Archivi del mese: agosto 2009

Riflessioni criminali

Quando si trova un coniuge ammazzato, la prima persona inquisita è l’altro coniuge: questo la dice lunga su quel che la gente pensa della famiglia”. G. Orwell

Ogni tanto (ogni tanto spesso in realtà), capita di leggere di omicidi che avvengono tra le mura domestiche…mariti gelosi, padri impazziti, madri depresse, figli tossici, amanti rifiutati, ex che non si rassegnano alla fine di un rapporto ecc. la casistica è molto ampia ed agghiacciante. Tutto questo avviene costantemente da tempo immemore, le vittime e i carnefici sono spesso insospettabili che sembrano persone totalmente normali e dalle quali mai ti aspetteresti un gesto del genere. O meglio, le gente tende a non voler vedere una minaccia in chi gli sta vicino, perciò indirizza le proprie paure verso ciò che è considerato “altro”. E’ un meccanismo di difesa naturale e per nulla biasimabile che ha due aspetti: il desiderio di sentirsi al sicuro in un determinato contesto da un alto, il bisogno di individuare un nemico per giustificare l’insicurezza e la diffidenza che nutriamo per le altre persone, dall’altro. La Paura, quella con la P maiuscola, quella che non ho oggetto, ma che è semplicemente un tratto costitutivo dell’essere umano, va in qualche modo esorcizzata e tenuta a freno ed il modo migliore è indirizzarla verso categorie emarginate. In questo modo si spiegano a livello razionale avvenimenti moralmente mostruosi come certi genocidi, il più publicizzato tra i quali è sicuramente lo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti. Sono eventi eclatanti, il cui risalto viene sottolineato ad ogni occasione buona, non senza una certa dose di pateticismo che non guasta mai. In Italia ai giorni nostri abbiamo l’immigrazione…non nego sia un problema, non mi metto di sicuro a difendere a spada tratta i diritti degli extracomunitari, quello che intendo dire io è che si tende a dar maggior risalto a certi avvenimenti e si impiegano un sacco di forze per arginarli, quando non si fa nulla per prevenire altri inconvenienti. E’ generalmente considerata corretta la lotta all’immigrazione clandestina e mi pare anche normale, quello che invece mi fa incazzare è che non si fa nulla per le piccole situazioni quotidiane a rischio. Quello che fa impazzire la gente è la realtà che giorno dopo giorno ti incide la carne, molto più che il “marocchino” che ti aspetta all’angolo con un coltello per portarti via la borsa. Ci si costringe ad avere paura del fatto criminale per non rendersi conto di quanto sia precario tutto il resto. Io sarò strana, ma da un punto di vista sociale trovo molto più grave che una madre uccida il figlio, che non un extracomunitario che spara ad un gioielliere durante una rapina. Cosa volevo dire con questo intervento delirante? Che troppo spesso l’uomo nero, più che nascosto sotto al letto, dorme sotto lo stesso tetto nella stanza accanto e questo è molto più tremendo di qualsiasi altro tipo di delitto.
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