per il ritirare il premio per Best Solo Artist. Pensate quello che volete, ma io sono sempre convinta che quest’uomo abbia davvero Stile, adoro il modo in cui si veste e anche quel faccino da uno che non dorme da mesi; inoltre vorrei avercela io la sua collezione di cappelli A bocca aperta

Pete Doherty NME

Giusto per parlare d’altro…

Io lo trovo bellino un sacco quest’uomo! L’azzurro della divisa del carcere gli dona! Però sta dimagrendo a vista d’occhio…cucciolo lui! Sono pienamente convinta che si meriti di stare in una cella, quell’idiota, ciò non toglie che nella foto fa piuttosto pena, no?! Vabbè, lasciamo perdere, io non sono una creatura logica e razionale, quando m’impunto su una cosa è quella, oltre ogni logica evidenza, se mi convinco di qualcosa (ed è abbastanza raro che accada), rimane quella e basta. Sì, lo so che è un grande, grandissimo problema, è su questo che poggia tutto il mio egocentrismo, nonché alcune dei “grandi drammi” (ci tengo a sottolineare le virgolette, perché so che i miei drammi hanno ben poco di realmente drammatico!) che popolano la mia esistenza! Se mai scriverò la mia biografia credo la intitolerò “Dentro una mente paranoica”.

 

Happy Birthday!

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Probabilmente non ci avrebbe scommesso neppure lui, eppure oggi Pete Doherty spegne 29 candeline! Auguri…

You’re my Waterloo

Si dice Waterloo e subito si pensa alla fine dell’impero di Napoleone, ad un batosta militare, ad una battaglia che forse ha cambiato radicalmente il corso della storia. Per estensione, si associa questo nome ad ogni perdita, ad ogni momento della vita che ne ha compromesso una tranquilla prosecuzione, che l’ha resa radicalmente diversa da quello che avrebbe potuto essere. Sarà che mi fa ripensare a Pete e Carl insieme, sarà che mi fa ripensare alla mia Waterloo personale (alle mie molteplici Waterloo personali), sarà che sono (diventata) una donnina maledettamente melensa, ma questa canzone mi ha stretto il cuore…anche perché le parole con cui inizia sono una vera pugnalata “You’ll never fumigate the demons, no matter how much you smoke…“. Sì, la vita continua, ogni giorno, ma non si può certo dire che non sia faticoso anche soltanto respirare…

 

Mamma mia…!

Signori e signore, non ci sono storie, lo stile è una cosa che si ha o non si ha! E poi c’è chi ne ha da vendere. Sicuramente la mia è un posizione opinabile (il mondo è “bello” perché è vario), ma sono rimasta colpita dall’incredibile Stile (con la S maiuscola) di mr. Doherty. Ora, le foto non gli rendono giustizia! Quel uomo è di un’eleganza spaventosa, seriamente, un modo di vestirsi ed un portamento che mettono i brividi. Sembra uscito da un’era passata in cui gli uomini erano uomini e non stupidissimi automi, schiavi di qualsiasi moda idiota partorita da stilisti ubriachi! C’è da dire che Pete è parecchio alto e abbastanza magro, quindi ha già questo vantaggio donatogli da Madre Natura e inoltre, si sa vestire. Pantaloni scuri, camicettina nera con BRETELLE bianche (chickosissimoCuore rosso), giacca scura (messa e tolta un paio di volte), qualche chincaglieria al collo e, per finire, cappello in testa (spero di trovare un paio di foto ben fatte). Oddio…veramente, per quanto avessi visto valanghe di foto sue, trovarmelo davanti a pochi metri su un palco dal vivo è stato…non so, di più! Mi ha colpito proprio proprio tantissimo. Sarà quel fascino che si ritrovano gli abitanti delle isole della Gran Bretagna…io non lo so bene il perché, ma hanno un…qualcosa. Passando al concerto vero e proprio, dopo questo sentito elogio alla figura di Pete Doherty ed alla sua presenza estetica mozzafiato, come voto complessivo alla performance, io darei  un 8-8,5. Ci sono due motivi per cui non è stato un concerto da 10: 1) non c’era I wish in scaletta Triste e la cosa mi è dispiaciuta tantssimo, poteva benissimo farla al posto di Back from the dead, accipicchia! 2) finita Fuck forever sono usciti dal palco senza neanche raccogliere gli applausi, volattilizzati all’improvviso, senza nemmeno tornare a ringraziare o che In lacrime! Uniche due pecche, una di natura molto personale (adoro I wishCuore rosso), l’altra più generale. A parte questo, fantastici. Pete suona la chitarra meglio di quanto pensassi ed ha una voce bellissima, che dal vivo non perde niente rispetto al disco, anzi al massimo guadagna in emozione. Drew McConnell, a parte essere anche lui un gran bel ragazzo, perfetto alla sinistra di Pete col suo basso e perfetto nei rari cori, nonché nel movimentare un po’ il palco saltellando su e giù come un canguro. Mick Whitnall non l’ho visto più di tanto perché avevo una testa nel mezzo, nessun appunto da fare, se non una menzione d’onore per l’introduzione con l’armonica a bocca alla struggente Down in Albion, veramente da brividi. Adam Ficek lo vedevo a sprazzi, in base a come si muoveva Pete, esteticamente fantastico il modo in cui suona, con busto rigido, muovendo solo le braccia, scatenato in Killamangiro, che è stata decisamente la sua canzone. Stavo ripensando al mio voto in generale, direi che ci sta l’8,5. Mezzo voto va al pubblico….temevo di trovarmi in mezzo a ragazzini scriteriati e fintamente alternativi (quanto li odio), invece, con felice sorpresa, ho costatato che l’età media degli spettatori era di circa 25 anni e nessuno sembrava fuori posto. Per un paio d’ore quasi mi sono dimenticata di stare in Italia, in mezzo a…ma lasciamo perdere, non è questo il momento! Grazie Pete, grazie Babyshambles, per essere così poco da anni 2000 e così tanto meravigliosi. La prossima volta che tornate in Italia (spero presto), salvo imprevisti, mi avrete ancora come spettatrice. Cavolo…wow. Ultimissima cosa, che con il concerto non c’entra nulla, mi devo ricordare di non mangiare MAI più una piadina con la salsiccia…Nauseato. Uhm…no, mi pare brutto concludere così. Come considerazione finale, mi sento di dire che, se prima i Babyshambles mi piacevano ed ero un’accanita sostenitrice di Pete Doherty, ora lo sono molto di più. Bravi, bravi, bravi, tornate presto Cuore rosso

