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ARGH!

Ditemi di no…non può essere vero! La nuova fiamma di Pete Doherty non può chiamarsi Portia Qualcosa (il cognome poco importa!)…ma con tutti i nomi, Portia?! E’ ridicolo…! Per fortuna, ora come ora, sono una personcina posata…forchetta per la precisione! (Battuta rubata a Capretta, che va citata per una questione di copyright sulle cazzate che dice ogni tanto). Certo che…è ridicolo! Vadano sull’olmo le coincidenze del mondo…! Portia…ma che nome è?!

Eppure…

Non si può mica aspettare che le cose vadano bene per grazia divina, no?! Lo dice pure il proverbio “Aiutati che il ciel t’aiuta…”. Quindi…niente, solo che certe canzoni sembrano fatte per metterti di buonumore, anche se il tempo fa schifo e se il mondo non gira proprio come vorresti tu…ancora una volta love love love per mister Pete Doherty A bocca aperta…e se il 2 febbraio non sono a Bologna a vedere i Babyshambles mi metto a piangere! Cmq, se non siamo noi in prima persona a fare qualcosa per la nostra felicità, chi deve farlo?! Sandro Bondi (mah…ormai quest ominoide è diventato la risposta a tutte le domande A bocca aperta)?! Allora…enjoy it.

Il baratro

Prima cosa: qualcuno mi sa dire con certezza se quello nella pubblicità di Roberto Cavalli sulla copertina posteriore di Rolling Stone di questo mese è Mister Pete Doherty?! Io sono quasi convinta di sì, ma truccato in quella maniera fa un po’ strano, più del solito A bocca aperta, quindi, se qualcuno potesse darmi conferma, sarei grata! A prescindere da ciò, quella pagina finirà attaccata in camera mia (dove è ancora un mistero, ma le troverò un posto!).


Seconda cosa: volevo sproloquiare sulla mia lunga strada di discesa in una strana voragine di paranoia mentale, che forse non ha fondo, ma mi sarei lasciata prendere dai dettagi e dall’enfasi,
soprattutto per via delle circostanze in cui è saltato il meccanismo
che riusciva a non far precipitare ogni cosa in quella specie di buco
nero, che da sempre è un evidente errore di progettazione nella mia
indole
. Avevo anche iniziato, ma stava diventando un intervento troppo lungo e forse anche un po’ preoccupante per chi mi conosce. Così, lascio che a dire ciò che mi passa per la testa in questo momento, sia una poesia dell’uomo che io avrei dovuto incontrare, colui che ha messo in versi ciò che penso, 130 anni prima della mia nascita.

IL BARATRO (Charles Baudelaire)

Pascal aveva un baratro che con lui si muoveva.

Tutto è abisso, ahimè, azione, sogno, amore,
parola! E sui capelli che ritti mi si levano,

sento a volte passare il vento del Terrore.

In alto, in basso, ovunque, sponde e vuoto discerno
e il silenzio, lo spazio atroce e seducente…
Sul muro dei miei sogni Dio con dito sapiente
traccia ogni notte un incubo multiforme ed eterno

Il sonno m’impaura come un crepaccio, denso
di confusi spaventi, inespolrato e immenso
da tutte le finestre l’infinito mi appare.

In preda alla vertigine, il mio cuore non sa
che invidiare il Nulla dell’insensibilità.
Ah, fra gli Esseri e i Numeri in eterno restare.

Pete ripulito…durerà?!

Un aggiornamento sul mondo dohertyano mi sembra quasi doveroso, dato che, dopo non so bene quante settimane, quest’omino in bilico tra creatività,delirio e idiozia è uscito dalla “rehab”. A fine mese è attesa la sentenza per posseso di… beh, di più o meno una mezza farmacia, nonchè di guida in stato “alterato”. Al suo fianco non è ricomparsa Kate Moss, il che forse non è poi un male, così si chiude per bene un capitolo e si va avanti. Pare lui stia con una tale Irina Lazareanu, pure lei modella e per di più testimonial della linea di abbigliamento firmata Moss. Per finire col gossip, parrebbe addirittura promesso sposo di codesta giovin donzella, ma a me sinceramente sembra prematuro sentir parlare di nozze. In ambito musicale si vocifera una collaborazione tra i Babyshambles e Amy Winehouse, magari si concretizzasse la cosa…bisognerebbe trovare Pete e Amy sobri e “sani” nello stesso momento, in quel caso sarebbe un grandissimo duetto, con le loro voci….ooooh. Comunque, Pete dice di rigare dritto da un mese e mezzo circa e di avere tutte le intenzioni di continuare sulla buona strada.Caspita, dalle foto sembra ingrassato tantissimo e che abbia bisogno di un salto da un parrucchiere…vabbè, poco importa, basta sia a posto . Ora, spero vivamente Mister Doherty riesca a lasciarsi alle spalle tutte le menate che non hanno a che fare con la musica e si concentri su una tournee…passare dall’Italia, no?! Daiiiiiiiii…

