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Riflessioni personali

Ci sono persone che pensano di conoscerti, mentre di te vedono soltanto un lato; ci sono persone che hanno la presunzione di sapere tutto di te, mentre sono solo degli ignoranti; ci sono persone che fanno fatica a prendere in mano il telefono solo per chiederti come stai e ce ne sono di quelle che invece ti telefonano ad ogni buona occasione per sfogarsi e inondarti coi loro problemi usandoti soltanto come orecchio; ci sono persone che ti disprezzano, persone che ti temono, persone che ti evitano e soprattutto ci sono persone che non capiscono e la maggior parte di questi cretini ancora ha la presunzione, la maledettissima presunzione, di essere certa di aver capito tutto di te: loro sanno, non si capisce bene cosa sanno, ma loro sanno. Io sono esausta di tutto questo…è stancante, è davvero desolantemente stancante combattere un’impari battaglia con il fraintendimento: presto o tardi lui vince, sempre. E non è nemmeno l’incomunicabilità profonda e radicata tra esseri umani irrimediabilmente estranei il problema, bensì l’incapacità di riconoscere quest’impossibilità di capirsi tramite il linguaggio, i gesti, le azioni. Siamo tutti in momenti diversi delle nostre piccole e insensate vite, arrivando da strade lunghe e polverose ci troviamo in questa strana cosa chiamata Presente, che non fai nemmeno in tempo a nominare che è già andato, soli ed incapaci di essere veramente con qualcuno. In tutto questo, ci sono apparizioni che sono dei veri e propri miracoli…persone che sembrano avere una visione spaziale su quello che sei, che sembrano capire gli spigoli del tuo carattere, che sembrano aver voglia di scalare le mura dietro le quali ti sei nascosto. Allora tutto quello che puoi fare per non essere risucchiato nel vortice della profonda insensatezza della vita è aggrapparti a queste persone, tenerti a loro quanto più stretto possibile per cercare di non scivolare nel baratro che tieni nascosto sotto al tappeto. Il resto a questo punto non ha più alcuna importanza: quando trovi un posto in cui poter appoggiare la testa e riposare per un po’, non importa più quanta fatica hai fatto per arrivarci, quanti rospi hai ingoiato, quante delusioni hai superato, quanta merda hai dovuto spalare, quanti “cadaveri” hai dovuto lasciare per strada, quanto sia stato difficile, a volte, strisciare nel fango, quanto ti sei sentito mortalmente solo, quanto fosse diverso il mondo “reale” (o presunto tale) da quello che avevi in testa. Quando trovi qualcuno che ti renda meno difficile respirare e portare avanti un’esistenza biologica votata inevitabilmente al fallimento, allora tutto quello che vuoi fare è stringere forte questa persona e non lasciarla andare più. Perché forse il compito di essere umani, entità senzienti, obbligati ad essere liberi, costretti a compiere delle scelte ed a subirne le conseguenze, è più di quanto possiamo sopportare la mattina, quando ci alziamo dal letto ed appoggiamo i piedi a terra, ma le alternative latitano. Allora qual’è la soluzione? “La” soluzione sinceramente non la so, ma ho la mia personale strategia di donnina estremamente egocentrica, che consiste nel concedermi dei momenti nei quali “chiudere fuori” il mondo presunto “reale” e dedicarmi a ciò che mi fa bene, con chi mi fa davvero bene. Altro non so e non mi interessa di sapere. Come sempre, fanculo i presuntuosi che mi prosciugano le energie vitali.

Un bel post incazzoso e personale mancava da un po’ di tempo…oggi gira così, per una piccola lista di motivi. Forse il principale è che odio i miei piedi irrimediabilmente freddi e il caffè luuuungo che ho bevuto dopo pranzo. O forse è altro…mannaggia, come sono complicate le persone
A bocca aperta.

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maschere

Ogni tanto mi chiedo se esiste qualcuno che mi conosca veramente. Di solito mi rispondo di no. Probabilmente, ciò è dovuto al fatto che il mio smisurato ego è difficile da considerare in tutte le sue diverse sfaccettature. Eppure, talvolta, ho l’impressione che le persone che dovrebbero essermi più vicine, non capiscano elementi fondamentali del mio carattere.  O forse fanno solo finta perchè così conviene loro. Non riesco a capire se siano degli ipocriti e fingono di non capire o se io nascondo troppo bene, certi giorni mi convinco di essere un’ingoiatrice di rospi professionista =)! Ne ho assolutamente piene le palle del “ciò che non uccide ci rende più forti”, io non voglio essere più forte, voglio smettere di resistere e lasciare che tutto vada a puttane, come deve. Ma siccome mi conosco (e mi odio per questo), cercherò di autoconvincermi che tutto sia ok, proverò a stare al mio posto, senza questionare, senza muovere un dito: un infruttuoso e devastante atteggiamento stoico. Poi, un giorno, crollerò, piangerò 3 giorni di fila e manderò tutti a puttane…o forse no, la paziente Vali rimarrà per sempre trincerata dietro le sue maschere ed i suoi silenzi, come canta Billie Corgan in Bullet With Butterfly Wings, “Despite all my rage, I’m still just a rat in a cage …ma che senso ha tutto questo?! Ecco, ciò che fa più male…non ha nessun senso…