P.s. rivedere le foto, pur se scattate da qualcun altro, mi dà ancora i brividi…credo la musica moderna abbia bisogno di tipi “alla Pete Doherty”, che seppur personaggio controverso, è molto rock’n’roll A bocca aperta

 
 
 
 

Un po’ di cose…

L’altro ieri ho avuto una mezza crisi isterica: non sopporto il fatto che viviamo in “ruffianocrazia”. Sono un pochino troppo idealista per stare bene al mondo, a volte me ne rendo conto. Ciò non toglie che mi dà fastidio, sarà che sono troppo presentuosa per leccare il culo, preferisco non ottenere ciò che voglio che ottenerlo a certi prezzi. Sono una persona contraddittoria, ma coerente nelle sue contraddizioni. Io sono quel che sono e non mi importa se agli altri non va bene, io non cerco di rabbonire le persone, se mi girano i cinque minuti mordoA denti stretti! A fanculo i grandi traguardi, io detesto i compromessi, soprattutto quelli che non vale la pena fare, ovvero il 99% dei casi (mi ritrovo abbastanza nella definizione di “cinico” che dà Nonciclopedia). Il mio slogan?! Sempre quello…”Fuck forever, if you don’t mind”. E…a proposito, domani Babyshambles…oddio, wow…non vedo l’ora! Peeeeeeeeeeete, arrivoCuore rosso! Inoltre, giusto per ricollegarmi ad un intervento di qualche tempo fa, mr. Doherty ama i gatti e questo le rende ancora di più un uomo adorabile, (vedi foto: quello dev’essere uno dei suoi numerosissimi mici, Littlepotatos, nome allucinante per un gatto, ma è Pete). Infine, la mia ultimissima ossessione,  di un paio d’ore fa. Quello coi capelli rossi è Patrick WolfCuore rosso e continua la tradizione degli uomini ambigui, ma perché?! Certi gusti, solo io…Comunque, aspetto..ehm…eccentrico a parte, il ragazzo (24 anni) ha una gran bella voce, del talento ed è già al terzo album. Poi suona piano e violino e non so bene cos’altro. Mammma mia questi inglesi…se penso al nostro cosiddetto “Belpaese” piango, le nuove leve della musica italiana sono i FinleyNauseato! Disgusto! Non che prima fossimo messi meglio…non me ne vogliano i fan, ma la Pausini, Ramazzotti, Antonacci, Ferro ecc. non sono esattamente il mio genere. Sigh…! Da noi un signor Wolf (no, non quello di Pulp Fiction) nascerà mai?! Chi sono gli eredi dei grandi cantautori (parlo di De Andrè, che purtroppo ci ha già lasciati, Guccini e De Gregori che non credo siano eterni) italiani?! Qualcuno uscito da Amici?! Io avevo grandi speranze nelle Lollipop, ci sono rimasta male quando…a proposito, che fine hanno fatto?! A bocca apertaMa per favore…! Bisognerebbe andare a vivere nelle terre della vecchia Albione, loro non hanno gente come CalderoliNauseato (giusto per fare un nome solo, ma ce ne sarebbero tanti) in Parlamento e invece hanno gruppi, anche emergenti, di tutto rispetto.  E se mi trasformassi in un gatto e mi presentassi alla porta del signor Doherty?! Sarebbe un’idea…Anche perché Silvio tornerà al GovernoArrabbiato, temo, e la situazione potrà solo peggiorare…e pensare che più in basso di così, c’è solo d scavare. Medioman…aiutaci tu, non ci resta altro! Ultimissima cosa, vorrei fare un inchino (semi) pubblico agli appunti di Luca…se non ci fosse bisognerebbe inventarlo (o presentarsi a lezione sempre e comunqueA bocca aperta) , grazie, grazie, grazie!
 
 

E’ ufficialeeeeeeeeeee!

2 febbraio…Bologna….Estragon…
Babyshambles….PEEEEEEEEEEETEEEEEEEE!Cuore rosso