Anche se non c’entra quasi nulla col resto, volevo concludere con una frase che mi ha colpito un sacco, perché da questa traspare un ragazzo fragile e non il coglione che dipinge Studio Aperto: “I think I can trust her and I believe her when she says she loves me and I mean when I say I love her” -Pete Doherty, da un’intervista del 2005, agli albori della sua storia con Kate Moss. Il commento che mi viene da fare a questa frase è “Povera stella…”. Ok, basta, d’ora in poi cercherò di farmi piacere uomini meno assurdi, contorti e problematici…sì, vabbè, ma poi che gusto c’è?! Animoticon

 

Doherty mania

Ieri sera stavo assecondando la mia imperante mania per Pete Doherty, ho guardato il documentario “Who the f**k is Pete Doherty” (capendo abbastanza poco, essendo esso in inglese e per di più parlato da persone non proprio…ehm…sobrie) e poi mi sono persa alla ricerca di foto di quel bellissimo (sì, vabbè, non stiamo a discutere di gusti che c’è gente che pensa Interrante sia figo…ma per piacere!!!) uomo. Molte ritraggono Pete con Carl Barat, amico e co-fondatore dei The Libertines…e se devo dirla tutta, a me è sorto un dubbio: non è che, forse più di tutte le storie di droga, dietro la rottura del gruppo ci sia un amore finito?! Della bisessualità di Pete si è parlato, specialmente quando ha dichiarato che in passato aveva fatto il “prostituto” per finanziare la sua dipendenza dalle droghe. Insomma, guardate un po’ di foto di Pete e Carl…sarà sempre per una questione mia personale in merito agli sguardi, ma cazzo…boh, sarà che oramai sono una personcina troooooooooppo pateticamente romantica (sigh…e una volta non ero così, mannaggia!), ma io non credo che dietro lo sciogliemento dei The Libertines ci sia solo una faccenda di droga e/o di musica. Magari mi sbaglio…ma guardate le foto…


P.s. Quando canta accompagnato solo dalla chitarra classica mi fa venire la pelle d’oca e poi manda tutto a puttane, ma perchè non la pianta di fare l’idiota quest’uomo?! Uff….di nuovo in galera!!!!

 
 
 
 

Pete&Kate

Si prendono, si mollano, si fanno le corna, s’insultano, si riappacificano…Pete Doherty e Kate Moss sono fatti (lui poi è molto fatto, anche se pare stia cercando di ripulirsi) così. E uno si domanda, ma cazzo, lei essendo un gran bel pezzo di figliola (guardare il video di I just don’t know what to do with myself  dei White Stripes per credere),  di meglio non trova?! Io rispondo, ma le avete mai viste le foto di quei due insieme?! Avete mai notato come lei lo guarda?! E’ incredibile! Piccola divagazione personale (sì, sì, va bene, ha ragione Lau, sono egocentrica!), se io quell'”essere umano lì”
l’ho mai guardato così nella mia vita (cosa che temo possa essere), mi
domando perchè un certo essere idiota ha tirato in ballo i
piccioni…mah…mistero. Cmq, Kate ha sfrattato Pete ad inizio mese,
lui è entrato in clinica di disintossicazione poco dopo e lei pare sia
scappata a Parigi, con la figlia. Poi salta fuori che lei è incazzata
perchè pareva lui fosse tornato con l’ex ed ultimo per ordine di tempo
(al momento) c’è l’appello lanciato da lui a lei tramite le pagine del
“Daily Mail” in cui afferma che la ama e chiede una riappacificazione!
Dico io, lei lo rivuole, lui la rivuole, insomma, nonostante tutte le
avversità, gli alti e i bassi del loro rapporto, io credo che quei due
cretini si amino veramente un sacco! Non possono non tornare insieme!
Insomma, gli stava finanziando la “rehab” anche con il sospetto di
essere cornuta, se non è voler bene questo! Allora, per il bene di
tutti e due, cribbio, vi amate, di cos’altro avete bisogno? “All you
need is love” non è solo il titolo di una canzone dei Beatles!!! Pete e
Kate si amano, devono tornare assieme, OSTERIA!

