Archivi del mese: novembre 2011

Post politically scorrect

Ci ripetono costantemente (giustamente) che la droga fa male e spesso ci dicono cose tipo “Guarda quel tossico come si è ridotto”. Ora, io penso che, nonostante i fruitori di stupefacenti siano un numero considerevole, la maggior parte delle popolazione non si droghi. E…li vedete la maggior parte? Avete presente che facce hanno? Che vite, che mogli, che figli, che suocere, che lavori ecc. hanno? Non vi viene mai da chiedervi: ma non sarebbe meglio se questa gente si drogasse? Non sarebbe più misericordioso essere dei tossici senza speranza che dei normalissimi disperati alle prese coi fraintendimenti, le difficoltà, le incomprensioni, le angosce, i tradimenti, la frenesia, gli appuntamenti di tutti i giorni? Alle volta capita di dire, indicando un emarginato, “Guarda quello che faccia. Poveretto.”, ma ce l’avete presente la VOSTRA faccia? La faccia della gente comune, segnata dai solchi del vivere quotidiano, dai piccoli grandi drammi che ci riguardano in quanto esseri umani. E no, non sto parlando della crisi, dell’arrivare a fine mese e questo genere di problemi materiali. Sto parlando della condizione patologica dell’essere umano in quanto tale. E allora, provocatoriamente, ma solo fino ad un certo punto, mi chiedo se davvero sia così legittimo sentirsi in qualche modo “migliori” solo perché non siamo barboni, tossici, prostitute, ubriaconi, vagabondi. In fondo, in quanto bipedi erranti, alla fin fine siamo tutti sulla stessa zattera in balia dello stesso mare in burrasca, anche se abbiamo un tetto sopra la testa, anche se abbiamo mogli e figli, anche se abbiamo un lavoro, anche se guidiamo macchine costose, anche se ci facciamo la doccia e ci laviamo i denti.

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Parente Simpatico

Lui che fa sempre battute, lui che ride sempre sguaiatamente, lui che sa sempre l’ultima barzelletta, lui che tenta goffamente di imitare il comico della trasmissione umoristica di turno, lui che cerca di farsi beffe di tutto e di tutti, avete capito il tipo, c’è in tutte le famiglie: è il “Parente Simpatico”. E’ quello che a partire da quando hai tipo 8 anni ti chiede incessantemente: “Ma il fidanzatino/a ce l’hai? Come si chiama? Quando ce lo presenti?” e se non ne hai uno comincerà a tartassarti sul perché ed il per come, quindi inventatevene uno. E quello che ogni volta che ti vede ti chiede “Ma quanti esami ti mancano alla fine? Ce la facciamo a laurearci prima della fine del mondo?” oppure “Ma il lavoro l’hai trovato?” oppure “Ma quando lo metti in cantiere un bel bambino?”. E’ quello che alla tua festa di compleanno se ne esce con la più imbarazzante tra le foto che ti ritraggono, quello che racconta davanti agli sconosciuti aneddoti inenarribili della tua vita, quello che ti affibbia nomignoli a suo avviso “simpatici”, quello che una camionata di fatti suoi non se la fa nemmeno se lo sventri. IO DICO BASTA! Non se ne può più di questi personaggi bizzarri e molesti che hanno la pretesa di autoproclamarsi giullari delle riunioni familiari. Hanno abbondantemente rotto le balle! A tutti i Parenti Simpatici là fuori nel mondo, PIANTATELA E SE NON SAPETE COSA DIRE STATE ZITTI! E che caspita! Comunque, nelle occasioni in cui non potete evitarlo, cercate di stargli il più lontani possibili, evitate il contatto visivo, socializzate con gli altri membri del “clan” e se proprio ve lo trovate di fronte rispondete dando meno informazioni possibili (siete autorizzati a mentire spudoratamente) e appena possibile squagliatevela.

Aggiornamenti

Un blog bisogna coltivarlo e visto che non scrivo da più di un mese ho deciso di pubblicare un post, anche se in fondo non mi viene in mente nulla da dire. La mia vita è ancora in una fase di impasse, ma rispetto all’ultimo anno e rotti sto facendo qualche progresso: seguo un breve corso di editoria tenuto da una piccola casa editrice e sto facendo la rilevatrice per il censimento. La voglia è sempre quella di schiodarsi dal di qui, lo spirito d’intraprendenza è sempre quello di una patata bollita. Intanto a breve, perché ragionare sul lungo termine non fa per me, voglio/devo imparare ad usare Photoshop, Illustrator e Indesign, cosine che nella vita tornano sempre utili, soprattutto quando l’idea generale sarebbe quella di lavorare nel mondo dell’editoria. Altro non c’è, abito sempre nello stesso posto, ho sempre lo stesso moroso (dopodomani “festeggiamo” i 3 anni insieme o.O), gli stessi alti e bassi umorali, tutto in ordine insomma. Spero prossimamente di trovare un libro che mi entusiasmi e scrivere di quello, perché le mie ultime letture non sono state particolarmente esaltanti, mannaggia. Direi che è tutto, ho scritto questo post solo per interrompere il “digiuno”, mi auguro di essere più ispirata prossimamente.