Pete Doherty

Quello che fa di Pete Doherty un personaggio del tutto speciale nel panorama rock contemporaneo, è, innanzi tutto, la sua formazione culturale. Essa ha una matrice più letteraria che musicale e si sviluppa originariamente in ambito scolastico, dove Doherty eccelleva, attraverso l’intenso studio dei classici Greci e della letteratura Elisabettiana. I continui spostamenti di città in città, dovuti alla carriera militare del padre, gli impedirono di formare un nucleo duraturo di amicizie, portandolo a sviluppare un carattere introverso e un’attitudine alla solitudine che contribuirono ad avvicinarlo alla narrativa e alla poesia. Le sue prime letture spaziavano da George Orwell (1984 è uno dei suoi libri

preferiti) e Graham Green, di cui apprezzava particolarmente ‘La roccia di
Brighton, fino ad arrivare ad Emily Dickinson e ai poeti francesi
dell’ottocento, Rimbaud, Boudelaire e Verlaine. L’ amore per la poesia lo portò fin da giovane a dedicarsi a questa arte con ottimi risultati: all’età di
sedici anni vinse un concorso indetto dal British Council che gli permise di
intraprendere un viaggio in Russia. Qui conobbe meglio, oltre che Dostoevskij, da cui forse per primo assimilò l’insegnamento di ribellarsi alle norme precostituite della società, quelle avanguardie artistiche, che, nate ai primidel novecento, affermarono nel processo creativo l’importanza del caso e dell’improvvisazione (lezione ripresa poi nell’Europa occidentale dal Gruppo Dada e dai Surrealisti). Nei suoi Show musicali, infatti, Doherty ricerca continuamente l’interazione con il pubblico, che, chiamato ad essere parte attiva nello spettacolo, in un rapporto fisico e quasi paritario, ne modifica ogni volta lo sviluppo. Molti altri scrittori ebbero un ruolo fondamentale nella maturazione culturale di Pete. Di Jean Genet, ad esempio, dovette apprezzare la capacità di intrecciare profondamente vita ed arte, fino a rendere difficile la distinzione tra episodi inventati ed esperienze realmente vissute. Si sentiva molto legato a questo scrittore soprattutto per i personaggi e gli argomenti che toccava: marinai e guappi dei bassifondi, vita di strada, carcere, omosessualità, tutte
tematiche che riguarderanno da vicino la sua vita e la sua opera. Dalle poesie di Sylvia Plath mutuò la capacità di ‘giocare’ con le parole, di metterne inanalogia suono e significato ( vedi, tra gli altri, i testi di Gang of Gin Fuck Forever ). Apprezzò la poesia William Yeats, invece, oltre che per l’altissima qualità formale, anche per i riferimenti a storie di miti e leggende inglesi, di cui il poeta scozzese era un grande studioso. Fu uno strenuo lettore di Charles Dickens e soprattutto d’Oscar Wilde, il cui eccentrico dandismo fu parte integrante, insieme all’opera, della sua attività provocatoria e ribelle nei confronti della società. L’incontro con Carl Barat ela condivisione con lui di alcune letture, quali il Marchese de Sade, Rochester, Thomas de Quincey e Dylan Thomas, Joris – Karl Huysmans, il cui romanzo ‘A’ rebours gli ispirerà, in parte, un’omonima canzone, contribuirono alla maturazione di alcuni dei motivi fondamentali su cui Doherty fonda la propria poetica. I concetti di ‘Libertino’ e ‘libertinaggio’ verranno ripresi nella loro accezione più alta, quale intenzione di emanciparsi da ogni forma di servitù intellettuale e di distruzione di quei dogmi volti all’assoggettamento del popolo al potere. Nell’ idea di Pete il libertinismo, proprio come ai suoi albori, nel diciassettesimo secolo, doveva proporsi quale espressione di una
crisi, di un rifiuto della tradizione morale e dell’affermazione di uno spirito
innovativo, scanzonato e ribelle. La sua conoscenza della letteratura classica, così come del filone onirico della letterature inglese ‘romantica’ (Blake, Coleridge) contribuirono alla creazione di altri due pilastri della sua
poetica: l’Arcadia, nella migliore delle tradizioni letterarie, è, per Doherty,
il luogo in cui è possibile un’idilliaca esistenza separata dagli affanni della
realtà, dove i poeti e gli spiriti liberi possono trovare rifugio dalle regole
della vita comune; Albion, termine con cui anticamente i popoli latini
indicavano quelli celtici, deriva la propria carica poetica dalla sua natura
intelligibile, indicando genericamente uno stato di nostalgia per tutte quelle qualità spirituali proprie di una ‘Britannia’ ormai perduta e fumosamente mitizzata. La complementarità di questi tre concetti ci è restituita nella sua opera dall’immagine metaforica del vascello, nominato Albion, che si dirigeverso l’Arcadia, la terra in cui i Libertini possono vivere senza sottostare a nessuna restrizione morale ed intellettuale. Oggi Doherty è un poeta apprezzato, i cui lavori vengono pubblicati regolarmente dalla rivista Full Moon Empty Sport Bag”. (Tratto da www.petedoherty.it)

Io non voglio fare l’avvocato del diavolo e difendere Pete…a me piace un sacco e credo anche abbia un suo certo grado di fascino, fermo restando che sotto molteplici aspetti è un totale
idiota. Ma non è questo il punto, quello che volevo sottolineare io, è che per fare veramente la testa di cazzo, devi almeno avercela una testa…e giusto per citare lui…

“I’m
so clever but clever ain’t wise. Fuck forever, if you don’t mind“ (da “FuckForever”)